
Leandro Bolmaro è il protagonista di “Uomini e Canestri” su Repubblica-Milano, la rubrica di Luca Chiabotti. Ecco due sue dichiarazioni.
SUL MOMENTO
«Abbiamo la necessità di essere più consistenti, passiamo da buoni a cattivi momenti, dobbiamo costruire una base più solida dalla quale andare sempre più in alto, giorno dopo giorno. Per me vale lo stesso discorso: soffro di alti e bassi nella stessa partita, il mio obbiettivo è quello di essere più continuo e solido per me e per aiutare i miei compagni ad esserlo, diventare un leader in campo e fuori anche se sono ancora giovane e all’Olimpia ho giocatori molto più esperti di me. Sono fiducioso che ce la faremo».
SULL’OLIMPIA MILANO
«Nikola Mirotic è un po’ come se fosse mio zio: mi ha presentato alla prima squadra quando, giovanissimo, sono andato a Barcellona. All’Armani ci sono molti giocatori esperti, che sono già passati attraverso a momenti come quello che sto vivendo io. Ascolto gli insegnamenti, ho la mente aperta, più cose mi dicono, più imparo. Sono molto contento di essere in squadra con loro. Il coach parla molto con me prima e dopo le partite, lo staff mi segue, apprendo cose nuove soprattutto su quello che è necessario per essere un buon regista e un leader per la squadra».

“Per essere un buon regista”.
Forza Leandro!
Si vuole autoconvincere di essere un play. Un pó come te che non si vuole arrendere alla realtà dei fatti.
5/6 anni gli potrebbero bastare per aspirare a essere un cambio del regista.
Inutile nascondersi dietro il dito delle dichiarazioni roboanti.
Registi e leader si fanno in campo, non a parole.
Parla come se fosse un ragazzo delle giovanili che si affaccia alla prima squadra, non come un 24enne con esperienza in NBA ed EL