E’ buona la prima di Milano: brilla Gudaitis nel successo su Cremona

Una partita da 17+17 in 24′ di un centro in Italia, probabilmente non la si vedeva dai tempi di quello Shane Lawal che Meo Sacchetti, e tutta Milano, ricordano bene. Il 24enne centro Lituano domina in lungo ed in largo permettendo un successo abbastanza agevole all’Olimpia, sebbene il divario finale sia troppo rispetto a quanto si è visto in campo.

Milano ha vinto perché è più forte e soprattutto perché la Vanoli, come ha sottolineato il suo coach, ha commesso qualche errore di troppo nei momenti in cui poteva pensare a concretizzare la rimonta. E’ la prima di campionato e lo è sia per Pianigiani che per Sacchetti, come lo era in passato per altri coach e lo sarà in futuro per tutti: ovvio che le strutture vadano consolidate ed i meccanismi oliati al meglio. Un’altra settimana di lavoro pieno, l’ultima di qui a fine stagione, sarà necessaria al coach senese per lavorare su parecchi dettagli, nonché chiarire qualcosa all’interno delle rotazioni. Per Meo, invece, il lavoro settimanale sarà costante di tutto l’anno e certamente potrà portare vantaggi rispetto a chi passerà più tempo in aeroporto che in palestra.

Non è stata una grande prova, quella dei biancorossi, ma vincere è sempre fondamentale ed aiuta ad affrontare i propri limiti con mente più aperta e spirito più costruttivo.

Entrando nell’analisi della prova degli uomini di Pianigiani vi sono alcune cose che ci paiono essere emerse più di altre, che abbiamo racchiuso negli abituali cinque punti.

  • Vladimir Micov è giocatore che conosce bene la materia, se vogliamo uno di quegli scienziati che fatica un poco a ritrovarsi di fronte ad alcuni colleghi di oggi, in quanto ha trattato la materia in modo più scientifico. Non è un terminale offensivo da 12 tiri: questo dice la sua carriera, limitandoci alle statistiche di Eurolega. 41,9% su 391 tiri da tre e 43,7% da due su 577 tiri: 2,98 tentativi a serata da tre contro 4,4 da due. Consideriamo che tali numeri diminuiscono, ovviamente, man mano che sale il valore della squadra in cui ha giocato. Chiaro che abbia tirato di più al Galatasaray piuttosto che la CSKA, ma anche in Turchia, l’ultimo anno, non ha superato i 5,2 tiri da due ed i 4,31 da tre. proprio per quella caratteristica di ottimo conoscitore del gioco, va sfruttato meglio come risorsa di sistema piuttosto che terminale. Non facile, visto la probabile concentrazione delle difese avversarie sul duo Theodore-Goudelock: quindi o cambia qualcosa lui, o la cambia, e siamo certi che ci stia lavorando, il suo coach.
  • La difesa biancorossa è già ad un certo livello e questo si evince da quanto accaduto tra Forlì e Cremona. 65, 77 e 60 punti sono un buon bottino, ma soprattutto impressiona il fatto che nonostante questa media di 67,33 punti subiti, siano stati commessi tantissimi errori. Una volta maturata la conoscenza reciproca, il gioco nella propria metà campo potrà essere un’arma fondamentale, come deve essere per chiunque ambisca a vincere.
  • La concentrazione della pericolosità offensiva milanese sulla combinazione JT-Goudelock è più che evidente. Meo Sacchetti ha tolto balisticamente dalla partita Theodore provando a chiudere l’area e spesso a giocare col “libero”. Ciò ha lasciato praterie per Gudaitis sotto, soprattutto a rimbalzo, dove si è quasi sempre trovato in 1vs1 ed ha potuto sfruttare stazza e fiuto. Cosa che in Italia accadrà nel 90% delle sfide, in Eurolega mai. La parte fondamentale del lavoro dello staff Olimpia è attesa in questa direzione, perché se è vero che un duo di guardie che attacchino è la condizione necessaria per provare competere in Europa, è altrettanto vero che col nulla sotto non si va avanti.
  • Dairis Bertans è giocatore di assoluto livello, come i recenti europei hanno ampiamente dimostrato. Quando è coinvolto nella totalità del gioco, come nell’ultimo quarto, fa esplodere tutto il suo potenziale. Quando resta in quell’angolo solo per gli scarichi, è sicuramente letale, ma ricorda quel quadro capolavoro che lo scarso amore per l’arte ha relegato in cantina.
  • Simone Pianigiani è nella parte al 100%. Non fa nulla per nasconderlo ed è giusto così. Sa bene che si tratti di sfida delicata ed importantissima per la sua carriera e per il futuro di Milano. Quando un coach è così dentro la gara come ha dimostrato ieri, in una partita che non era esattamente una Final 4, non può che essere elogiato. Una piccola cosa però si può dire, appresa dal 2016/17: mancano 59 partite di EL ed LBA, prima di eventuali o certi Playoffs. Il duplice lancio di lavagnetta a partita pressoché vinta dice tanto, e lo fa in positivo, ma è costato ancor di più, in forme diverse, perfino ad un maestro come Obradovic durante la stagione regolare europea dello scorso anno: il fattore fondamentale dell’annata è stato e sarà quello di sapere accettare momenti neri e di vuoto dei propri uomini, andando e guardando oltre, altrimenti non se ne esce. Esattamente come, in perfetta ed assai positiva sintonia col suo playmaker, ha lasciato che Theodore scegliesse il gioco di chiusura del quarto in una occasione precisa (nel video sottostante). Questa è un’ottima base.

     

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2 pensieri su “E’ buona la prima di Milano: brilla Gudaitis nel successo su Cremona

  1. Mi ha molto rassicurato il fatto che quando Goudelock gioca così male come ieri a Cremona, interstandendosi sul palleggio e la palla senza molto costrutto, appena lui non c’è il resto della squadra gioca molto bene, con un Bertans capace di sfruttare alla grande gli spazi che i giochi di Pianigiani gli creano. Sarà un aiuto, spero, a quello che si è detto tante volte di Goudelock, che potrebbe fare il salto di qualità ulteriore se pensa più alla squadra che ai numeri, e sarà una bella certezza per la squadra sapere che anche senza di lui…
    Cinciarini per me fa il suo e lo fa bene, gli altri arriveranno

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