Olimpia Milano post Partizan | Meglio da “underdog”. Mannion è speciale

Alessandro Maggi 15

Olimpia Milano post Partizan, è una squadra che vive meglio da “underdog”. Poco da dire, pare essere la definizione per questa, e anche la scorsa stagione

Ettore Messina abbraccio

Olimpia Milano post Partizan, è una squadra che vive meglio da “underdog”. Poco da dire, pare essere la definizione per questa, e anche la scorsa stagione. Almeno in Europa.

Il Partizan è squadra in difficoltà, l’Olimpia ha avuto la capacità di restare attaccata alla partita e uscire nel finale, concedendo 16 punti nel quarto quarto e smazzando in tutto 21 assist. 

Bene Mirotic, in un’arena che non ha dimenticato quanto successo due estati fa. Bene Nico Mannion, 13 punti e 7 assist. Lo ribadiamo: non è un giocatore normale, è un giocatore speciale.

Che va protetto. Sapendo che ci saranno momenti alti e momenti bassi. Ma senza affrettarsi nelle sentenze, come in quel di Milano (città, tifoseria)  succede sempre. Nico ieri ha dato un grande riscontro. Grandissimo. Questo è giocatore da EuroLeague. O, quanto meno, può esserlo.

Ma tutti hanno dato qualcosa, a parte Neno e McCormack. Anche il macedone è giocatore da bacchettare, a volte premiare, certamente difendere. Aiutare. Condurre in porto. Perchè anche lì c’è qualità.

Un plauso finale va ad Ettore Messina. Noi viviamo sui social, perchè in Italia i commenti su quotidiani e tv sono quello che sono. Noi lì andiamo, e con chi ci legge ci confrontiamo. Ci spiace leggere commenti pesanti ed inviti ad andare altrove.

Anche se, quando educati, sono inevitabili. E pertinenti all’andazzo di queste ultime annate europee. Tutti rispondono ai risultati. Anche lui. Ma anche Ettore Messina è un patrimonio di Olimpia Milano. E ieri ha mandato in campo una squadra che ha lottato. Dopo il disastro di Berlino non era semplice. 

Si metta in dubbio il risultato del suo lavoro, alcune prestazioni quest’anno sono state terribili, e non sarà certo Belgrado in sè a darci l’idea di aver cambiato strada.

Ma non si metta in dubbio la volontà e la passione che lo muove dal giorno uno della sua gloriosa carriera. In quell’abbraccio con lo staff a fine gare c’è tanto di tutto questo. Ettore Messina cadrà, nel caso, combattendo. Sino alla fine. E’ nella sua natura. 

15 thoughts on “Olimpia Milano post Partizan | Meglio da “underdog”. Mannion è speciale

  1. Il rispetto per una persona che lavora con impegno e dedizione non dovrebbe mai mancare. Come dice Maggi si possono criticare i risultati ma non la persona che ha fatto crescere la società Olimpia in questi anni. Ma qua, e non solo qua, si eccede spesso insultando l’uomo e addirittura per qualcuno facendolo diventare una vera e propria ossessione (ogni riferimento a Palmasco è voluto). In questi anni si è spesso sostenuto che la squadra, i giocatori non lo sopportino poi scopri che pochi scappano (ogni riferimento a Melli è voluto), si critica per i suoi atteggiamenti in panchina poi vedi Trinchieri che mette le mani addosso ad un suo giocatore che sbaglia un close out decisivo o Jasekivicius che sbraita contro i suoi giocatori. Come dimenticare poi Obradovic contro Datome? Errori ? Certo tanti. E di questi dovremmo parlare. Ma ormai il rispetto per le persone è una qualità antica e poi tutti siamo allenatori, ct della nazionale, virologi, esperti di guerre e pertanto dal nostro piedistallo (la tastiera di un cellulare) possiamo pontificare ed insultare.

    1. Condivido al 100% sia l’articolo che il commento di Paolo. Gli anni in cui cambiavamo un allenatore ogni 15 mesi circa con risultati sia in Italia che in Eurolega peggiori di questi, perché i numeri non mentono e due anni di fila ai playoff li abbiamo fatti solo con Messina, io non li rimpiango affatto, e mi auguro non tornino più. La storia del budget (con questo budget di Armani è facile) è vera fino ad un certo punto: per tutti, proporzionalmente, è cresciuto. C’è solo Bologna in Italia e quindi è facile vincere? Forse, ma ricordiamo che quando gli scudetti li hanno vinti Sassari e Venezia, Bologna non era competitiva e il non aver vinto di più in quegli anni è un’ aggravante. Questo certo non significa essere d’accordo su tutte le scelte fatte, eccetera eccetera

    2. Rispetto ed educazione concordo .. sempre e prima di tutto, anche perché criticarlo lo si può fare anche senza insulti o mancare di rispetto.

