
La famiglia Armani starebbe adottando un approccio prudente nel definire la governance dopo la scomparsa di Giorgio Armani. Pur prevedendo il testamento l’avvio della vendita fino al 15% della società entro 12 mesi, con finalizzazione entro 18, l’ipotesi verrebbe considerata più come un’opzione che come una necessità immediata.
La Fondazione Giorgio Armani, secondo quanto indicato, avrebbe il compito di valutare potenziali acquirenti tra cui LVMH, EssilorLuxottica e L’Oréal, oltre ad altri player “di moda e lusso” e di “pari standing”. Tuttavia, i rumor citati parlano di un lavoro in corso su un nuovo piano industriale e strategico, insieme al cda, e della possibile nomina di un consulente industriale per analizzare le alternative.
A metà 2026 il board dovrebbe anche nominare un consulente per una valutazione dell’azienda, sulla base dei risultati e delle prospettive, con una possibile scelta che potrebbe ricadere su Rothschild. Interpellato da MFF, il gruppo ha risposto con un “no comment”, mentre per gli analisti di Mediobanca l’impostazione sarebbe coerente con un contesto di mercato giudicato incerto.
