Peppe Poeta: Non credo nell’ossessione. Io predico impegno, entusiasmo e tolleranza

Alessandro Maggi 7

Peppe Poeta, primo assistente di Ettore Messina in Olimpia Milano, si racconta in “Uomini e Canestri”, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano

Peppe Poeta

Peppe Poeta, primo assistente di Ettore Messina in Olimpia Milano, si racconta in “Uomini e Canestri”, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano. Ecco tre passaggi.

«Non credo esista un solo modo per vincere: vince il rigore di Conte e la maggiore rilassatezza di Ancelotti, vince Mourinho in un modo e vince Allegri in un altro. Quello che vorrei portare in tutti i contesti come mio “modo di allenare”, che i ragazzi di Brescia hanno interpretato alla perfezione, si basa su tre cose: impegno, entusiasmo e tolleranza nell’accettare gli errori dei compagni, dei giocatori e dell’allenatore. Io non ho una “mia” pallacanestro, penso che un allenatore debba cucire il miglior vestito sulle qualità dei suoi giocatori e togliere un po’ di pressione dalle loro spalle».

«Già se ne mettono tantissima da soli per arrivare più in alto possibile, in più ci sono i social: alla fine di ogni partita, ti misuri con mille commenti su di te che, comunque, finisci per leggere. Ai miei tempi, al massimo ti davano 4 in pagella sul giornale, tu pensavi di stare sulle palle a quel giornalista e finiva lì. Oggi i giocatori hanno bisogno di ritrovare il senso ludico del gioco. Sono grandissimi professionisti, curano ogni aspetto del loro lavoro. Ma devono anche divertirsi».

«Non credo nell’ossessione, mi piace godermi la vita perché penso che, a 40 anni, la qualità della tua esistenza vada messa davanti a tutto. Me ne sono accorto quando, da capo allenatore, finivo per rivedere la stessa partita cinque volte. L’over thinking finisce per fare danni».

7 thoughts on “Peppe Poeta: Non credo nell’ossessione. Io predico impegno, entusiasmo e tolleranza

  1. Peppino,se vuoi goderti la vita e farti delle belle passeggiate in bici fai domanda per un lavoro a turni a 1.350 euro al mese in fabbrica capisci veramente come gira il mondo.

    Troppo comodo fare il filosofo con una vita passata da atleta professionista ed ora come vice,ben pagato,a fare la bella statuina in panchina a Milano.

    Comincia a lavorare sul serio poi vedrai che quando farai fatica ad arrivare al 20 del mese certe russe ti passeranno….

    1. Ma che commenti senza senso sono? Quindi solo se guadagni 1350 puoi dire di lavorare? A 1400 cosa succede? Il Forum dovrebbe essere vietato a chi ha questa visione tossica ed invidiosa degli sportivi professionisti. Mi piacerebbe metterti la palla in mano a 1 secondo dalla fine la tua squadra sotto di due e tu sulla linea del tiro libero con 12.000 persone che ti osservano …

  2. Non si può sempre criticare a prescindere.
    Per me ha detto una cosa sacrosanta. Ci sono molti modi per allenare, non solo nello sport, si possono ottenere risultati anche con il dialogo e la tolleranza. È difficile ma quando riesci la soddisfazione è immensa

  3. Sarebbe interessante sapere quanto si possa “godere la vita” un pupazzo di Messina, trascinato in una squadra dai risultati sorprendentemente negativi, in crisi di nervi, seduto nel posto che qualsiasi altro allenatore serio ha rifiutato…

    Certo, poi ognuno è libero di godere come gli pare, a me sembra però che di modi migliori di questo ce ne siano parecchi!

    1. Parole oneste quelle di Poeta. Le avesse Velasco nulla da eccepire.
      Poeta si è infilato nella situazione opposta a quella che descrive… voglio pensare sia un messaggio per il suo capo

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