      Sottoscrivo Paolo, ma, e sottolineo ma, le medesime richieste e regole dovrebbero essere adottate da coloro che scrivono e si confrontano .. anche stamattina ho letto il solito commento il cui incipit è .. per tutti i tifosi da blog, o qualcosa del genere, ma sarà possibile pensarla in maniera diversa, altrimenti sai che noia ?

      Il basket non è uno è indissolubile, ma può essere fatto, salve alcune basi, in modi diversi e leggere che ci sia sempre qualcuno che si erge come depositario del verbo cestistico e’ x così dire … fastidioso e irritante.

      Poi leggo di budget .. rifletto sempre sul fatto che Baskonia Zalgiris, ma anche Paris o il Bayern, riescano ad avere ottime squadre con minor esborso economico, ed io qualche perplessità ce l’ho.
      Si chiamano errori, si chiamano tattiche e strategie sbagliate, scelte errate .. e su questo seguito a non vedere in molti di noi, quello spirito critico e di confronto che non guasterebbe, tanto so,unioni noi non ne possiamo applicare, ma discuterne si e chissà che magari qualcuno legga 😉 (la difesa 2-3 di ieri sera la auspicavo da tempo visto che rispetto alla 1-3-1 e’ più facile da applicare e più idonea all’’attuale Roster.

      E’un mio punto di vista ovviamente… un saluto

      Forza Olimpia

  2. Prima che il tecnico, non mi piace la persona Messina, perchè lo trovo un prepotente e uno che si sottrae alle proprie responsabilità. Vedi caso Pangos.
    Ma questi sono gusti personali.

    Ci sta fargli i complimenti per una vittoria ma come mai non c’era un accenno di critica dopo la sconfitta di Berlino ?
    Come per il Real, eravamo sul baratro e non siamo caduti dentro. Altro che i power ranking di questa estate.
    Abbiamo giocato da cani (vi ricordate il primo tiro ?), loro peggio di noi.

    @Iellini: non ho gioito ieri, non ho esulatato Martedì, ne ero arrabbiato.
    La situazione che si è creata mi ha portato a vedere tutto senza più passione, e questo mi dispiace un sacco.
    Non so quanti siano contenti di questa situazione, penso che altri la pensino e la vivano come me.
    Ma non mi importa stare in nessuna maggioranza.

    Ho parlato di situazione, non di responsabili. Così per stare sul vago.

  3. D’accordo sul fatto che il Partizan versa in condizioni difficili, però in casa loro bisogna pur sempre vincere! Ieri bene l’ultimo quarto, con una difesa effettivamente “messiniana”, però per 3 quarti così così e soprattutto troppi altri e bassi, che purtroppo sono una costante in tutte le nostre partite, e che con formazioni ben più organizzate dei serbi ti portano sistematicamente alla L.

    Io credo che tra i tanti problemi che abbiamo quello principale sia legato alla difesa, perché a differenza delle scorse stagioni in attacco tutto sommato qualcosa di buono produciamo (lo dicono i numeri), ma dietro facciamo una fatica tremenda, perdiamo sistematicamente il primo passo dell’handler avversario e concediamo troppe conclusioni semplici.
    Possiamo criticare singolarmente l’attitudine difensiva dei singoli ok, ma ciò che manca è una struttura difensiva collettiva, che porta all’ occorrenza agli aiuti ed ai raddoppi in maniera adeguata, non accazzodicane come succede adesso…
    È chiaro che perdere in un colpo solo Nick e Kyle non è semplice, ed il fatto che manchino i centri di ruolo sia un grosso problema (la squadra a zona tende a seguire gli spostamenti dei lunghi), però credo manchino ancora parecchi meccanismi.

    Chiudo con Messina, nulla contro l’uomo ed il professionista, non discuto i suoi metodi perché non ho riscontri diretti dai giocatori, trovo assurde le critiche alle sue espressioni o il modo di stare in panchine ecc., però il lavoro di un coach generalmente si giudica dai risultati e semplicemente fino a prova contraria quando le cose non girano chi paga generalmente è sempre il coach, ed è giusto che sia cosi

  4. Ringrazio per l’attenzione, addirittura vengo citato, una cura e una dimostrazione d’affetto che certamente non merito.

    150 milioni dopo, e 5 anni di rivoluzioni continue, ma inutili, spiegatemi che rispetto meritano. Semmai allarme.
    Merita rispetto il 12 posto fisso? E perché?

    Merita rispetto non avere mai saputo trovare un play dopo il Chacho? Non vuol dire forse non aver capito l’essenza del ruolo? Perché altre squadre ne trovano, sconosciuti e fulminanti, ogni anno.

