Olimpia Milano, riflessione sul mercato. Agire o puntare sui superstiti?

Alessandro Maggi 15

Olimpia Milano, ore decisive di riflessione sul mercato. Agire o esplorare di più le risorse a disposizione? E’ questo il dubbio

Ettore Messina

Olimpia Milano, ore decisive di riflessione sul mercato. Agire o esplorare di più le risorse a disposizione? E’ questo il dubbio che attanaglia i confronti tra Ettore Messina, Christos Stavropoulos e Gianmaria Vacirca. 

«Una squadra piatta e depressa». Risuonano ancora le parole del coach biancorosso dopo il ko di Istanbul. Un ko pesantissimo, che sporca dopo il Partizan un altro scontro diretto potenziale, con davanti altre sfide molto delicate per la classifica.

Dopo il Panathinaikos, reduce dal clamoroso quarto quarto di Oaka con lo Zalgiris, ci saranno le trasferte di Monaco e Kaunas. Con entrambe si parte da una sconfitta interna. Un passo negativo, che complicherebbe la classifica in caso di arrivo a pari punti. 

E in quei match l’Olimpia Milano sarà questa. Senza Josh Nebo. Senza Ousmane Diop. Senza Fabien Causeur, forse. Sicuramente e soprattutto, senza Nikola Mirotic. E’ il secondo passaggio chiave di questa stagione.

Il primo fu dopo la bandiera bianca del centro ex Maccabi. Ettore Messina scelse di appoggiare le caratteristiche della squadra, liberando il talento offensivo e puntando su un assetto con due ali forti. 

La risposta è stata importante, Milano ha corso e ha vinto, poi quando è arrivata la celebrazione tutto si è rotto. Mirotic che sottolinea l’affiatamento con LeDay, il pesante ko con il Partizan e gli infortuni dei due giocatori con Venezia.

Il montenegrino si è dovuto fermare, non è noto se potrà essere disponibile per le Final Eight. L’americano è tornato subito in campo nonostante la sublussazione della spalla, ha combattuto ma pare essere con le forze al lumicino.

Servirebbe un riposo che oggi non è possibile. Perchè gli uomini a disposizione di Ettore Messina sono questi. Tempo fa, vista la sovraesposizione dopo il primo stop di Josh Nebo, Messina bocciò David McCormack puntando su un giocatore più difensivo come Freddie Gillespie.

La combo con l’ex Maccabi non è mai andata in onda, e ora l’ultimo arrivato si ritrova con responsabilità troppo grandi.

E il mercato? Forse solo Danilo Gallinari avrebbe potuto cambiare le carte in tavola. Ma ha scelto Portorico, ha preferito non rimettersi in discussione, dando un epilogo misero alla sua straordinaria carriera.

Cosa resta? Dei nomi parleremo, ma bisogna anche guardare al potenziale reale. Le squadre non le si cambia a gennaio, a meno che non ci sia uno Shabazz Napier in giro. I biancorossi, negli ultimi 10 anni, hanno davvero cambiato marcia solo con il prodotto di Uconn e Daniel Hackett nel 2014.

In EuroLeague nessuno molla nulla, nelle altre competizioni i club di appartenenza chiedono importanti buyout per giocatori che sarebbero scommesse, e fondamentalmente l’Olimpia può promettere solo minuti in EuroLeague, visto che sprecare subito un tesseramento in LBA sarebbe affrettato. 

Nel lecito dubbio che certi stop siano arrivati anche per elevata sollecitazione, la domanda è se sia più logico cercare un’altra pezza a breve termine, o investire tempo e fiducia su quello che c’è già a disposizione. E’ successo un anno fa, con Bortolani e Flaccadori quando mezza squadra era fuori. Quella strada è stata poi precipitosamente abbandonata.

I roster a 16 uomini nascono per cercare sostituti ad ogni infortunio? La squadra è oggi sfiduciata per gli infortuni o per aver lasciato per strada alcune risorse? Riportare tutti dentro può essere la soluzione, anche se servirebbero occhi diversi.

Si possono criticare le scelte di Ettore Messina, ma non si possono dimenticare certe facce, e certi approcci di alcuni giocatori. La disponibilità dell’allenatore è fondamentale così come quella dei giocatori.

Due giocatori hanno dimostrato, in passato, quale dovrebbe essere il giusto atteggiamento. Andrea Cinciarini e Davide Pascolo. Partirono dalle retrovie, chiusero da titolari. Avevano fame, e qualcuno pronto a sfamarli. Ma la fame era la loro.

15 thoughts on “Olimpia Milano, riflessione sul mercato. Agire o puntare sui superstiti?

