
RadioRealOlimpia edizione straordinaria dedicata a Nicolò Melli, e al suo clamoroso addio. In diretta su Radio Basket Italia, sul canale YouTube e sulla pagina FB di RealOlimpiaMilano.
RadioRealOlimpia edizione straordinaria dedicata a Nicolò Melli, e al suo addio. In diretta su Radio Basket Italia e sulla nostra piattaforma

RadioRealOlimpia edizione straordinaria dedicata a Nicolò Melli, e al suo clamoroso addio. In diretta su Radio Basket Italia, sul canale YouTube e sulla pagina FB di RealOlimpiaMilano.
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Te la do io la “squadra fondata su Mirotic” nei mesi in cui Mirotic sarà fuori per il tendine…
Evento non probabile, ma certo.
La perdita di Melli è soltanto lo sfascio definitivo di quel triste passaggio dall’Olimpia Milano all’Armani Milano del venditore Messina.
Dispiace enormemente oggi a noi tifosi dell’Olimpia: a voi dell’Armani Messina, che in questa cronaca dal vivo cercate ragioni e giustificazioni per distribuire un po’ di colpa anche a Melli, dispiacerà a stagione inoltrata, quando vedrete e capirete.
L’orrore.
Melli simbolo di Milano e della squadra, in confronto a un mercenario qualsiasi, che in tutta la stagione ha fatto due partite…
Ma scherzate?
Lasciatemi anche esprimere una critica educata, ma ferma e indignata, al corso che avete voluto dare alla diretta, di considerare Melli importante soprattutto perché italiano, mentre all’estero ciò verrebbe a cadere.
Credo che Melli nel suo ruolo naturale, di 4, sia ancora un giocatore che sposta, e parecchio, da italiano, da,straniero, in Italia e in Europa.
In Europa soprattutto.
Solo la follia di Messina può alimentare un giornalismo disposto a considerare l’essere italiano parte, dico parte come detto voi ingiustamente, a essere parte del valore di Melli.
Assurdo. assurdissimo.
Molto, molto criticabile.
Offensivo.
E non dico ridicolo perché ho iniziato dicendo che la mia critica sarebbe stata educata.
Quindi mi trattengo. E parecchio.
Ho anche la vaga sensazione, anche qui non matematicamente provabile, che il declino dell’Olimpia da quella lontane F4 (con una finale sfiorata su un baseline fadeaway di Delaney che rimbalzo’ dentro e poi fuori dal rim se non ricordo male) sia corrisposto con i problemi che la squadra ha incontrato nel reparto pointguards e con il declino normale di Hines come perno del P&R.
Forse in molti si ricordano di un P&R praticamente indifendibile fra Rodriguez e Hines, sets che venivano giocati per quasi il 60% dell’attacco in quei tempi e ad altissima efficienza (per le soluzioni in read ti Rodriguez e le capacita’ in roll di Hines).
La memoria non mi aiuta qui, ma ricordo in Messina meno nervoso e animato in quei tempi. E mi domando se quell’atteggiamento piu’ rilassato (anche se “relax” non e’ una parola che affiancherei al nome del POBO Per carattere suo) non nascesse proprio dal sentirsi “coperto” in posizione di guida sul campo. Fiducia nella sua “estensione” sul campo (PG e’ sempre la prima estensione sul campo di un head coach, almeno in molti sitemi di gioco). E mi domando se quello, altre che le capacita’ individuali di chi quel ruolo lo ricopriva (fuoriclasse), sia proprio il tema su cui si deve ripartire.
Perche’ continuo a vedere l’attacco Messina come un sistema altamente dipendente da un pensato uso del P&R per creare opportunità’. Il che implica skilled playmakers e ottime power forward nel generare spazi in rolls. E se quello funziona, allora i Mirotic possono brillare a complemento (post, ISO e pops) e il resto del team gira di conseguenza.
Ma se in PG e in PF fatichi a trovare quella chimica, e giochi in P&R ad alto clip rischi la staticità. E con la staticità’ Messina comincia a perdere le staffe e i problemi cominciano….
Elucubrazione senza pretese la mia, ma uno spunto di riflessione forse….e uno spiraglio di luce per la ripartenza. A volte rifondare partendo da zero (o quasi) e’ una grande opportunità’.
Come detto molte volte da Messina stesso – e qui mi metto nell’aspetto a lui più favorevole, quello di usare le sue parole e interpretarle dal suo punto di vista – il suo gioco d’attacco si basa su una difesa forte, capace quindi di creare azioni offensive prima che gli avversari si possano schierare, con una probabile maggiore efficacia.
Smantellato il suo impianto difensivo, con le partenze di Melli, Hines e Hall, per il momento, come penserà di applicare la sua filosofia?
Dove li trova giocatori al livello?
(Non voglio infierire e non metterò un punto interrogativo dietro ai nomi di Valentine e Brooks…).
E ancora: è come mai avendo quella filosofia di gioco, apprezzabile per altro, e da lui stesso dichiarata, non ha più fatto dei roster adatti dalla partenza di Delaney?
Un uomo marketing insomma. E noi ostaggi.
