Real Madrid, simbolo di antisportività. Ma anche modello. Il fattore LeDay

Il giorno del Real Madrid. Olimpia a Madrid per una sfida impossibile. Ma il 25 marzo diventa quasi uno spareggio play-in

Real Madrid LeDay

Il giorno del Real Madrid. Olimpia a Madrid per una sfida impossibile. Ma il 25 marzo diventa quasi uno spareggio play-in.

Per l’Olimpia Milano, la trasferta sul campo del Real Madrid è una montagna da scalare. Una sfida apparentemente proibitiva che, nel contesto dell’EuroLeague 2024-25, assume clamorosamente i contorni di uno spareggio play-in.

Anzi, per i padroni di casa lo è davvero. La squadra di Chus Mateo, dopo la gara con Milano, dovrà affrontare due trasferte a Belgrado e ospitare il Paris. Un calendario durissimo, in cui solo il Partizan all’ultima giornata potrebbe non avere più nulla da chiedere.


Il Real, tra fascino e fastidio

Un punto va chiarito subito: Chus Mateo è un signore e un ottimo allenatore. Ma il Real Madrid, pur con tutto il suo valore, rappresenta anche molte delle derive di questa EuroLeague.

Conta poco, certo. Ma visto che stiamo scrivendo sul nostro sito, diciamo la nostra. Per chi crede che lo sport debba ancora essere sportività e non solo furbizia, per chi ha trovato fastidiosa persino la rete della Germania contro l’Italia, tornare a ciò che accadde nel 2023 contro il Partizan è inevitabile: nefandezza pura.

Il Real Madrid è anche questo: antisportività e cinismo, abilmente mascherati da “esperienza”. Il tutto in una lega che ha permesso e tollerato teatrini come le polemiche del Panathinaikos contro il Maccabi. Ormai anche le cialtronate passano per “genialate”.


Ma è anche un modello

Detto questo, il Real è anche un modello sportivo. Ha saputo valorizzare e monetizzare grandi talenti: Doncic, Campazzo, Mirotic, e ha scoperto profili in crescita come Yabusele.

Non sempre si può rimpiazzare chi parte, e l’attuale stagione è semmai una conseguenza fisiologica. Ma i segnali per il futuro sono già evidenti: in estate arriveranno Kramer, Maledon, forse Saric. Il ciclo non è finito, si sta solo trasformando.


Milano, missione rimbalzi e triple

Passando al campo: sarà il decimo attacco contro il nono, la prima squadra a rimbalzo contro la penultima, mentre in termini di recuperi e palle perse Milano ha un piccolo vantaggio. Servirà un piano chiaro: contenere a rimbalzo e aggredire a metà campo per avere una possibilità.

Fisicamente, però, il divario è netto. Il Real, ad eccezione delle guardie, può contare su ali poderose come Hezonja, Musa, Deck e su un centro dominante come Tavares, che ha l’impatto di una squadra intera. E anche senza Bruno Fernando, uno come Garuba può fare danni seri.


Il fattore Mirotic (e la speranza LeDay)

Giocare contro Edy Tavares? La priorità è toglierlo dal campo. Lo dice anche Ettore Messina. Ma oggi Milano non ha più l’arma Hines in palleggio, e Zach LeDay – pur efficace – non ha quelle doti di playmaking d’avvio.

Il texano viene da un 0/8 da tre nelle ultime tre gare, dopo aver tirato con oltre il 50% da fuori. Quella striscia era irreale, ma il talento e la testa ci sono. Se LeDay e compagni trovano punti dall’arco, anche questa trasferta apparentemente impossibile può avere uno spiraglio. Perché Tavares diverrebbe un lusso.


Conclusione

Una vittoria tra Real Madrid e Barcellona serve come l’aria. Anzi, è necessaria. Perché con due sconfitte, i play-in dell’Eurolega diventano una chimera. E sarebbe un fallimento. Un altro. Ma questa Olimpia, se trova la sua notte giusta, ha ancora armi per dire la sua.

2 thoughts on “Real Madrid, simbolo di antisportività. Ma anche modello. Il fattore LeDay

  1. Real simboli di antisportività ma scandalose sono state le decisioni della lega, in termini di sanzioni. Ecco perché, al di là di tutto, Madrid avrà una corsia preferenziale per la post season

  2. Alla fin fine, ricordiamoci che questi signori spadroneggiano da decenni in Europa, forti della loro potenza economica e del carisma che ciò ha loro procurato, facendone dei privilegiati: sono sempre i “ladrones blancos”

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