Un semplice giudizio del roster dei #meninred – I playmaker

Di Alessandro Luigi Maggi

Realolimpiamilano, che grazie a voi sta iniziando ad avere un senso, sarà sempre e solo un blog di approfondimento su mercato e partite. Di giudizi ne daremo, ci mancherebbe, ma sempre rimanendo sull’ambito prettamente evidente, lasciando all’esperto di turno (e ne ospiteremo) quel che è l’analisi più tecnica possibile.

In un momento storico come questo, con la società che oggi annuncia la chiusura del mercato (lo sappiamo, chi ci legge era già stato anticipatamente informato), diventa così logico per tutti analizzare il roster, e esprimere giudizi. Lo faremo anche noi, ma in un modo più semplice, cercando di capire cosa davvero possa dare ogni singolo elemento di questo roster. A parte uno, di cui parleremo più diffusamente in un post a parte.

Partiamo dai play.

MANTAS KALNIETIS

Cosa può dare?

Play di transizione, in una squadra di transizione. Logico per uno dei migliori interpreti del ruolo specifico in Europa. Fondamentale per lui capire come questa sia, a prescindere dal vuoto inseguimento Nba, l’OCCASIONE della carriera. Dunque, leadership deve essere l’aggiunta, ovvero comprendere come questa sia la SUA squadra.

Criticità

Il talento può chiedere una pausa difensiva, ma un giocatore come lui non può permettersi di essere «battezzato» al tiro. I problemi fisici ne hanno intaccato la meccanica, ma il canestro con l’Italia all’Europeo deve essere normalità, non episodio.

ANDREA CINCIARINI

Cosa può dare?

Altro play che ama la transizione, ma che ad un minor talento sostituisce maggiore continuità e lucidità. Cinciarini è anche un gestore, cui si somma una naturale ricerca di un costante processo di crescita. Aggiungiamoci poi un dovuto credito per una stagione, l’ultima, che ne ha sempre stoppato gli attimi di andamento positivo.

Criticità

Come Kalnietis è troppo spesso battezzato al tiro, e in molte fasi di gioco questo aspetto costringe al «passaggio in più» che, rallentando la manovra di attacco, permette l’adeguamento difensivo. Vi è poi l’aspetto difensivo: Cinciarini ha fisico e voglia per diventare un fattore anche in questo fondamentale.

RICKY HICKMAN

Cosa può dare?

Discontinuità rispetto ai compagni di reparto. Ama il p&r, ma non tanto per il passaggio, quanto per l’arresto e tiro, dall’arco come dalla media distanza. Tiratore in un reparto di non tiratori, con una certa competenza per «l’atto culminante» che non guasta mai.

Criticità

Fisica, ovviamente. Anche se urge ribadire come, al Fenerbahce, lo spazio ridotto sia stato più figlio dell’occasione (la presenza di Bobby Dixon) che di una reale inadeguatezza (rientrando a stagione in corso dopo tanti mesi, la squadra turca aveva già una sua fisionomia). Da non dimenticare come, di fatto, senza Hickman (Blatt e Rice) il Maccabi non abbia più vinto nulla (neanche in Patria).

(1/5 – continua…)

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2 pensieri su “Un semplice giudizio del roster dei #meninred – I playmaker

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