Il ritorno di una grande sfida dice Milano, ma Bologna c’è

L’Olimpia batte Bologna in una gara di cui il campionato italiano sentiva la mancanza come dell’aria. Queste sono le sfide di cui c’è bisogno per risollevarsi, queste sono le città che devono fare da traino ad un movimento che, a dispetto dei pareri di convenienza di molti diretti interessati, è in crisi marcia.

Il valore tecnico della partita è stato decisamente discutibile, con una miriade di errori, da un parte come dall’altra, che hanno portato il punteggio in parità a poco più di 4′ dalla fine, quando la macchina bolognese si è inceppata mentre quella milanese, senza sussulti particolari, ha portato a casa una vittoria molto importante dopo una settimana assai complicata, funestata dalle asfaltate di Sassari e di Tel Aviv.

L’impressione è che di queste due squadre se ne riparlerà a fondo quando ci si giocherà i trofei italiani che contano, soprattutto perché paiono comunque due soggetti in piena evoluzione, per ragioni assai diverse. Milano sta cercando di consolidare le proprie gerarchie, a costo di pagar qualcosa in termini di usura, mentre Bologna attende come la manna dal cielo quel 4 che potrebbe voler dire salto di qualità notevole, soprattutto in termini offensivi.

Tanti gli spunti di riflessione, così come i punti interrogativi che questo Olimpia-Virtus ci ha lasciato.

  • 64 punti subiti. Statisticamente la difesa di Milano funziona, in Italia. 70,3 punti di media, dato comprensivo della disfatta con la Dinamo a quota 90. Il contesto è ben diverso dall’Europa, dove 85,2 punti dicono ultimo posto, perfino peggiore del gruviera Efes. E’ un buon punto di partenza su cui lavorare, con dei distinguo che vedremo.
  • Le penetrazioni dei piccoli sono un incubo per la stessa retroguardia biancorossa. Sia in 1vs1 che ancor più in caso di “pick and roll”, attualmente non vi sono risposte. La situazione migliora quando in campo c’è Cinciarini, che però in Eurolega non gioca. E’ chiaro che in ogni spogliatoio d’Europa, sulla lavagna vi sia scritto di attaccare Jordan Theodore. Questa gravissima difficoltà si supera con una maggiore applicazione del play ed un duplice sforzo di squadra. Non si può sbagliare nulla da parte degli altri quattro, altrimenti è emergenza continua. Lafayette e Stefano Gentile non sono razzenti penetratori, ma il quadro è stato comunque chiarissimo pure ieri.
  • Bologna segna l’ultimo canestro a più di 4′ dal termine. La gara termina lì. Ci vogliono più di 3′ perché qualcuno metta qualcosa a referto: momento francamente terribile dal punto di vista del gioco.
  • Le due triple di Jordan Theodore, entrambe sul meno 6, a metà terzo quarto, impediscono la fuga buona alla Virtus. E’ un’immagine da non dimenticare, perché il 5/25 precedente in stagione (1/11 in Eurolega) iniziava a diventare ipotesi di “battesimo” dall’arco. Qui si giocherà molto del futuro milanese. Come per tutti i non buoni tiratori, la differenza la fa la decisione: due tiri presi senza esitazione ed ecco che si alzano le percentuali.
  • Lo 0/6 di Oliver Lafayette pesa come un macigno sulla sconfitta bolognese. C’è però del merito milanese nel non aver mai concesso soluzioni sugli scarichi con quel metro e mezzo di spazio tanto amico del #20 bolognese.
  • Dada Pascolo risveglia il ruolo di 4 in casa Olimpia. Tra M’baye e Jefferson sinora non si è visto più di pochissimo. Fondamentale la consueta atipicità del lungo friulano: ora è atteso in Eurolega, ma ben sappiamo come già in passato sia stato in grado di stupire tutti.
  • Arturas Gudaitis è una certezza. Abituale doppia-doppia ed una capacità di metter in difficoltà l’avversario di turno con una determinazione feroce. In Eurolega è un’altra storia, tutta da scrivere, anche se il futuro pare suo. Tutte le attenuanti del mondo per Slaughter che è passato da un probabile NE a 36′ di impiego.
  • I 14 falli a 8 fischiati nel primo tempo contro Bologna sono parte importante e deplorevole di un gara che sarebbe potuta essere diversa e migliore. Sia chiaro, nessuna idiozia del tipo “sudditanza” etc, ma solo la grande incapacità di interpretare una gara. Vi sono stati almeno 10 contatti dopo il rimbalzo degni di chiamata arbitrale, del tutto ignorati, da un parte come dall’altra. Ciò è stato figlio di stazze differenti e modalità di approccio al rimbalzo stesso assai diversa: bisogna comprendere questi dettagli se si vuole fischiare in Serie A. Sabetta (strano per lui), Baldini e Giovannetti non sono stati in grado di farlo.
  • 20 punti, 7 rimbalzi e 5 assist in 29′ di impiego. Ci sono anche 5 perse nello score di Alessandro Gentile, che sono errori individuali attenuati dal numero incredibile di possessi che il sistema virtussino gli garantisce. Non è stata una grande prova ma se appunto non parliamo di grande gara per numeri simili, di che giocatore stiamo parlando? Il “bentornato” di Andrea Cinciarini (buona prova anche per lui) la spiega meglio di chiunque altro.
  • Le difese adattate di Ramagli sono state un gran bel vedere in molti frangenti. date un 4 di categoria a quest’uomo…
  • 15 perse e 13 assist per Milano, 17/13 per Bologna. Ecco, per la qualità di gioco ripassare un’altra volta (10 su 43 globale dall’arco…).
  • Pienamente comprensibili e logiche le parole di Simone Pianigiani. Il coach senese chiarisce a tutti che sta creando gerarchie, a costo di sovraesporre qualche giocatore (Micov…). Sono scelte, che pagheranno o meno, ma che vanno rispettate e cui va dato il tempo necessario.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...