
L’Olimpia Milano esce vittoriosa dall’inferno della Stark Arena, imponendosi per 82-80 sulla Stella Rossa in un match di cruciale importanza per la corsa ai playoff di Eurolega. Una vittoria sofferta, sporca, ma fondamentale per Messina e i suoi ragazzi. A fare rumore, però, non è solo il risultato, ma l’ennesimo comportamento fuori luogo di Nikola Kalinic, che ancora una volta dimostra di non saper accettare la sconfitta con sportività.
Nikola Kalinić posle poraza od Milana. #kkcz pic.twitter.com/K2ZVzVIPOc
— Mozzart Bet (@MozzartBet) March 13, 2025
Un finale convulso e la sceneggiata di Kalinic
Dopo l’errore ai liberi di Nikola Mirotic, la palla è finita proprio nelle mani di Kalinic, che ha avuto l’opportunità di costruire l’ultima azione. Ma il serbo ha pasticciato, perdendo il palleggio e rimanendo senza soluzioni. Da lì, il teatrino: invece di assumersi la responsabilità del suo errore, si è scagliato contro gli arbitri, protestando senza alcun fondamento per un presunto fallo di Zach LeDay, reo – secondo lui – di aver colpito volontariamente il pallone con la gamba.
Parole senza senso: il delirio nel post-partita
Come se non bastasse, nel post-partita Kalinic ha rincarato la dose con dichiarazioni a dir poco ridicole:
“Penso che LeDay abbia lasciato lì la gamba apposta. Gli arbitri hanno ritenuto che non fosse intenzionale, ma tutti noi che abbiamo giocato a basket sappiamo bene che lo era.”
Un’accusa senza prove e dal sapore amaro di chi, invece di guardare in casa propria, cerca scuse inesistenti. Kalinic ha poi aggiunto:
“Non è stata questa azione a decidere la partita, avremmo potuto fare mille cose meglio, ma poteva essere una rimessa laterale con due secondi per noi per provare un’ultima azione.”

U.d.M.
Concordo, soprattutto dopo una gara in cui l’arbitraggio (uso un eufemismo) non è stato assolutamente favorevole all’Olimpia
Domanda: perchè la panchina Olimpia non ha chiamato il challange sul fallo fischiato a Leday ma con reazione pericolosa di Kalinic ???? Mi sembra che Zach l’abbia pure sollecitata.
Tra lui e quell’altro che giocava a Bologna, ormai sono solo figurine che vivacchiano aspettando il definitivo tramonto.
Si lamenta pure sta carogna!
senza vergogna