Il no a Lasme e le parole di Simon: «Amo Milano e l’Olimpia. Passata la crisi più nera della mia carriera»

L’Olimpia Milano partirà oggi alla volta di Istanbul, dove cercherà giovedì pomeriggio, ore 18.30 italiane, di ottenere con l’Anadolu Efes il secondo successo esterno della sua stagione europea, proprio in quella Istanbul dove il 20 ottobre sconfisse il Darussafaka di David Blatt.

 

Una settimana iniziata a tutta per i colori biancorossi, con il ritiro a Reggio Emilia, martedì, del Premio Tricolore (dedicato alle società prime in classifica negli sport di squadra al 7 gennaio), e la presenza di Zoran Dragic e Mantas Kalnietis alla seconda giornata de «Olimpia Gioca con Te» in quel di Arese.

Mentre si attendono novità di mercato (smentita seccamente la via a Stephane Lasme), Krunoslav Simon e Andrea Cinciarini sono tornati a disposizione di Jasmin Repesa. Per il giocatore croato il derby con Varese era stata un’occasione per far riposare la schiena, mentre l’ex Reggio ha dovuto fare i conti con l’ennesimo attacco influenzale. Bruno Cerella, dopo l’allenamento mattutino, è invece rimasto a Milano a proseguire il lavoro di recupero.

Intanto, proprio Kruno Simon è protagonista della lunga intervista sul sito di EuroLeague. Ecco alcuni passaggi.

SUL MOMENTO

«Stiamo giocando il nostro miglior basket della stagione. Abbiamo maggior spirito di squadra e la confidenza tra di noi è in crescita. Nel momento più negativo l’avevamo perduta, e in molte sconfitte proprio questa era stata la causa».

SUL DARUSSAFAKA

«Non saprei quale sia stata la chiave. E’ la prima volta che mi capita di vivere una tale rimonta, e non so se ci siano precedenti. Devo dire che, quando eravamo sotto di 25 punti, ritenevo fosse un margine troppo grande, non veritiero. Evidentemente, avevo ragione. L’avversario ha segnato cinque o sei triple ad alto coefficiente di difficoltà, immaginavo che avrebbero rallentato. Per fortuna questo stop è arrivato nel giusto tempo per darci la possibilità di rientrare. Ma per firmare una simile impresa, tante cose devono avvenire insieme, e questo è successo a noi. E’ una cosa che, in 99 gare su 100, non può accadere…».

SUI PLAYOFF

«Mancano nove gare, nulla è impossibile, ogni successo può darci fiducia nella scalata. Stiamo giocando meglio in queste ultime settimane, e allora pensiamo comunque a migliorare una classifica che pareva ben diversa qualche settimana fa, quando passavamo per morti».

SULLA CRISI

«E’ stato uno dei momenti peggiori della mia carriera a livello di club. Per una serie di 10 ko in fila devono concorrere una serie di fattori, e purtroppo questo è capitano a noi. Infortuni, giocatori fuori forma, io per primo, in una Lega dove sono i dettagli a decidere le gare. Fortunatamente, ogni serie ad un certo momento finisce. E questo a noi è accaduto alcune settimane fa».

SULL’ANADOLU EFES

«Hanno vinto con sorprendente facilità contro la Stella Rossa. Come noi, hanno avuto alti e bassi in questa stagione e, come noi, sono ora in crescita. Vogliamo il secondo successo stagionale in trasferta, è passato troppo tempo dal primo».

SUL MOMENTO DI FORMA PERSONALE

«Non guardo i numeri, l’importante è giocare bene e pensare a vincere. L’ultimo infortunio forse mi ha aiutato, permettendomi di riposare. Tra i problemi di questa squadra, ad esempio, c’è anche un’estate alle spalle che non ha permesso di riposare, penso a Macvan e Raduljica».

SU JASMIN REPESA

«Mi ha voluto anche in altre squadra, non posso che parlare bene di lui. Il nostro rapporto comunque si commenta in campo. Il minutaggio concesso, e i momenti della gara in cui gioco, dimostrano la sua fiducia in me, e questo mi rende tutto più facile. D’altronde il mio stile di gioco aiuta, perchè se non posso tirare metto in condizione i compagni di farlo».

SU MILANO

«Mi sto godendo questa città dal giorno in cui sono arrivato, amo questa situazione e questo club. I tifosi credo lo abbiano capito, e nei momenti di difficoltà ci sono stati vicini. Io leader? Ho un po’ di anni alle spalle, e l’esperienza per aiutare gli altri. Non voglio passare per quello che ha capito tutto, per quello che deve essere ascoltato sempre. Ma sono tra i più anziani, quindi diventa logico dare consigli e prendersi responsabilità».

Alessandro Luigi Maggi

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