    Secondo me invece il cammino della nostra squadra, perché è anche nostra, lo ripeto, merita allarme e attenzione, ed è quello che gli dò: allarme e attenzione: perché arrivare 12 esimi con l’Olimpia di Armani è ingiusto e allarmante. E per noi tifosi desolante.
    Io non mi rassegno, io credo di vedere gli errori e li indico.

    Non credo di aver bisogno di essere un allenatore per vedere le cose che non vanno, le ho sempre indicate puntualmente, non mi sembra di essermi sbagliato nei miei giudizi. Quindi di che parliamo?
    Al contrario penso che il mio sforzo di attenzione e d’intelligenza verso la squadra meriti rispetto e considerazione, perché dietro c’è un pensiero, una passione, un amore per la squadra. E tanta esperienza da spettatore.
    Inutile fare i falsi modesti, è così.

    Messina dà tutto se stesso con passione e impegno?
    Anch’io giocavo con tutto me stesso, ma in serie A non ci sono mai arrivato, e neanche al professionismo, che vuol dire?
    Vuol dire che a certi livelli impegno e passione non bastano.
    Ci vuole la capacità di reagire alle situazioni e cambiarle. Ci vuole quell’umiltà che fa parte del professionismo, di accorgersi che dove non ci si arriva da soli, bisogna chiedere aiuto alle persone giuste.

    1. Scusa, forse ho capito male, hai veramente scritto che ti devono ascoltare perché non sbagli mai i giudizi?

      1. L’educazione ed il rispetto non devono mai mancare. Su questo siamo tutti d’accordo, tranne quei tre i quattro che insultano. Ma resto dell’idea che sperare che Messina si dimetta, visti i risultati, le prestazioni penose, le figuracce, non sia da condannare. Continuerò dunque a scrivere invocando un passo indietro. E, si badi bene, questo non ha nulla a che vedere con l’uomo Messina che non mi deve stare simpatico (non fa il comico) e al quale riconosco un passato glorioso e vittorioso. Quando venne a Milano ero felicissimo. Avevo visto i suoi risultati, sapevo quanti bene giocassero a basket le sue squadre, avevo letto i suoi libri sulla gestione dello spogliatoio, della squadra, su come vincere, ed ero affascinato da quello che scriveva.
        Resto dell’idea che oggi non sia più aggiornato e che non riesca a modificare il suo modo di vedere il basket, visione che non produce più risultati sfavillanti, come in passato.
        Tutto qui

      2. @Salvadori Karim, riporto qui, perché in realtà all’inizio non pone certezza, ma lascia comunque alla possibilità(“non mi sembra”):
        “non mi sembra di essermi sbagliato nei miei giudizi. Quindi di che parliamo?
        Al contrario penso che il mio sforzo di attenzione e d’intelligenza verso la squadra meriti rispetto e considerazione, perché dietro c’è un pensiero, una passione, un amore per la squadra. E tanta esperienza da spettatore.
        Inutile fare i falsi modesti, è così.”
        Poi come prosegue è meraviglioso! Chapeau per l’autostima!

  5. Nessuno credo possa pensare di criticare la persona Messina, anzi. Come pure la proprietà, averne. Pero’ nello sport come nelle aziende a fronte di budget, spese e libertà di scelta ci deve essere un momento dove si tira la riga e si fa il conto e non si puo’ non metterci dentro il numero di partite e prestazioni vergognose, speriamo tutti che con ieri (+ 30 minuti di martedi) ci sia una svolta. Ieri sera bene, poi è da capire e ce lo diranno le partite successive quanto sia frutto dell’amalgama coach e roster. La stagione in EL è ancora lunga, la classifica sostanzialmente corta, se devo dire una cosa che mi preoccupa è come verrà gestito il rientro di Shields, spero diventi uno dei 5 che gioca con e per gli altri oltre che finalizzare quando serve e che non si rivedano piu’ salvo limitatissime necessità le azioni con palla a lui per 10 secondi. Perchè sono anche queste le cose che non fanno gruppo.

  6. Concordo, @Alera: il rientro di Shields mi spaventa un po’, più che altro, per come cambierà l gioco della squadra, con lui in campo. Vedremo

  7. Abbiamo vinto contro una squadra più in crisi forse di noi e abbastanza modesta. Certo, vincere a Belgrado è sempre difficilissimo ma non abbiamo certo incantato, anzi. Continuo a pensare che Messina ritenga che le sue opinioni e il suo modo di vedere il basket debbano prevalere sull’istinto e la creatività dei giocatori e li costringa a giocare in attacco un basket, il suo, superato e che dà peso eccessivo agli schemi.
    Prendiamo la vittoria ma vediamo cosa succede alla prossima perché io tutti questi miglioramenti non li ho visti.
    Messina si impegna alla morte e ci mancherebbe visto che ne va del suo mestiere e della sua credibilità. Come uomo, chiedo scusa e pazienza ma non mi piace, per niente. Le ragioni sono già state dette e sono note a tutti.

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