Olimpia Milano-Trento#1, 5 domande 5 | Uniti per lo stesso obiettivo. Un sacrificio da Shields

Alessandro Maggi

Iniziano i playoff di Olimpia Milano. Dopo due Scudetti, e un nuovo fallimento europeo, i biancorossi si giocano tutto in questo mese

Olimpia Milano post Virtus

Iniziano i playoff di Olimpia Milano. Dopo due Scudetti, e un nuovo fallimento europeo, i biancorossi si giocano tutto in questo mese. Tornano le 5 domande 5 di ROM.

Si parte, e tutti dicono: saranno playoff più combattuti degli scorsi anni. Concordiamo?

«Mah. Brescia aveva fatto una grande stagione anche due anni fa e poi uscì nei quarti di finale. Venezia mi sembra tutto tranne che, ad oggi, una squadra pericolosa. Ogni anno è giusto stare sul “chi va là”: gli avversari vanno rispettati, e fondamentalmente la Virtus non è mai stata così stanca, e l’Olimpia così incostante e schizofrenica. Forse avranno qualche sconfitta in più, ma le vedo ad oggi entrambe in fondo. A meno che Brescia non torni a giocare come prima delle Final Eight».

Prima serie con Trento, avversario che richiama qualche ricordo sinistro…

«Altri tempi. Il 4-1 del Forum fu il giusto funerale per la tragicomica gestione Repesa (colui che si è dimesso dalla Fortitudo fingendo di avere un malore, tanto per intenderci). Le finali dello Scudetto di Pianigiani una sofferenza, e una bella storia, visto che Shields oggi è a Milano e un grande GM come Trainotti da anni gestisce la Nazionale. Ma ci sono state, prima e dopo, anche due vittorie per 3-0. Credo sia una bella squadra, allenata benissimo, ma senza le risorse per dare fastidio anche ad un paziente in psichiatria».

Colpa degli infortuni?

«Trento partecipa all’Eurocup, ma se ci fate caso ha un roster alla fine più corto di Brescia o Reggio Emilia. Sia chiaro, hanno fatto scelte coraggiose ed azzeccate. In primis affidare a Biligha un ruolo da titolare. Ma mi aspetto molto da Alviti, che è partito bene ma non è stato continuo. Viene dato a Venezia nella prossima stagione, pretendo un passo in avanti da oggi».

Insomma, siamo di fronte ad un 3-0 annunciato?

«Trento è orgogliosa, ma l’Olimpia deve chiuderla sul 3-0. Anche per sé stessa, anche per dare un segnale agli altri. Ora il roster è ridotto a 12 uomini, si deve trovare un equilibrio. Lo deve trovare Messina, ma deve arrivare dalla disponibilità di tutti. Serve remare nella stessa direzione. Come? Proteggendo in difesa Napier e Mirotic. Sì, sto chiedendo un sacrificio a Shavon Shields. Palla in mano è un grandissimo, ma ora serve il gladiatore sui due lati del campo».

E arriviamo alle chiavi della serie?

«Biligha e Cooke possono dare tanto a rimbalzo e intorno al ferro. Baldwin è un buon handler, Hommes vediamo, fortissimo ma fermo da troppo tempo. Con un po’ di energia, e gestendo bene i ritmi di gioco onde negare troppe transizioni agli avversari, si può arrivare serenamente ai 20 di margine. Se Trento resta in gara sino alla fine, ecco che possono nascere i problemi».

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