
Walter Fuochi, con la consueta elegante penna, ha commentato gli addii di Nicola Akele e soprattutto Alessandro Pajola alla Virtus Bologna su Repubblica-Bologna.
«Se al fronte arrivi c’è bonaccia sui bomber, al fronte indirizzi nuovi, salutato pure Akele già da due mesi in portafoglio a Milano, restano le curiosità sul destino di Pajola. Si va da Belgrado a Roma, da Salonicco a Vitoria, dopodiché finalmente se ne archivieranno gli ingenti depositi di memoria bianconera, ora macchiati dalle mancanze di rispetto allusivamente citate dall’ex capitano nel suo congedo. Depurata degli ultimi rancori, la parabola di Ale traccia un dare e un avere più ricco e felice, alla fine profittevole per tutti.
Per undici stagioni di crescita costante, la Virtus gli ha arredato l’ambiente per essere da qualche anno il miglior play italiano: e se il giardino è povero, sono gli stenti di questo basket che tutti livella. In cambio, Pajola ha restituito alla Virtus spirito e tenacia per affermarsi senza talenti speciali, fusi in un volume di gioco che, al di là della perfettibile qualità, ha fornito decisiva quantità alle conquiste. Bologna è stata un buon posto di lavoro. Altri ne verranno, nel canone noto dell’atleta professionista, oggi qui domani là. Allevato in famiglia con cura e amore, il figliolo all’uscio merita almeno il buon viaggio di tutti».
