
Cinque anni sono passati dall’ultimo derby tra Olimpia Milano e Pallacanestro Cantù, e in questa lunghissima storia di massima rivalità, c’è anche l’episodio che avremmo voluto cavalcare anni fa. Se ROM fosse esistito.
Siamo nel novembre del 2015, quindi praticamente 11 anni fa, ROM nascerà nel maggio del 2016. Cantù vive la luna di miele con il magnate russo Dmitrij Gerasimenko, che successivamente si rivelerà un flop totale, lasciando il club sull’orlo della scomparsa definitiva.
Ma sono anche ore calde. Il club ha firmato JaJuan Johnson, ma per giorni è scontro con la Federazione su questioni di visti e tesseramenti. Da Cantù sono convinti che dietro ci sia una segnalazione anche di Olimpia Milano, allora retta dal presidente Livio Proli, ma poco prima del derby arriva il via libera.
Su Facebook, il Sindaco della città Claudio Bizzozero si lascia andare: «Confermato JJJ. Volevate vincere facile? Vi è andata male! Vi aspettiamo: e sono cazzi vostri!!! MILANO IS FASHION – CANTU’ IS DEVOTION :)».
Ovviamente, sotto simili idiozie, si sprecano i messaggi di insulti all’ennesimo politico che cerca di prendere voti scendendo a bassezze e argomenti di cui non ha la minima competenza.
Il derby va in scena a fine mese, Milano vince 78-71, prima della palla a due si arriva ad un siparietto clamoroso. Due cheerleaders di Cantù, le celebri Red Fox, tirano una torta in faccia ad un finto Alessandro Gentile.
Momenti di goliardia paesana… pochi mesi dopo, si capirà che Cantù è tutta un flop. Ben diversa dal serio club di oggi.
