Marco Crespi: Play? Concetto anacronistico. Servono gli handler

Alessandro Maggi 16

Nel giorno di Olimpia Milano-Baskonia Marco Crespi analizza per il QS la sfida da doppio ex: «Anche se parliamo di 17 anni in Olimpia e di 3 mesi a Vitoria»

Nel giorno di Olimpia Milano-Baskonia Marco Crespi analizza per il QS la sfida nella sua veste di doppio ex: «Anche se parliamo di 17 anni in Olimpia e di 3 mesi a Vitoria. Non proprio la stessa cosa…». 

SU NIKOLA MIROTIC

«La sua storia parla di un giocatore che non innalza il livello della squadra. E in attacco, come in difesa, non è così facilmente collocabile oggi. La sua firma ha cambiato le aspettative sulla squadra, e certamente ha influito sull’identità costruita in questi anni».

SU NAPIER E IL CONCETTO DI PLAY

«Oggi sono gli “small” a fare la partita. Si tende a giocare con 4 piccoli e un lungo, se non con cinque giocatori oltre la linea di tiro. Parlare di play è anacronistico. Il termine è “handler”. Che è un concetto molto diverso. Per intenderci, anche Antetokounmpo è un handler, non certamente un regista. Devi averne tre o quattro in campo, altrimenti vai in difficoltà».

SUL DOPPIO RUOLO DI ETTORE MESSINA

«In questi casi servono chiarezza e competenze. Non si può vivere alla giornata, sostenere che il doppio ruolo sia equilibrio nelle vittorie, per poi trasformarsi improvvisamente in difetto nelle sconfitte. Messina ha posto quella dimensione come condizione per arrivare a Milano, la proprietà ha voluto affidargli quel ruolo. E lui ha profilo  e cultura per sostenere il tutto, anche a livello manageriale».

16 thoughts on “Marco Crespi: Play? Concetto anacronistico. Servono gli handler

  1. Caro Crespi un conto è discutere se sia giusto o meno affidare il doppio ruolo a una persona anche con il profilo di Messina, un’altra cosa è analizzare la situazione a fronte degli ultimi 2 anni e qui pare a molti che i risultati dicano che forse non sia tutto oro quel che luccica .. capisco anche la posizione di non poter criticare mai colleghi come tra medici insomma .. poi sui play sugli handlers e sui lunghi ognuno ha la sua view ovviamente .. diciamo che stasera dovremmo vedere al forum un gioco perimetrale da parte del Baskonia e un gioco sempre, o quasi, che si appoggia sui lunghi biancorossi .. poi vedremo il contrario ovviamente

  2. Ma come? Qui c’è chi vuole il lunghagnone sotto canestro e il piccolo che lo imbecchi e basta tiri da tre e ognuno ha il suo ruolo e sir Kyle come si permette di palleggiare lui che è un pivot, mignon ma è un pivot.etc.etc.

    1. Presente.
      Non mi sembra che stiamo facendo sfracelli con Hines a portar palla e giocando senza pivot di ruolo ma solo con n.4 adattati, sotto canestro.
      Poi, se va bene così, godiamoci pure un’altra stagione europea da comparse.
      Faccio solo presente, visto che Crespi dice quello che dice, dall’alto dei suoi ZERO titoli vinti da capo allenatore, che le 4 finaliste della scorsa stagione erano zeppe di play di valore: da Sloukas a James, da Laprovittola al Chacho, da Llull a Wolters, solo per citarne alcuni.

  3. Ah dimenticavo anche i non manager criticano il POBO per la sua attività così come i non allenatori e tu Marco con soli 17 anni da vice più svariati da head coach cosa ne puoi sapere, loro prendono nota dei fallimenti di Messina e guai a dissentire .