  1. Ci pigliano per il culo …. Li vedo lì nella nebbia che scrutano l’orizzonte… Non vedono un cazzo come il palo della banda dell’ortica i giocatori si accasano alle altra squadre e loro niente nemmeno un plisse

  2. Sarebbe possibile, almeno, vedere in giro se ci siano professionisti nei settori preparatori atletici ? Poi anche lo staff medico .. magari .. qualche “ritocco” ? Così magari almeno non ne perdiamo altri di giocatori ? 🤣🤣🤣

    Le squadre si fanno in estate ed eventualmente si perfezionano in corsa, ma il nostro roster soffriva di qualche errore di primogenitura già pronti via .. peccato xke’ ora non è semplice x noi che pare non si abbia budget da mettere sul tavolo anche xke’ x raddrizzare tutta sta situazione servirebbero non meno di 2/3 giocatori … insomma cosa cercare staff performance team a parte ?

    Certo il Real, x fare un esempio, continua ad aggiungere giocatori ma tanto paga pantalone no ?

    Forza Olimpia

    1. @Olimpia, sulla questione budget ci sarebbe da riflettere. È stato preso Nebo, terzo miglior centro della scorsa stagione. Benissimo, purtroppo da noi dopo tre anni senza infortuni starà fuori tutta la stagione. Questa si chiama sfiga.. Cosa diversa invece è prendere e pagare contemporaneamente Kamagate, McCormack, Gillespie Diop e Caruso. 5 centri /pf che non sono da E.L. Se ne potevano prendere uno buono e uno discreto con lo stesso budget. Ma a giugno. Non adesso…………e qui che vengono molti dubbi sulla capacita’ di costruzione del Roster. Tralasciamo per oggi la questione playmaker……….un caro saluto

      1. Giusta riflessione .. ovviamente non conosco il budget 2024-25 della nostra Olimpia .. ma gli spot 1-2-3 sapevamo non essere coperti x ambire a ruolo da pratogonista in EL.

        Ma abbiamo anche visto raddrizzarsi qualche situazione che si è positivamente evoluta assistendo a un bel filotto di vittorie, ma la corda era tesa e al primo strappo.. ironico gioco di parole ahimè.. la corda si è spezzata.

        Potrebbe anche essere corretto rimanere così dato che con 11 partite davanti si potrebbe anche provare a entrare nelle 10 grazie a qualche rientro .. non so.

        I soldi sperperati in questi anni sono stati tanti .. questo è oggettivo .. ma io ripartirei dal mercato degli staff almeno togliamo una delle concause delle difficoltà incontrate quest’anno, e non solo.

        Ciao MT

        Ps dopo tanti tanti anni di abbonamenti ci penserò l’anno prossimo .. con tristezza ma prima voglio vedere squadra e struttura societaria e poi deciderò

  3. Ho il sentore che sia finito il “Sogno di una notte di mezzo inverno” ( Shakespeare spero non si offenda).

    Meglio se torniamo velocemente con i piedi per terra e non ci facciamo più troppe illusioni per l’Eurolega.

    Viviamo alla giornata,magari salta fuori il coniglio dal cilindro.

  4. Una stagione maledetta come questa non si era mai vista, scelte sbagliate, performance staff fallito, dialogo coaching staff / giocatori inadeguato, etc. etc.
    Con sole 11 partite davanti secondo me è inutile sperare di raddrizzare la situazione in Euroleague, meglio fare con ciò che abbiamo e puntare sui trofei italiani.
    L’anno prossimo vedremo.

  5. Aggiungo un commento ricordando un post di NM .. che rispondeva a chi chiedeva un maggior impiego di chi gioca meno a favore del riposo dei soliti 5 … rispetto per la proprietà I main sponsor e i minor .. non è che queste prestazioni portino lustro alla società, ma chiederei e considererei anche un po’ di rispetto per chi segue da decenni, o anche sporadicamente o, ancora, chi da poco segue questo meraviglioso sport e la nostra amata Olimpia.
    Non tanto per le vittorie perché quelle sappiamo essere figlie di moltissimi fattori e variabili spesso non preventivabili, ma x tutto quello che è, deve e dovrà essere sempre tenuto presente da coloro che operano e giocano con e per questi colori.
    Non ripeto la mia posizione verso gli staff, anche se sono davvero infastidito dall’apparente immobilismo societario sulla situazione che e’ sotto gli occhi di tutti, ma verso alcune situazioni di scarso (pare) impegno e dalla poca voglio di mordere il freno x coloro che hanno avuto qualche possibilità di dimostrare di che pasta siano fatti ben conscio che giocare poco non aiuta, ma .. sappiamo esserci molto MA.
    Si vince e si perde insieme anche se ogni tanto pare che qualcuno si chiami fuori da questa regola che da sempre guida lo sport di squadra, ma anche negli sport individuali l’equipe conta sempre.

