
La corsa al titolo NBA si è conclusa con una finale inaspettata: Oklahoma City Thunder contro Indiana Pacers. Due squadre giovani e affamate si sfidano per il trono del basket americano, dopo aver superato avversari ben più quotati. Entrambe inseguono un traguardo storico, con la possibilità di conquistare il primo titolo NBA della loro storia. La posta in palio rende la sfida ancora più intensa e carica di significato.
Le inattese prestazioni di queste due squadre e l’uscita precoce dei top team hanno costretto gli NBA bookmakers, dei quali è possibile trovare un elenco aggiornato visitando la pagina appena linkata, a ricalibrare spesso le quote, riflettendo l’ascesa imprevedibile di Thunder e Pacers. Settimana dopo settimana ci siamo ritrovati con un inedito scenario, via via privo dei top club come Lakers, Celtics e Warriors, eclissati tutti dai record degli outsider di stagione.
Se i Thunder sono stati protagonisti di un’ottima stagione regolare arrivando primi a ovest, l’arrivo in finale dei Pacers invece, non era proprio previsto. Entrambe non hanno mai vinto la NBA, o meglio, i Thunder hanno vinto un solo titolo, ma quando si chiamavano Seattle Supersonics. Gli uomini più attesi? Per i Thunder Shai Gilgeous-Alexander, con tanto di premio MVP e più di 30 punti di media a partita; al di là delle critiche per la tendenza a cercare il fallo per i tiri liberi, è un puro scorer! Per i Pacers invece, riflettori sempre puntati su Haliburton, molto cresciuto negli ultimi due anni e infatti già decisivo sin da gara 1.
l punti di forza di Thunder e Pacers
Per gli amanti della tattica, sarà un’occasione imperdibile, dato che faccia a faccia, si ritroveranno due culture di gioco agli antipodi: la difesa dei Thunder contro l’attacco dei Pacers! In particolare, Oklahoma City Thunder vanta la miglior difesa per rating (punti concessi su 100 possessi) sia nella regular season che nei playoff; mentre gli Indiana Pacers arrivano alla finale forti del secondo miglior attacco (punti segnati su 100 possessi), pur pagando la nona difesa nella post season.
Da notare il terzo posto nella speciale classifica per migliori attacchi nella post season di Thunder! Ma per quanto riguarda i play-off, i dati sbalorditivi sulla grande sorpresa dell’anno non sono finiti, infatti, questa squadra più gioca e più sembra migliorare! Ed ecco altre due statistiche sulla regina di contropiede e transizioni: miglior difesa con 104.7 di Defensive Rating (punti concessi su 100 possessi) e 18 palle perse forzate agli avversari per gara. Numeri stratosferici, tipici della tattica moderna da NBA!
La stagione di Simone Fontecchio
Che stagione è stata per l’abruzzese? Nonostante un contratto biennale che lo lega ai Pistons fino a luglio 2026, non mancano alcune voci in merito a un possibile ritorno in Europa dell’unico italiano attualmente in NBA, dove quest’anno ha giocato in tutto 75 partite con 6 punti di media in 16′ più 3 rimbalzi e un assist. I Detroit Pistons dopo un gennaio promettente, sono stati eliminati dai playoff NBA 2025 dai New York Knicks in 6 partite, alle quali Fontecchio però non ha mai preso parte. Una delle delusioni sicuramente più grandi del cestista di Pescara, e infatti, le sue dichiarazioni primaverili, al termine di una stagione dal minutaggio ridotto, non lasciano dubbi.
“È stata una stagione intensa, con un finale che non è andato come io avrei voluto. Adesso testa all’estate: non vedo l’ora di tornare a vestire l’Azzurro, abbiamo un grande appuntamento davanti e un’altra storia da scrivere”. Insomma, il talento italiano si dichiara fiducioso anche se il contrasto tra il suo rapporto col club e quello con JB Bickerstaff lo rende vistosamente preoccupato o almeno, malinconico.
Simone Fontecchio è stato protagonista di una stagione sotto le attese, ma ha comunque dimostrato professionalità, oltre a una capacità encomiabile di rispondere presente e aspettare il proprio turno senza far rumore, anche quando le scelte tecniche sono ricadute sui due tenori, arrivati ai Pistons la scorsa estate per competere per il suo ruolo, parliamo di due uomini del calibro di Beasley e Hardaway JR.
A questo punto, in un momento in cui i rumors sul futuro del cestista pescarese superano di gran lunga le disquisizioni tecniche sul suo conto, vengono in mente quelle parole in occasione del suo matrimonio proprio della scorsa estate: “è un’esperienza incredibile giocare in NBA e la voglio vivere fino in fondo. Voglio finire la mia carriera da giocatore NBA!”. I supporter italiani che si aspettano il riscatto di Fontecchio, possono prendere appunti perché nell’agosto 2024 il pescarese aggiunse: “l’anno scorso ai mondiali di basket non ero al massimo e si è visto. Spero di rifarmi l’anno prossimo agli Europei 2025. Non mi tiro mai indietro quando c’è la Nazionale”.
Ecco, dopo 10 mesi il momento è arrivato.
