NBA Europe, il vicecommissioner conferma: Il nostro piano prevede l’Italia

Alessandro Maggi 2

Mark Tatum, vice commissioner NBA, ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti sul progetto NBA Europe. Molte conferme, alcune rivelazioni

NBA in Europa

Mark Tatum, vice commissioner NBA, ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti sul progetto NBA Europe. Molte conferme, alcune rivelazioni.

SULLA TIMELINE

“Il nostro obiettivo è quello di lanciarla nei prossimi due anni. Abbiamo assunto JP Morgan e Rain come consulenti, che stanno lavorando alacremente per perfezionare il nostro modello. Abbiamo già avuto colloqui con gli stakeholder locali e ora stiamo compiendo il passo successivo”.

SUGLI OBIETTIVI

“Trovando i partner giusti, investiranno più soldi nello sport e non solo nella lega, ma anche nelle accademie e nelle arene, e questo porterà più risorse allo sport del basket”.

SUI FINI

“Il motivo per cui lo stiamo facendo non è principalmente commerciale. Il basket è il secondo sport in Europa e, come si può vedere da EuroLeague, non ci sono franchigie permanenti nel Regno Unito, a Parigi, Roma o Berlino. Il campionato non è aperto a tutti i club europei”.

SUI PAESI COINVOLTI

“Nella prima fase, il nostro piano prevede Spagna, Regno Unito, Francia, Italia, Germania, forse Turchia e forse Grecia. Ma ci saranno alcuni posti disponibili nell’ecosistema, quindi nella fase iniziale potranno qualificarsi”.

SUL FUTURO

“Crediamo fermamente che ogni club europeo abbia un posto nel nostro ecosistema e continueremo a collaborare con EuroLeague e FIBA per trovare una soluzione, perché in fin dei conti l’obiettivo è soddisfare i tifosi”.

SULLE TRATTATIVE

“Stiamo parlando con molti club, anche greci, ma non posso entrare nei dettagli”.

2 thoughts on “NBA Europe, il vicecommissioner conferma: Il nostro piano prevede l’Italia

  1. Quindi nazioni con grandi città sperando di portare molte persone ai palazzetti, facendo evolvere/snaturare il tifo. Più spettatori meno tifosi doc.
    Chissà se funzionerà.
    Se guardiamo oggi gli unici palazzetti sempre con più di 10.000 persone sono in Serbia, Grecia, Lituania e Turchia, cioè nazioni meno appetibili.

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