
In un’intervista rilasciata a Politico.eu, il commissario europeo allo sport Glenn Micallef ha sollevato forti dubbi sulla futura partecipazione di Israele alle competizioni sportive internazionali, compresi i tornei europei di basket. Le sue dichiarazioni, pur non nominando esplicitamente Israele, sono arrivate in risposta a una domanda specifica sull’opportunità di applicare sanzioni sportive al Paese in relazione alla situazione a Gaza.
“Quando si parla di sport, penso che non dovrebbe esserci spazio negli eventi sportivi per chi non condivide i nostri valori,” ha dichiarato Micallef, sottolineando come lo sport debba essere uno strumento di promozione della pace e dei diritti umani. “Il movimento sportivo è autonomo e prende le proprie decisioni, ma noi abbiamo il dovere e la responsabilità di parlare di questi temi e di far conoscere le nostre opinioni”.
Le parole del commissario arrivano in un momento di grande tensione internazionale e potrebbero avere un impatto significativo anche sul basket continentale. Squadre come Maccabi Tel Aviv e Hapoel Tel Aviv, abituali protagoniste in Eurolega, EuroCup e Champions League, potrebbero trovarsi a fronteggiare scenari imprevisti per la stagione 2025/26.
Non è ancora chiaro se da queste dichiarazioni scaturiranno azioni concrete da parte degli organismi sportivi europei, ma il messaggio politico è evidente: l’Unione Europea invita il mondo dello sport a riflettere sul proprio ruolo e sulla coerenza dei partecipanti con i valori fondamentali del continente.
Fonte: ++ ANSA – Commissario Ue sport, ripensare presenza Israele in gare ++

Senza volermi schierare politicamente da nessuna parte, trovo quasi surreale che le squadre russe non possano giocare in EL (decisione sacrosanta, per me) mentre le squadre israeliane possono continuare a giocare, per altro disputando le gare in casa in campo neutro….
Limitando al basket e senza addentrarsi in fatti drammatici .. quoto per equità il tuo post
Un saluto
Come non essere d’accordo? Non sono affatto antisemita, anzi ho moltissimo rispetto per un popolo che ha subito atrocità indescrivibili. Adesso però le stesse atrocità le stanno commettendo loro, quindi basta competizioni europee fin che non si fermeranno. Considerare Netanyau alla stregua dell’altro criminale. E non è questione di fare il politica, ma di umanità.