Olimpia Milano post Virtus, il “brodino caldo” che non cambia la linea ma può accendere, alla lunga, la fame.
E’ quello che tutto il mondo biancorosso si auspica e spera, soprattutto dopo la grande atmosfera creata al Forum in una domenica pomeriggio di dicembre.
L’entusiasmo c’è, il gioco, la squadra, la continuità no. Ci sono le facce, non sempre, ma ci sono. E c’è il “giocatore capo”, Shavon Shields, che invocato anche da Andrea Trinchieri in telecronaca su DAZN gioca a lungo malissimo, prima di prendere la squadra per mano nel finale.
Per il resto, Nicolò Melli indica la via, Maodo Lo vive a fiammate (anche altissime), si rivedono i gomiti di Pippo Ricci e Diego Flaccadori non si tira indietro. Più o meno, solito spartito, se ci aggiungiamo un Voigtmann che costruisce e distrugge con immancabile continuità, e Alex Poythress che in 5’ spinge 3 falli confermandosi come uno dei “misteri buffi” più grandi dell’era Messina.
Quindi, come non dimenticare, da +12 a 0-15, perchè Milano continua a prendere a calci il secchio del latte. Ma questa volta, almeno, non ci scivola sopra. Non a caso tutto inizia da uno “sciagurato” tiro da 3 in transizione di Shavon Shields, con la squadra che d’improvviso non punta più l’uomo, non crea superiorità, perde palloni su palloni e concede rapide transizioni.
E’ vero, come dice Messina quasi sempre l’Olimpia è andata avanti con qualsiasi avversario, piccolo o grande che fosse. Ma senza essere blasfemi come Maurizio Mosca, è anche vero che di solito, ad alti livelli, tra grandi squadre tutto si decide nei minuti finali.
E’ qui che gli avversari salgono di “tono” in difesa, e ragionano in attacco, andando dai loro giocatori chiave. Milano non ragiona in attacco, e spesso da palla persa concede facili contropiede vanificando la difesa.
Insomma, niente di casuale. Sperando che anche questo successo non sia casuale.


Ci siamo già dimenticati del “quintettone” che le prendeva subito da tutti?
Che ci costringeva ad affannose rincorse, spesso inutili?
Ci siamo già dimenticati di Messina obbligato a togliere Mirotic dopo pochi minuti, perché anche se a Chicago ha giocato qualche minuto da 3, erano eoni fa, oggi semplicemente non può più e non serve che lo faccia?
E allora, se non ci siamo dimenticati, come si fa a scrivere che “quasi sempre Milano è andata in vantaggio con qualsiasi avversario”, quando invece ciò è successo soltanto nelle ultime partite, quando Messina è stato obbligato dagli infortuni a giocare con quintetti normali – per esempio con Melli da 4 come ieri…
Io non lo capisco.
Capisco che oggi come oggi per alcuni di noi e per i giornali imbottiti di pubblicità Armani, battere una Virtus esausta, in una partita che per lei conta pochissimo, sia per noi motivo di allegria e trionfalismi, di perdono per la guida scellerata della squadra e della società, di assoluzione per lo scandalo del doppio ruolo, per lo scandalo del triennale carissimo a uno arrivato già rotto, e usato invece come fosse un pischello intatto di primo pelo, da storcere subito in un ruolo non più suo. Che tristezza di godimento.
Mah.
A me Dell’Orco sembra uno che ha comprato un Rolex chiaramente falso, pagandolo come uno vero, e va in giro vantandosi di avere fatto un affare.
E siccome è ricco e potente, quando passa fanno tutti sì con la testa, meccanicamente, come i Buddha dorati che ci sono in alcuni ristoranti cinesi.
Magari Dell’Orco pensa pure che siano d’oro vero, magari nei cinesi dove va lui sono davvero d’oro.
Peccato che le classifiche dello sport non siano i menu dei suoi ristoranti cinesi preferiti 😞
Ironicamente, quando si trovare’ a vendere (solo una questione di quando e non del “se”), una delle controparti di offerta ti garantisco sarà’ cinese!
Palmà ma non avevi detto che non scrivevi più??
L’avevo detto: ma poi, mentre tu eri distratto, ho detto anche che visto che Messina sarebbe stato cacciato dopo la disfatta con Bologna, mi sentivo di riprendere i miei richiestissimi pipponi.
Poi con Bologna abbiamo vinto, Messina non l’hanno cacciato, anzi l’hanno portato in trionfo, ma io ormai avevo ricominciato, che facevo, smettevo? Con tutte quelle frasi in tasca, pronte a sbordare? Con tutto quello che mi pagano?
Non ho potuto.
Pensavo che l’avrebbero cacciato, invece era un Rolex.
Commentare con facili entusiasmi la partita di ieri è un errore da principianti. La squadra è in piena e nerissima crisi, ieri salvata solamente dal fatto che la Virtus aveva giocato una partita dura qualche giorno prima.
Qui non si critica Messina per la singola partita, ma per il progetto intero pluriennale che fa acqua da tutte le parti.
Siamo di fronte ad un coach che cambia ogni anno più di metà del roster senza nessuna capacità di analisi. Stiamo parlando di un manager che da quando è arrivato non ha costruito NIENTE, il NULLA cosmico. Non ha construito un progetto, una squadra, un gruppo che possa andare avanti negli anni migliorando di anno in anno qualcosa.
Abbiamo perso per scellerate e incomprensibili scelte: JAMES, NUNNALLY, MITOGLU, PUNTER, LEDAY, GRANT, PANGOS, DAVIES, NEDOVIC, NAPIER.
Questo allenatore non ci lascia nulla
Apprezzo il commento giustamente pacato di Maggi.
Noto che Messina ha dedicato il giusto tempo alla sala stampa, rispettando una volta tanto non solo il suo dovere ma anche i diritti della professione di chi deve riferire su giornali o siti web. Ovviamente l’ha fatto solo perché, avendo vinto, era di buon umore. L’uomo (si fa per dire) è quello.
Sul campo, le solite cose. Però, nel complesso, una buona partita, almeno per tre quarti, e la netta sensazione che noi abbiamo dato tutto quello che avevamo in corpo. La Virtus più squadra ma più stanca e forse più corta di noi ha avuto poco tiro da fuori, Belinelli escluso, e questo ci ha aiutato a vincere.
Tutti i problemi di gioco e di continuità, comunque, rimangono irrisolti. Di impeccabile, ieri, solo il pubblico.