
Peppe Poeta è il protagonista di Uomini e Canestri, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano. Qui riportiamo i primi due passaggi. Sul mercato, e sulla Coppa Italia.
SULLA SUA GESTIONE
«È stato un buon cammino dice Poeta – con qualche battuta d’arresto che è fisiologica dovendo continuare a adattare gerarchie diverse per gli infortuni. Ma non deve essere una scusa: se mi avessero detto a novembre che oggi sarei stato ancora in corsa per i playoff di Eurolega, sarei stato contento. Ci manca un po’ di cinismo, non dobbiamo consentire che partite controllate finiscano punto a punto. Per lunghi tratti, abbiamo sopperito a difetti strutturali con energia, entusiasmo e unità. Quando riusciamo a essere tutti sulla stessa pagina, siamo una squadra altrimenti ci scolliamo».
SUL MERCATO
«Totè è entrato tardi nel gruppo e, con tre pivot stranieri, non aveva spazio in Eurolega. Gli ho detto che in campionato, con la squadra al completo, la situazione sarebbe stata più favorevole, ma ha chiesto comunque di andarsene. Brown non si è mai potuto allenare con continuità né performare a buon livello e, dato il passato, non era contento di fare il cambio. Decisioni prese in accordo con la società»
SULLA COPPA ITALIA
«È una bolla di tre giorni dove la squadra che ha più fiducia ed entusiasmo porta la coppa a casa. Ma oggi il focus è solo su Dubai, non vado troppo in là con i pensieri. Non è stato il modo in cui avrei voluto diventare allenatore dell’Olimpia però è andata così e, anche nei momenti di difficoltà, ricordo a me stesso quanto sia fortunato, a 40 anni, a trovarmi in questa posizione. È una situazione difficile, ma molto bella».