  4. Crespi dovrebbe vedere il Real e poi ne riparliamo. Poi ognuno può sperare le cazzate che vuole su un social.
    Ps
    Notoriamente si sa che Crespi è un vincente

    1. ’83 settore giovanile Olimpia ’85 titolo nazionale Allievi
      ’90 assistente di Mike D’Antoni
      ’96 assistente di Bogda Tanievic (scudetto e coppa italia)
      ’97 assistente di B T in nazionale Atene ’98 oro a Parigi ’99 Olimpiade Sydney 2000
      Capo allenatore Olimpia ’98 ’00
      ’01 promozione Biella in A1
      ’02 Siviglia
      ’03 Pesaro
      ’04 Eurolega quarti di finale sorpassa il gruppo Top 16 che annovera Real Madrid CSKA e Barcellona
      Director internazionale scout Boston Celtic poi Phoenix Sun
      23/06/2011 promozione in A1 Casale Monferrato
      2019 nazionale femminile svedese
      2022 Director Accademy Aquila Trento
      Ti basta?

      1. Un pippone degno del miglor “palmasco” per confermare quanto sostenuto da Doc ossia che Crespi non ha vinto una beata fava..

      2. Gli manca assistente agli Harlem Globetrotters notoriamente i migliori ball handler poi le ha fatte tutte. Ma sei parente?

      3. No, lui se ne intende di assistenti visto che “venera” l’ex assistente di Popovich.

    2. Troppo facile citare il Real che ha almeno 3 giocatori di livello per ogni spot ed è di gran lunga la miglior squadra d’Europa! Ma a parte ciò, giusto per confermare la tesi di Crespi, sempre nel Real spesso si vede Musa portare palla, e non mi si dica che è un play!

      1. Può capitare che Musa ogni tanto porti palla ma da noi è consuetudine visto che fino al 2 gennaio non avremo in roster un solo play grazie alla lungimiranza del nostro coach.
        Tralasciando il Real che ha 3 top-play, tutte le altre squadre ne hanno almeno due, invece noi siamo partiti sulla carta con 3 play ma strada facendo tra infortuni e epurazioni ci ritroviamo con il solo Flaccadori che per giunta non è un play nel senso vero della parola e un eterno adattato che risponde al nome di Hall.

      2. Jimmy credo che tu non abbia capito il discorso di Crespi, ti ho citato Musa così come lui Antetokounpo per enfatizzare il discorso ball handler/play

  5. La base del basket è avere una guida tecnica e di personalità che gestisca il gioco (di solito si chiama playmaker) e un pivot capace di dominare sotto canestro.
    Queste sono e saranno sempre le basi del gioco della pallacanestro e per la costruzione di una squadra vincente, poi certo ci possono essere varianti, evoluzioni, adattamenti anche legati alle caratteristiche dei giocatori e le specifiche dei due ruoli possono essere diffuse e presenti anche in altri elementi del roster, ma senza playmaking e presenza sotto canestro non si va da nessuna parte. Per quanto riguarda Messina, in questi ultimi due anni sono la qualità delle scelte iniziali di roster, la resistenza e la lentezza nell’intervenire, la poca crescita dei giovani che avuto in squadra, i risultati nell’unica competizione da valutare in base agli investimenti, tralasciando le scelte tecniche (cambio sistematico e primi secondi dell’azione sempre mal utilizzati), la gestione del roster e i rapporti con i giocatori (non sempre idilliaci, chiaramente sempre per colpa altrui)…a parlare per lui.

  6. L’ho sempre pensato che Crespi non capisse un cazzo di basket …
    Questa è solo una delle tante dimostrazioni.

    Poi aggiungo che dalla questione della nazionale femminile nella quale non fece giocare nemmeno un minuto alla giocatrice (scusate ma non ricordo purtroppo il nome) che aveva avuto tipo 200 presenze in nazionale ed era alla sua ultima partita … Per me questo signore non esiste più!
    Prima si è uomini … poi allenatori!

  7. Senza scordare quello che disse su Milano quando allenava la Merd Sana ,Milano che lo aveva reso conosciuto

Comments are closed.

Next Post

Valerio Bianchini: Napier a Milano? Io cambiando ho vinto 2 Scudetti

Valerio Bianchini firma su La Gazzetta dello Sport l’analisi dal titolo: «Napier a Milano? Io cambiando ho vinto 2 Scudetti»
Valerio Bianchini

Iscriviti