Gigi Datome: La scelta dell’Olimpia di ricominciare un ciclo è logica

Alessandro Maggi 2

Gigi Datome, ora coordinatore delle nazionali federali, ha concesso una lunga intervista al grande Matteo De Santis de La Stampa

Gigi Datome Nazionale

Gigi Datome, ora coordinatore delle nazionali federali, ha concesso una lunga intervista al grande Matteo De Santis de La Stampa. Ecco alcune sue dichiarazioni.

SUL DUOPOLIO OLIMPIA-VIRTUS

«C’è sempre stato spazio per le altre. Olimpia e Virtus hanno dovuto faticare continuamente in campionato: entrambe avranno il vantaggio di roster più lunghi, ma anche il gravoso impegno dell’Eurolega, che risucchia molte energie. Ai playoff risulteranno avvantaggiate, ma la Serie A è un territorio nel quale tutte le squadre possono dire la loro e molte scommesse possono pagare».

SULLA NUOVA OLIMPIA

«L’Olimpia ha iniziato una nuova fase con molti giocatori nuovi, per i quali l’Eurolega a Milano è un punto di arrivo. La scelta di ricominciare un ciclo è logica, senza dimenticare che si ripartirà da certezze assolute come Mirotic e Shields».

SULLA LUXURY TAX IN EUROLEAGUE

«Capisco la necessità di sostenibilità, ma mi sembra difficile imporre ai proprietari di non spendere».

SU OLIMPIA E VIRTUS IN EUROLEAGUE

«L’obiettivo deve essere quello (i playoff, ndr). Le carte in regola le avevano già negli ultimi due anni, e le avevamo anche noi a Milano: il campo, però, ha detto altro. Dipenderà da tanti fattori, ma Olimpia e Virtus hanno giocatori, allenatori e staff all’altezza».

SULLA LBA

«Mediaticamente, tecnicamente e finanziariamente, è in crescita e di altissimo livello. L’unico problema sono le strutture, un problema annoso non solo del basket, ma di tutto lo sport italiano e persino del Paese».

2 thoughts on “Gigi Datome: La scelta dell’Olimpia di ricominciare un ciclo è logica

  1. Cambiare un ciclo?

    Con quegli assurdi, troppissimi minuti di Shields da 2?

    Sono un ammissione che il roster è sbagliato? Sbagliato precisamemte sugli esterni?

    O sono una scommessa su Ricci da 3? (Ci metto meno dello stipendio di Mirotic che come scommessa è sbagliata 😑).

    O sarà l’entusiasmo per una coppetta vinta ai supplementari contro una squadra senza Cordinier e Cocok – oh gli infortuni, oh il roster mai completo, ho gli impegni eccessivi, oh il lavoro in palestra – sarà solo quell’entusiasmo che ci guiderà nel cammino bollente che ci aspetta? Yeah! Un trofeo!

    Ma se si scioglie al sol delle prime batoste?

    Perché puoi cambiare il roster a Messina…

  2. Mi sorprende il giudizio positivo a tutto tondo, eccetto l’aspetto strutturale, sulla LBA, ma lo capisco venendo dal ruolo che riveste.

    Se così fosse, il dibattito emergente sul dove valga la pena investire differenzialmente per lo sviluppo futuro (competizione nazionale vs. Pan europea), trova una scuola di pensiero (quella delle leghe nazionali) che non vuole vedere spostamenti significativi di talento, risorse finanziarie e energia.

    E in un contesto di risorse limitate, potrebbe voler dire mantenere lo status quo senza cambiamenti di scala significativi, in una direzione o nell’altra.

    Il che ipotizza che si possa costruire un “grande” campionato italiano con 5-6 realtà al minimo in grado di competere per il titolo in orizzonti triennali (a ciclo). Il che e’ obiettivo ambizioso…

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