
Mason Rocca, ex Olimpia Milano, ha condiviso il suo punto di vista sull’esperienza con la Nazionale e sull’arrivo dell’ex campione NBA con Milwaukee Donte Di Vincenzo. Ecco le sue parole a Tuttosport.
SULL’AZZURRO
«Per me indossare la maglia azzurra è stato il punto culminante della carriera. Ho giocato i Mondiali con la nazionale ed è stato molto emozionante, perché l’Italia per me è stata una parte fondamentale della vita: i miei figli sono nati lì, sono andati a scuola in Italia e parlano italiano. Mio fratello vive lì, ho tanti amici, tra cui Lupo Rossini (oggi scout dell’Olimpia Milano) e poi ho casa a Jesi, quindi torno sempre molto volentieri. Ci sono stato anche recentemente.»
SU YAO MING
«Sapevo che aveva 30 centimetri più di me, perciò, sapevo che l’unico modo per rallentarlo era farlo diventare “matto” marcandolo davanti, dietro e cercando di superarlo in attacco con la mia velocità. Andò bene per l’Italia, ma alla fine lui segnò comunque 30 punti.»
SULLA NAZIONALE
«Non conosco benissimo gli altri giocatori dell’Italia, ma credo che per un oriundo come lui, com’è stato anche per me, la cosa importante sarà la voglia d’imparare e d’inserirsi nel gruppo perché l’atteggiamento sarà fondamentale. Mi ricordo la questione con Paolo Banchero, ma lui non sembrava in realtà molto interessato a indossare la maglia dell’Italia, mentre DiVincenzo sembra diverso e sta dimostrando di aver voglia di giocare. Questa è la chiave, non fermarsi a pensare al fatto che magari gioca in NBA e guadagna 20 volte quanto i suoi futuri compagni. In nazionale bisogna giocare di squadra e avere l’atteggiamento giusto, è la cosa più importante, anche più dell’aspetto tecnico.»
SUL FUTURO
«Per ora continuo qui in America a fare il papà a tempo pieno, ma 4 dei miei 5 figli giocano a basket e loro sanno la nostra storia con l’Italia e sarebbe bellissimo vederli un giorno giocare lì, così come a me piacerebbe un giorno tornare da voi nell’ambiente del basket dove ho ancora tanti amici, chissà.»
