FIP e LBA contro Trapani Shark: ecco cosa sta succedendo e cosa può succedere

Alessandro Maggi

Le massime istituzioni del basket italiano compatte contro le prese di posizione di Trapani Shark. Ma cerchiamo di leggere il momento

Antonini Milano

Le massime istituzioni del basket italiano compatte contro le prese di posizione di Trapani Shark. Ma cerchiamo di leggere il momento tra comunicati e fatti in divenire.

La posizione di Trapani Shark

Come noto da settimane, i fronti aperti per Trapani Shark sono molteplici.

  1. -4 punti di penalizzazione – Trapani Shark non è in regola con il pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio 2025, ma ritiene di essere stata truffata dal Gruppo Alfieri. Il Tribunale Federale decide di non assumere ulteriori provvedimenti nei confronti di Valerio Antonini;
  2. -1 punto di penalizzazione – La FIP dà seguito alla segnalazione della Commissione indipendente ma Trapani Shark sostiene di essere in regola e presenta ricorso presso la Commissione Tributaria;
  3. Blocco del mercato – Ancora valido dal 24 novembre, lascia la squadra senza un tesserato e un allenatore ma il club sostiene di aver regolarizzato tutto e fornisce documentazione;
  4. Iscrizione al campionato 2025-2026 – Al momento sotto la lente federale, senza ulteriori aggiornamenti.

Il club ha chiesto nelle scorse settimane l’apertura di un tavolo di confronto e conciliazione, quindi il passaggio dal format 6+6 al 5+5. Entrambe le richieste sono state rifiutate.

Domenica sera, contro Pallacanestro Varese, è arrivata la seconda ammenda da 50.000 euro per la mancanza di un tesserato, e nel dopogara il ds Valeriano D’Orta ha utilizzato parole durissime verso le istituzioni del basket italiano.

Le posizioni vengono totalmente ribaltate. Dopo le durissime accuse del presidente Valerio Antonini al presidente LBA Maurizio Gherardini, stigmatizzate dagli altri 15 club, il dirigente ha parlato di ingiustizia, accanimento persecutorio e compromissione dell’equità dell’intero campionato.

Insomma, secondo Trapani Shark parte lesa è Trapani Shark, che usa anche parole come «attentato all’immagine e alla sopravvivenza del club», citando poi precedenti che, in ragione del vero, appartengono a dinamiche regolamentari precedenti all’attuale Manuale delle Licenze.

Trapani Shark annuncia infine l’intenzione di valutare la diserzione della gara di domenica a Bologna come atto di protesta, tornando a sollecitare un confronto.

La risposta di FIP e LBA

Questa mattina la FIP ha convocato un Consiglio Federale Straordinario per esaminare nuovamente la vicenda. Probabilmente appassionati e lettori si attendevano decisioni definitive, ma queste sono in mano alle strutture preposte, con tempistiche autonome.

In realtà, quanto riportato nei Comunicati di FIP e LBA è una conferma di presa di posizione che chiude ad ogni dialogo e ogni conciliazione. Le parole del ds dei siciliani Valeriano D’Orta vengono bollate come pura “retorica” vittimista, il comportamento del club come gravemente lesivo, con la promessa di ogni azione possibile in difesa del movimento stesso, anche legale.

Insomma, le regole ci sono e vanno rispettate secondo la FIP. La LBA appoggia la posizione e sventola il Manuale delle Licenze rispedendo al mittente precedenti che non vengono ritenuti aderenti. Le istituzioni ritengono in essere le pendenze e senza il saldo il blocco del mercato resterà, così come le conseguenti ammende da 50.000 euro a partita. Almeno.

Sono scene di uno scontro totale dove ora anche FIP e LBA vogliono prendere parte alla narrazione sui media, lasciata per troppi mesi nelle sole mani della controparte.

E ora cosa può succedere?

Trapani Shark ha già un tesserato in meno, Amar Alibegovic attende lo sblocco della FIBA in Spagna, e altri giocatori avrebbero richiesto di essere liberati (lo dice il club).

Trapani Shark, che in caso di ko di Cremona oggi con Milano potrebbe ottenere il pass per le Final Eight di Coppa Italia, minaccia la diserzione a Bologna, che sarebbe l’ennesimo atto di “taroccamento” di un campionato che non possiamo più esitare a definire “falsato”.

Leggendo i regolamenti, la pena in caso di rinuncia al match di domenica prossima sarebbero altri 50.000 euro di ammenda e un -1 in classifica (fonti DOA, Regolamento di Giustizia, Prontuario e Regolamento Esecutivo Gare). In caso di seconda rinuncia ci sarebbe l’esclusione.

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