Kevin Pangos ha lasciato l’Olimpia Milano dopo un anno, e poco più, certamente non felice, ma i suoi numeri non paiono in crescita a Valencia.
Oggi il giocatore vale 1.8 punti di media nelle ultime 10 gare di EuroLeague. Certamente il suo punto più basso nella massima competizione continentale in carriera.
🇨🇦 Kevin Pangos of 🇪🇸 Valencia averaged 1.8 PTS in the last 10 of his #EuroLeague games – that's the lowest 10-game rolling average in his career. ❄️ pic.twitter.com/hUncNZrtk6
— Darius Garuolis (@DariusGaruolis) April 1, 2024

Perfetto.
Diamo atto a Messina e Società di avere fatto bene a tagliarlo (ma anche male a prenderlo)
La cosa fastidiosa è stata in non fare allenare il giocatore che , non sembrandomi una persona problematica, aveva , oltre che diritto a farlo, bisogno e piacere di andare in palestra
Non hanno fatto male a prenderlo, hanno fatto male, quando tutto era già chiaro, a confermarlo
Esatto, non è stata errata la presa iniziale, è stata errata la successiva conferma di un rapporto che poi ha avuto l’inevitabile conclusione che purtroppo tutti si aspettavano.
Oppure si potrebbe anche ipotizzare che due anni con Messina gli hanno tolto tutto quello che aveva…
Non è improbabile, per un gioco così mentale com’è il basket, basato sulla fiducia in sé stessi.
A parte che KP ha lasciato l’Olimpia da pochi mesi e non da un anno (chi scrive farebbe bene a controllare prima onde evitare di scrivere cose inesatte) il suo caso è emblematico.
È stato scelto da Messina come play titolare per la stagione 2022/2023, è stato escluso dai PO di LBA 2023 per poi essere confermato per la stagione 2023/2024 sempre come play titolare e successivamente escluso e messo fuori rosa senza neanche la possibilità di allenarsi. La sua gestione è l’esempio lampante che Messina è un coach sul viale del tramonto e il miserabile trattamento che ha riservato al giocatore dimostra che anche per quanto riguarda i valori umani non è granché.
Si può discutere il lato sportivo del giocatore ma umanamente si è comportato da professionista serio, mai una parola fuori luogo ne durante il suo allontanamento neanche fosse un lebbroso ne dopo che è andato via.
Il trattamento che gli ha riservato ha influito anche nei rapporti con gli altri compagni, si vocifera di uno scazzo di Melli a tal riguardo, non difficile da credere conoscendo Nicolò.
È finita la favola mai esistita veramente che i giocatori o i campioni vengono a Milano per Messina. Gli unici che sono venuti realmente per lui sono i suoi fedelissimi Hines e il Chacho. Tutti gli altri per altri motivi.
Difficilmente nuovi campioni verranno a Milano per competere in E.L. Chi verrà lo farà solo per il cospicuo ingaggio.
Messina si è specializzato nelle operazioni di DOWNGRADE .
Cioè tutti giocatori che sono venuti a Milano hanno reso molto meno del loro reale valore. Pangos solo uno dei numerosi esempi. Non si sono visti casi di UPGRADE (Forse Z. Leday, infatti è stato subito mandato via)
Cos’è, state cercando di giustificare la cazzate di messina?
Capisco il motivo dell’articolo, difensivo nei confronti di errori plateali dello staff + Messina tanto nella scelta, nella conferma, e nella gestione dell’uscita del giocatore. Un incubo nato al giorno 0 e aumentato in profondita’ e gravita’ ogni giorno che Pangos e’ rimasto in Olimpia, con colpe da entrambe le parti (ma in cui la società’ ha massima responsabilità’ essendo stata in una posizione di controllo in cui decidere piu’ volte il da farsi, commettendo lo stesso errore due volte di fila). Ora, l’ho visto (Pangos) giocare in recenti partite: chiaramente una versione sottotono di se stesso, largamente ininfluente nella dinamiche della sua nuova squadra ma non un “disastro” totale come qui viene dipinto. Mi sembra il Pangos di oggi si sia stabilizzato su un livello mediocre, che poi non e’ tanto sconvolgente per chi e’ reduce da esperienze difficili di downgrade, costretto a trovare il primo buco che lo piglia per uscire da una situazione in cui e’ forzato ad andarsene, con infortuni importanti pregressi e forse mai recuperati e chiaramente nell’ultimo stretch di carriera. Il basket purtroppo e’ cosi, la fiducia in se stessi e un buono stato mentale e di integrazione con i compagni sono fattori di importanza prioritaria per performare. Quando vengono a meno, un giocatore che non sia “star material” crolla nel mediocre. Se gettato pubblicamente alle ortiche dal suo ex tecnico-societa’, non sostenuto da compagni e costretto a rimettersi in piedi in fretta e furia in un ambiente nuovo (il primo disponibile)e non ottimale, la strada del declino può’ essere persino piu’ veloce. Guardate Rubio, che pur e’ tornato “a casa” ben voluto e sostenuto da pubblico, società’ e compagni (Barcelona). E’ ancora solo al 15% del suo vecchio potenziale, se mai ci ritornera’ dopo il suo periodo buio post-NBA. Pangos rimane una storia disgraziata per l’Olimpia, quasi tragica per i risvolti di immagine nel suo epilogo, e un pessimo esempio di gestione di risorse umane di POBO (Imperatore) Messina.