Trofeo Lombardia tra successi scontati e spunti di riflessione non solo statistici

L’ottava edizione del Trofeo Lombardia ha detto Olimpia Milano, e la logica per una volta è stata premiata dal campo. Per fortuna degli uomini di Jasmin Repesa, che partivano con un netto vantaggio sulle inseguitrici, nonostante le assenze di Alessandro Gentile, Ricky Hickman, Milan Macvan e Rakim Sanders. Nomi pesanti, ma da ridimensionare di fronte alla dimensione da A2 di Legnano e Treviglio, e ai tanti problemi di crescita di Vanoli Cremona, Pallacanestro Cantù e Leonessa Brescia. I successi sono fondamentale mattone di ogni successo (e non è una ripetizione) però il basket lombardo vive un momento di evoluzione dalla base, inutile negarlo. Brescia è una neopromossa che, a prescindere dall’assenza di Michele Vitali, deve comprendere il reale valore di Lee Moore e inserire un elemento atipico al massimo campionato come Marcus Landry, vera traduzione di ogni ipotesi di quintetto. Cremona ha abbandonato le certezze italiche per l’ennesima e inevitabile ripartenza, che ha prodotto gli acciacchi di Tu Holloway e le ipotesi di taglio di Omar Thomas (mvp della stagione con la Scandone Avellino nel 2010-2011, poi falso passaportato sloveno). Infine Cantù, orfana di Tremmel Darden e in ritardo di preparazione di almeno quindici giorni. Il tutto senza Varese, che di questi tempi non avrebbe comunque potuto presentare un roster all’altezza visti i tanti infortuni.

Eppure, eppure Milano entra nella settimana di Supercoppa con qualcosa in mano. Sotto, grazie alla produzione di Dario Destri, ecco i tabellini delle due gare giocate dai campioni d’Italia. Spunti?

– Attitudine di quintetto. Milano ha vinto con Cerella da «4 perimetrale» e un Raduljica mai sopra i 17’ di utilizzo. Meno di McLean in questo senso, che ha sbagliato tanto (5/13 da 2), ma è stato parte integrante da 22’ di media per una squadra che ha prodotto un 88-52 complessivo nel pitturato;

– Fattore Dragic. Nessuna esperienza con i compagni, ma lo sloveno ha risposto con 9 punti di media e 3.5 rimbalzi in 22’ abbondanti di utilizzo. 2 palle perse a gara, ma comunque un buon segnale da un giocatore che si conferma più affidabile in aggressione al canestro (4/5 da due);

– Vocazione contropiedista. 7 vittorie e una sola sconfitta, con 85 punti segnati di media. Ma spesso per Milano sono arrivati pesanti parziali passivi a mettere in discussione il finale, con il Bamberg, unica vincente, a scollinare la complessiva quota 90. Momenti di flessione che appartengono di natura alla preseason, ma questa Olimpia deve fare comunque i conti con la sua realtà. Non c’è necessità di mantenere basso il punteggio come in passato per carenza di talento, ma c’è il dovere di controllare il ritmo partendo dall’aggressione difensiva soprattutto lungo l’arco. Milano deve correre per segnare, Milano non deve dare nessuna continuità agli attacchi avversari. Anche perchè, in caso di passivi in gare di classifica, saranno state risolte le difficoltà mentali accusate da Jasmin Repesa nei playoff della passata stagione?

 

LEONESSA BRESCIA – OLIMPIA MILANO (semifinale)

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OLIMPIA MILANO – VANOLI CREMONA (finale)

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