Non penso tu abbia torto qui, guardando al mercato attuale sembrano non esserci nuove ancore disponibili. E’ un po’ il problema dei cicli e il motivo per cui le ricostruzioni richiedono tempo. Spesso rinascono nel momento in cui si trovano un paio di pilastri stabili e in gradi di far fare il salto di qualità, ciò che sarà la sfida di Messina nei prossimi anni. Capisco cosa dici quando parli di “uomo marketing” e penso ci sia un aspetto del personaggio in quel senso. Gestionalmente non e’ un Pat Riley per intenderci, ma penso sotto ci sia anche sostanza. Solo che ora e’ arrivato il momento di metterla a frutto e farla vedere. Difficile sapere i tempi, ma a questo punto parliamo di un nuovo progetto che riparte e che per sua vita deve prendere almeno 3 anni per poter dare un giudizio. Soprattutto se abbandona Shields che a questo punto entra nell’ambito del possibile se non probabile.
Il tempo passa, le cose cambiano. A volte migliorano , altre no. Passano nomi, uomini, giocatori, allenatori ma resta il biancorosso, per il quale tifare.
Si può criticare, non essere d’accordo, essere delusi, anche, ma il biancorosso resta e da li si riparte.
Non son contento della partenza di Melli e di Hall, come della permanenza di Messina che ci condurrà ad altre sventure, probabilmente, ma dico comunque e sempre forza Olimpia!
Ciao Ufo, io l’Olimpia Milano non la vedo, vedo l’Armani Messina, e mi dispiace molto.
Non penso che l’Olimpia Milano avrebbe lasciato andare via il suo giocatore simbolo, e capitano, forzandolo ad accettare di giocare come sostituto di Nebo – secondo quanto afferma il video in oggetto.
No davvero, non è roba da Olimpia.
Opinione e sentimento personale ovviamente, che non m’impediscono di tifare, anche se molto più freddamente, se è questo di cui mi rimproveravi velatamente 😀
Lo sapevamo da tempo, era piú che nell’aria: dei due, Melli e Messina, ne poteva rimanere uno solo e purtroppo é rimasto quello sbagliato. Perdiamo il capitano, un giocatore di valore assoluto a livello europeo, un campione che si é sacrificato giocando permanentemente fuori ruolo e dovendo ingoiare tante scelte sbagliate del proprio allenatore. La separazione era, appunto inevitabile. Buona fortuna a Melli, che se ne va felice di lasciare Messina, ma certamente non di lasciare Milano.
Perdere Melli, il capitano, in questo modo é il fallimento piú grave e fragoroso dell’era Messina/Armani. Siccome di fallimenti ce ne sono stati molti ed importanti, possiamo immaginare la dimensione di questo ultimo: semplicemente devastante.
Adesso Messina ha davvero un potere incontrastato, si é liberato di Melli, saluterá anche Hines. I senatori vanno e lasciano il campo libero ad un allenatore che pare sempre piú nemico dei propri giocatori., Tristissimo.
Romanticamente mi piacerebbe vedere Melli a Kaunas col Trinca, coppia rodata cui sarebbe difficile tifare contro anche al Forum, visto che mi pare ci sia piú spirito Olimpia in loro che in tutti coloro che vestono la divisa della EA7.
Mi faccio coraggio pensando che abbiamo perso D’Antoni, Meneghin, Mc Adoo e comunque siamo andati avanti. Poi però penso che quando Melli se ne andò nel 2014, abbiamo fatto una fatica incredibile persino in Italia, perdendo scudetti contro squadre modeste per mancanza di spirito di gruppo e leadership che Nicolò porta con sé. Mah… potenza dell’ego del PoBo.
All’ Armani le cose funzionano all’incontrario…..quando si fallisce (e.g. Eurolega) il primo a non essere confermato dovrebbe essere il “capo”… invece…si cambia nuovamente tutta la squadra..
Il potere del one show man….
Sarebbe da dire: qui non ce la raccontano giusta, il fatto è invece che qui non ce la raccontano proprio; le cose accadono nell’ineluttabilità che esse accadano; qualcuno crede che da qui alla prima conferenza stampa di Messina in prossimità dell’inizio della prossima stagione, ci vengano date spiegazioni di sorta? Ovviamente no, contando sul fatto che il semplice trascorrere del tempo lenisca le ferite inferte al corpo martoriato di una squadra che non trova pace
Ah, adesso tutto è chiaro.
Io pensavo, da ignorante che l’arrivo di Mirotic, il suo stipendio, la vicenda Pangos, i risultati pesantemente negativi,
potessero aver avuto un peso decisivo nelle scelte di Niccolò.
Ma io non capisco un cazzo.
Due mesi fa, chissà poi perchè 2 mesi fa, è stato deciso che la nuova squadra sarà incentrata su Mirotic,
quello che in questa stagione ha brillato da Ottobre a Giugno.
Dopo 2 stagioni negative in EL si vuole cambiare struttura,
struttura nella quale Hall e Melli non sono + compresi,
quindi li abbiamo cacciati noi.
Adesso si vuole una squadra più offensiva, magari che segni 1 punto in più degli avversari,
mi sa che questa l’ho già sentita, se non erro Settembre 2023.
D’altronde se si ascolta la Pravda oggi a Milano c’era una piacevole brezza e domani sarà ancora più bello, fresco e rigenerante.