L’Olimpia passa a Capo. Palla in post e pressione sul perimetro

Milano si riprende il fattore campo, dopo la sciagurata sconfitta in gara 1, e lo fa con una prestazione convincente. Nulla di straordinario, sia chiaro, tuttavia è importante, per i meneghini, aver saputo portare la partita in quelle zone del campo dove la superiorità tecnica e fisica dovrebbe scavare un solco profondo tra le due squadre.

Per la prima volta nella serie la sfida si gioca vicino al ferro con una certa continuità e la prestazione positiva di Raduljica, finalmente adeguato ai ritmi Playoffs, permette di fare il vuoto dove i siculi hanno poco da opporre. Le svariate giocate 4-5 interpretate dallo stesso serbo e dal solito positivo (offensivamente) Dada Pascolo, rappresentano un valore su cui Milano avrebbe dovuto basarsi da tempo. Ieri si sono ripetute ed il talento, accompagnato alla stazza fisica, ha fatto la differenza.

Non tragga in inganno il dato dei rimbalzi, a favore dell’Orlandina. Il 31-27 deriva dallo scarso numero di carambole offensive catturate dai milanesi (6), ma questo è diretta conseguenza delle straordinarie percentuali al tiro. Quando fai 25/36 da due (59,6%) ed 11/23 da tre (47,8%), di rimbalzi offensivi ne hai pochi da prendere e la partita non la perdi mai. Di contro una maggiore attenzione era necessaria sotto le proprie plance, dove gridano vendetta i 4 rimbalzi concessi a Berzins e Delas. Anche qui, tuttavia, non si può non tenere in considerazione la maggior pressione dedicata agli esterni siciliani sul perimetro, situazione che ha causato diversi 1vs1 dei lunghi a rimbalzo, dove le possibilità di uscire sconfitti aumentano. I numeri lo confermano: 25 rimbalzi degli esterni biancorossi in gara 1, 17 in gara 2, 13 in gara 3. E’ stata una scelta precisa e ponderata, valutandone i rischi: ha pagato eccome.

L’Orlandina ha giocato l’ennesima partita positiva, facendo tutto ciò che il suo gioco prevede, questa volta, però, soffrendo le suddette scelte milanesi. Dal 50% dall’arco (su 22 tiri) del primo  episodio della serie, si è scesi al 41,4% (29 tiri) di domenica, fino al 36% (25 tiri) di ieri sera. E’ chiaro che lì si giocano molte delle fortune degli uomini di Di Carlo, cui non si può assolutamente dire nulla, se non alzarsi in piedi ed applaudirne l’operato. Corretto sottolineare come l’assenza di Archie pesi moltissimo e tolga parecchio in termini di pericolosità e presenza in quel “mid range” dove Milano può soffrire.

Olimpia che non ha fatto altro che ciò che si poteva attendere da questa serie. E lo ha fatto bene, senza però togliere l’attenzione da una serie di errori individuali che gridano ancora vendetta. Dopo un partenza fluida, aiutata dalla tensione che ha attanagliato Capo nei primi possessi, non ha saputo mettere lì quel vantaggio che avrebbe potuto indirizzare la gara fin da subito in una determinata direzione. Diverse superficialità su cui lavorare ancora intensamente, la maggior parte delle quali deriva da limiti individuali che, a questo punto della stagione, sono conclamati. Rotazione a 10, con Fontecchio spettatore, e ci può stare assolutamente dopo le prime due gare. Kruno Simon ha tenuto in piedi la baracca quando le cose si facevano difficili, mentre il secondo tempo è stato di assoluto spessore.

54-35 fuori casa, nei Playoffs, è dato notevole. 11/12 da due ed 1/1 da tre nel terzo quarto, 5/8 in entrambe le statistiche nell’ultimo periodo. Gioco fluido in cui, finalmente si potrebbe dire, si è visto emergere quel talento che, in Italia, è decisamente superiore alla media. Senza però venir meno sul lato difensivo del campo, dove si è scelto di stare più spesso coi tiratori siciliani, anche a costo di concedere qualche primo passo: lì, in effetti, si trattava di rischio calcolato, poiché Di Carlo ed i suoi sono meno pericolosi.

Gara 4 di domani dirà qualcosa di più, sia in termini delle capacità di Capo di tornare alla fluidità di gioco vista lo scorso weekend, sia in termini di capacità biancorosse di imporre la propria forza superiore. Che necessita, come avvenuto ieri, del contributo fondamentale di Milan Macvan e Mantas Kalnietis, poco positivi nei primi due episodi della serie ma in grande ripresa nel successo di ieri. Sarà ancora sfida tra filosofie e sistemi differenti, e sarà ancora aperta in virtù dell’altissimo valore espresso sinora dall’Orlandina.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...