
Davide Alviti, 29 punti nel successo di Varese su Pistoia, si racconta a Tuttosport. Ecco tre passaggi.
SUI TANTI CAMBI DI SQUADRA
“Penso spesso a questo, Ormai bene o male tanti giocatori cambiano ogni 2-3 anni. Nel mio caso è stato un po’ frutto dell’ambizione personale. Ne parlo pure con i miei, che tante volte, sono stato troppo ambizioso, ho voluto troppo da me stesso. Anche per quanto riguarda Trento: sarei rimasto molto volentieri, la squadra sta dimostrando di essere competitiva a livello alto. Poi a volte il trasferimento è dettato da dinamiche che non si possono controllare”
SU NICO MANNION
“Molto serenamente, la società e Nico sono stati bravi a tenere la questione fuori dal campo. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro e la lasciamo fuori dal campo. Non nascondo però che se ne parlava, perché la situazione comunque ci tocca”.
SUGLI ITALIANI
“Purtroppo, c’è il falso mito che gli italiani non siano capaci di fare gli americani, mi domando sempre perché siamo così sottovalutati e non riesco a darmi risposte. Ci sono italiani che fanno tanto bene e non vengono evidenziati. Dovrebbe essere il contrario, perché il nostro lavoro si ripercuote sulla nazionale e sul movimento”.
