
Olimpia Milano post Asvel, qualcosa sta succedendo, e di questo si deve solo prenderne atto con gioia. Con la Stella Rossa e i francesi si sono consolidate le vittorie di Belgrado e Istanbul, e oggi la classifica ha un’altra forma.
Al 7 dicembre, possiamo dirlo. Il cammino è da lotta playoff, e per quanto l’impennata sia stata improvvisa, cinque vittorie in fila e sette nelle ultime otto arrivano al round#14, che è certamente una fetta di stagione attendibile per trarre le prime indicazioni.
Non era facile, anche ieri sera. Come mi diceva un collega ieri, l’ASVEL è una squadra che solitamente non spaventa, ma che al termine di un doppio turno diventa rognosa. Soprattutto per Milano, che in questo momento gioca senza il suo esterno e il suo lungo migliore in difesa.
La squadra di Poupet ha taglia, dentro come fuori. Aveva uomini per farsi sentire a rimbalzo e esterni in grado di attaccare e buttarsi dentro per il ferro. Il tutto sotto la guida di un giocatore finalmente di qualità superiore come Theo Maledon.
Eppure, con 5 rimbalzi conquistati in meno, tirando con il 45.2% da 2 e il 40% da 3, si sono segnati altri 92 punti diventando chirurgici con i 29 del quarto quarto. Sono dati di fatto, che nascono dal rapporto assist/palle perse (20-10), e dai 16 turnover imposti all’avversario con 9 recuperi.
6 sono stati del solo Fabien Causeur. Il francese è secondo nella classifica di specialità dietro ad Alpha Diallo (1.4 vs 1.6), e questo dipende soprattutto dall’esperienza. Non è un difensore eccezionale sulla palla, ma sa leggere bene le situazioni e intasa le linee di passaggio.
Questo aiuta tutta la squadra, che difensivamente resta eccessivamente vulnerabile in attesa, appunto, delle sue guide sui 40’. Ora il record è 8-6. Nico Mannion ha cambiato velocità a questa squadra, Nikola Mirotic è primo per valutazione e secondo per punti segnati colpendo soprattutto quando conta.
Complimenti a tutti, partendo da Ettore Messina, che si è adeguato alla situazione e ha trovato la svolta dopo Berlino. Ora vedremo come tutto si amalgamerà al rientro degli assenti, e come il tutto funzionerà a Barcellona e Atene. Giocando senza pesi eccessivi, ma con la volontà di dimostrare a sè stessi dove si possa arrivare.

Ma sul carro funebre di Grillo oltre ai 5stelle c’era anche il feretro di Palmasco?
Avrà avuto un infortunio psicosomatico.
Immagino sia stato bannato insieme a Gaetano.
Una settimana ben giocata e premiante. Aggiungerei, per quel che mi riguarda, che sono tornato a divertirmi a vederli giocare, non perché quando si vince ci si diverte sempre… troppo semplicistico: ci sono vittorie che porti a casa volentieri ma se si è giocato male, non puoi certo dire di esserti divertito…
Che ci sia stato un adeguamento dell’allenatore alla realtà del basket moderno è più che evidente. Non solo perché il gioco è completamente cambiato da quello che si giocava nei suoi giorni gloriosi, ma anche perché i nuovi arrivati hanno caratteristiche di gioco molto diverse da quelli che non ci sono più e quindi pretendere ancora di vincere sempre e comunque con la difesa può essere un’illusione se non un harakiri.
Mannion ha cambiato ritmo all’attacco per due motivi : 1. E’ un attaccante e ha sempre organizzato il gioco, ancora prima di concluderlo. L’importante è che chi comanda gli lasci le briglie lente, non dico libere ma almeno allentate sul collo perché in caso contrario torneremmo a giocare un basket in cui prevale l’allenatore, non i giocatori e questo lo ritengo profondamente sbagliato. 2. Non avevamo e non abbiamo tuttora un’alternativa valida in quel ruolo. Tutto si può dire meno che Dimitrievjc lo sia. Neno è una magnifica guardia realizzatrice e come tale va sfruttato. Anche in questo caso occorre che possa giocare secondo talento e istinto. Se deve portare palla, aspettare che la guardia esca sul taglio ecc. per cominciare il gioco da fermo, ne annulliamo ogni qualità e lo mettiamo in difficoltà come sta succedendo da un paio di partite.
Una citazione merita Causeur che mi pare abbia carisma, talento e un’intelligenza cestistica da fuoriclasse. Prima di lui, negli ultimi dieci anni, solo il Chacho.
La pallacanestro (quella ben giocata) e’ complessa e tremendamente semplice allo stesso tempo.
Il problema di Messina a mio avviso (come scritto in uno dei miei momenti di “lode tecnica”, infrequenti si ma ce ne sono stati in estate e dopo) non era il playbook.
L’analisi film dimostra (andando indietro anche 4 anni) che il suo e’ si’ in approccio classico (heavy PNR e screen ball) ma uno in grado di estenderei per incorporare principi e schemi moderni (esempio: Spain PNR e altri). Non si spinge di certo (con mio cruccio estetico, ma chi sono io per giudicare) agli estremi di “motion offense”, “zoom action” e simili, ma e’ un playbook profondo e vario (circa 65-70 sets mi sembra in Toto)
Il problema sta (o stava se si assume she sia stato risolto, come sembra) nell’avere risorse che aprissero angoli, spazi e tempi/sincronie per esprimerne l a variabilita’. Variabilita’ = sbilanciamento difensivo in circolo virtuoso.
Mannion ha contribuito enormemente e in modi non completamente evidenziati dalle statistiche al ribilanciamento di chi gli deve ruotare intorno. Avere concretemente una pluralita’ di letture in uscita dal PNR crea sbilanciamenti difensivi che aprono giochi e spazi per Caseur, LeDay, lunghi di turno, oltre che aprire la minaccia Mirotic che ti uccide da 3. A catena questo apre altre aree del playbook prima non accessibili, aumentando ulteriormente la non predicibilita’e non consentendo alla difesa di trovare equilibrio. In sostanza questo penso sia uno dei motivi per cui si vede “gioco” adesso, mentre prima la squadra appariva in costante “stallo” e senza idee, con lacune di spazi, angoli e sincronie. Stesso playbook, ma ora non piu’ “castrato” con aggiustamenti che possono sembrare minimi e semplici.
Ci sono aspetti della gestione Messina Che possono essere criticati, e benche’ non sia personalmente un fan della “screen ball” classica, la nuova “faccia” che Milano sta dimostrando puo’ portarli avanti in Europa. Quanto in alto non so, forse qualche indicazione di piu’ arrivera’ settimana prossima. Ma di certo in zona playoffs per poi diventare una wild card pericolosa
Bravo Mauro,