Peppe Poeta, assistente di Ettore Messina in Olimpia Milano, si racconta su “Tiro Libero”, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano.
«Sono a scuola da una leggenda del basket europeo e con la Nazionale, non potevo sognare di meglio. Cerco di imparare da tutti i tecnici più esperti con i quali lavoro ogni giorno, provo a dare il mio contributo da ex giocatore: la cosa mi piace e mi diverte. È bello sentirsi il rookie dello staff dopo essere stato il più vecchio in squadra, mi sembra di tornare a 18 anni quando, ogni allenamento, rubavo qualcosa ai più grandi»
«La leadership di Shabazz è ciò che ha fatto svoltare la nostra stagione un anno fa. Ha compiuto grandi passi avanti e, al di la delle cifre, quest’anno sta crescendo in regia perché deve guidare una squadra con un grande attaccante in più, Mirotic, e sacrificare un po’ la sua indole di realizzatore».
«Ero bravo a servire il rollante sui pick and roll, ma mi rendo conto che sono azioni rischiose, che all’Olimpia non puoi sbagliare e il pallone pesa di più che altrove. Certe giocate, a Milano, si sentono di farle solo giocatori di grandissima personalità, come Chacho Rodriguez».
