Andrea Trinchieri critica l’espansione di EuroLeague: “Ingiusta per i giocatori”

Il coach dello Zalgiris mette in guardia sui rischi del nuovo formato a 20 squadre: “Impatto negativo sui campionati nazionali”

Andrea Trinchieri, coach dello Zalgiris Kaunas, ha alzato il polverone della polemica al termine del match con Olimpia Milano

Andrea Trinchieri ha espresso forti dubbi sull’espansione della EuroLeague da 18 a 20 squadre per la prossima stagione. “Dieci doppi turni: non è giusto per i giocatori”, ha dichiarato dopo la semifinale della LKL.

Il coach dello Zalgiris Kaunas teme squilibri nei campionati nazionali e un carico insostenibile: “Le leghe domestiche non reggono questo ritmo. Il primo impatto sarà lì, tutti soffriranno di più”.

Trinchieri ha riconosciuto il valore globale del torneo: “EuroLeague è il miglior prodotto di basket insieme alla NBA. Ma dobbiamo trovare un modo per convivere con questa nuova realtà, anche se non è giusta”.

10 thoughts on “Andrea Trinchieri critica l’espansione di EuroLeague: “Ingiusta per i giocatori”

  1. A questo punto l’unica soluzione è avere 1 squadra per l’eurolega e 1 per il campionato nazionale.

    1. Ciao Orlando .. una domanda solo per dare un senso di continuità e di coerenza ai post letti in questi mesi.

      I bilanci e le classifiche, se le vogliamo chiamare così, sui budget delle società di EL, parlavano di un budget Milano tra il 5’ e l’8’ posto, a seconda delle testate media e dei criteri di valutazione con un budget oer i soli salari che si posizionava in modo quasi analogo alla precedente posizione

      Ho letto più di una volta motivazioni dei perché è dei percome la nostra Olimpia non potesse ambire a risultati migliori .. escludiamo per un attimo staff tecnico, staff medici e preparatori atletici, sfortuna arbitri ecc. ecc. adducendo ad evidenti e conclamati limiti finanziari ed economici.

      Ora tu dici che servono due squadre semi ben distinte .. ma come credi possa essere conciliabile il tutto ?

      Un saluto e forza Olimpia

      1. Per me una seconda squadra non dovrebbe essere ricavata dallo stesso roster. Dovrebbe essere una seconda squadra della stessa società, una specie di Olimpia under 23, versione cestistica di Milan Futuro, da far partire dalle serie inferiori fino ad arrivare alla LBA, imbottita di giovani del vivavio e Panda, dunque con budget contenuto, dove far giocare ad esempio i vari Garavaglia, Lonati e Suigo.

        Invece il roster dell’Olimpia ufficiale dovrebbe ritirarsi dalla LBA e partecipare solo all’Eurolega, senza dover sottostare alla legge Panda. Un bel roster di 15 stranieri e al diavolo Petrucci. Cosa fa? Non ti può certo cacciare da un campionato al quale non partecipi.

  2. Ipotizzando un roster da 20 elementi, come mi sembra preveda l’eurolega, 12, salvo infortuni sono la squadra di Euroleague, 8 di cui sei italiani fanno la lba con il supporto di 4 juniores, Garavaglia, Suigo, Coltellino e Vanheick ad esempio.
    D’altronde anche in questa stagione oltre ai 17 a referto abbiamo stipendiato i vari McCormac e altri

  3. A me eurolega piace moltissimo molto piu divertente del campionato, il livello fisico è ora veramente importante , ricordo quando giocavamo con dada pascolo da 4 ora sarebbe travolto fisicamente , questo costringerà ad allungare le rose , non credo fosse necessaria un estensione a 20 gia cosi era molto impegnativa , credo sia solo una motivazione economica

  4. 20 squadre : 4 gironi da 5 , 1 riposa a giornata = 8 partite nelle stesso girone poi sfide altri 12 avversari negli altri 3. Con andata e ritorno sono 32 matches invece di 38. Passano le prime 2 poi F8 e F4

  5. Giuntura di cambiamento per il basket in Europa, NBA bussa alle porte, Eurolega deve rispondere nel breve e lo fa allargando la competizione per “mangiare” (tempo, energie e investimenti) dalle leghe nazionali che ormai sono in declino (benché’ alcuni ancora le ritengano importanti per omaggio alla storia che fu, ma he non esiste nel basket moderno).

    Peccato che EL faccia una mossa debole e con poco “juice”, a mio avviso dopo un periodo parallelo di reciproco assestamento si arriverà’ ad una “fusione” (puo’ essere realizzata in vari modi, piu’ o meno amichevoli) con una NBA Europe che avrà’ all’inizio alcune difficoltà’ ma che non potrà’ fallire (il classico “TOO BIG TO FAIL”)…

    Ma il punto rimane: le leghe nazionali sono fondamentalmente irrilevanti al giorno d’oggi in europa e destinate a diventare un movimento “grassroots” (“di sviluppo”, development o come altro lo si voglia chiamare), mentre il vero gioco si sposta in alto…

    Motivo per cui i piu’ lungimiranti cominciano a considerare lo “scudettino” come un trofeo minore, che vale qualcosina ma nulla su cui essere seriamente valutati oggi come oggi. Siamo nello scorcio finale della sua vita e chi vuole essere realmente competitivo deve guardare piu’ in alto: per investimenti, logiche di scelta, programmazione e valutazioni.

    Si puo’ rispettare la regola dei “Panda”: ma si puo’ “Pandificare” con la Under18, costa meno e consente di fare trade off diversi in ottica piu’ allargata. Quello mi sembra sia in sostanza cio’ che l’Universo del Basket stia dicendo alle parti in causa che se lo possono permettere….

    1. Anche io credo che andrà più o meno così, anche se spero che sarà EL a mangiarsi la NBA e non viceversa, per quanto improbabile. A me piace il basket e non lo spettacolino. Per quanto riguarda l,Olimpia, certamente dovremmo far giocare l’u18 in lba (con il vantaggio di trovarci nelle condizioni di avere dei 18enni pronti davvero a fare il salto). Il problema è che basket moderno richiede gente orientata al futuro. E noi abbiamo Messina…

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