    Noi tifosi siamo sempre lì .. dateci qualche elemento per poter credere che ce la metterete tutta .. anche per la proprietà che, pur con tutti gli errori che molti attribuiscono a loro, ci consente di partecipare a queste competizioni.
    Auspico ancora una volta l’inserimento di un Gherardini like perché credo serva molto

    Buon basket e forza Olimpia

  6. Leggevo ieri di tale Tyler Cook, centro di 2,03m che gioca in Turchia in una formazione che attualmente occupa l’ultimo posto in classifica con un record tipo 3-12 o giù di lì…
    Premesso che non lo conosco e non ho idea di che tipo di giocatore sia, ma se l’interesse ricade su un profilo del genere piuttosto che su Fernando o Gabriel o chi per essi, gente su cui esercitare un l’auto buy-out o comunque sestanzioso ingaggio, credo si possa dire che le risorse scarseggiano e allora accontentiamoci pure di questi giocatori. Poi magari ci sorprenderà e scopriremo un nuovo fenomeno, ma se le premesse sono queste…

    Personalmente però mi piacerebbe che la proprietà fosse chiara e ci dica cosa dobbiamo aspettarci da qui a fine stagione

  7. Il “Budget” per esperienza non è un parametro fisso perché esiste comunque una certa flessibilità in caso di problematiche emergenti gravi e continuative oppure dovute ad un cambiamento di politica che si vuole seguire per cui io personalmente credo che se sarà ritenuto necessario la proprietà autorizzerà senza problemi l’acquisto di 1-2 giocatori magari considerandolo come costo 2025/2026. Il problema è trovare dei giocatori che si adattino in tempi brevi per EL il che non è affatto facile, altrimenti il mio parere è che si debba ricorrere a dei mestieranti europei di sostanza (i Pipponen o Pipponevic della situazione intendo), ma aldilà di tutto in questo momento occorre un giocatore un po’ estroso capace di galvanizzare l’ambiente anche se non è una star. La situazione che si sta vivendo in questi giorni mi ricorda un momento simile del 1981 quando la squadra perse a Pesaro 110-65 (quasi stesso risultato di Istanbul), prima stagione di Meneghin che rientrava da un brutto infortunio e di Premier che faticava a digerire il passaggio da ala a guardia voluto da Peterson. Certo, altri giocatori, epoca diversa, ma chi visse quei momenti se lo ricorderà bene cosa usciva dai media di allora contro Rubini, Cappellari, Peterson e i giocatori rei di avere macchiato “per sempre” la società più gloriosa d’Italia con una sconfitta irricevibile, si ricorderà poi come andò a finire il campionato: mi piacerebbe che i giocatori odierni mostrassero le stesse capacità di recupero mentale e la stessa capacità di reazione, forse sono troppo esisgente oppure troppo anziano. Beh, Sempre forza Scarpette Rosse !

      1. A livello dirigenziale e societario nessuno, ma dopo la sconfitta con Pesaro entrò nella querelle mediatica pesantemente per difendere Milano, società, giocatori e tecnico (“consigliato” caldamente tre anni prima all’amico Bogoncelli) prendendosi i vaffa da molti addetti ai lavori. Il momento era nero anche perchè i Gabetti erano arrivati da pochi mesi e avevano investito molto per vincere subito (appunto Meneghin e Premier) e una partita del genere non se l’aspettava nessuno.

    1. Ricordo quel periodo… Erano i miei primi approcci alla palla a spicchi. In un altro post ho citato la reazione della squadra dopo la scoppola con l’ Aris (vincemmo la Coppa Campioni e lo scudetto). Altri tempi e, soprattutto, altri uomini. Ma anche io vorrei vedere una reazione forte, anche solo per sé stessi, per il loro amor proprio, se non per i colori della canotta che indossano.
      Poi, la squadra è quella che è e gli infortuni non aiutano. Ma in campo si deve lottare.

      Se non si trova un giocatore di impatto, da inserire anche per la prossima stagione, continuiamo con quelli che siamo e amen. Tanto alle f4 non daremmo arrivati comunque, direi.

      1. Certo, situazione analoga, la reazione deve venire dai giocatori perchè in campo ci vanno loro, al Palatrussardi tutti noi eravamo convinti che avrebbero eliminato l’Aris rimontando i 31 punti perché si era capito che avevano preso sottogamba l’avversario e non poteva succedere due volte con quella squadra. Eppure quell’Aris con Nikos Galis in testa fornì la materia prima per la vittoria pochi mesi dopo della Grecia agli europei ’87, Si, se devi spendere è meglio portarsi a casa un giocatore che sia utile anche il prossimo anno.

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