Ettore Messina risponde duramente ad una domanda in sala stampa dopo il ko con Pistoia. Il quesito è sull’assenza di chiamate timeout nel momento più delicato del terzo quarto: «Ne avevo già usati due nel corso del terzo quarto, se lei si ricordasse».
E ancora: «Basta controllarli. Se mi viene a fare una domanda, se la deve guardare prima».
Il giornalista, che segue da anni Olimpia Milano, si scusa e fa presente come nel momento più delicato siano rimasti in campo sempre gli stessi cinque. Anche qui, Ettore Messina chiude il discorso: «E’ facile parlare dopo».
In realtà secondo il play by play di LBA, e una prima rapida revisione del terzo quarto, Ettore Messina chiama in tutto tre timeout: uno a 8.04 del terzo quarto, uno a 3.23 e uno a 0.14 del quarto. Dunque, un solo timeout nel terzo quarto.
Ringraziamo chi ci ha segnalato l’anomalia nei commenti.

Simpatico. Poco da dire.
Eravamo sul +11 – io Ettore Shavon e Nicolò – navigando sereni di crociera, contro una squadra in fondo alla classifica del campionato, appena promossa, contro la quale abbiamo sempre vinto nella storia del basket italiano.
Dalla panchina emerge in quel momento un ruggito di rabbia trattenuta, una bocca schiumante si rivolge con gesti nervosi ai sottoposti, poi le urla contro l’arbitro che ci procurano un tecnico contro, per proteste contro un fallo che poteva starci da 2 tiri, come non starci.
Ma eravamo sereni, cosa mai avrebbe potuto cambiare?
Se non fosse stato così stanco, avrebbe fatto quell’errore?
Invece Ettore ormai lo conosciamo, anche bene: quando è stanco, sfinito, non riesce più a trasmettere energia positiva alla squadra, esplode in una rabbia fredda e prolungata, che fa male a tutti. Che toglie. Toglie tutto a tutti.
Non è colpa sua. È il lato oscuro del suo carattere. Come tutti, quando è stanco, sfinito, quell’ombra viene fuori senza possibilità di controllo, come succede a tutti noi.
Da quel momento, investita dalla lava velenosa che colava abbondante e tellurica, la squadra s’è beccata un 29-10 catastrofico, professionisti veterani e campioni del mondo che rifiutano tiri, tiratori del recente 3 respinti dal ferro, in panchina niente di buono, solo quella rabbia da esaustione.
Così eravamo – io Ettore Shavon e Nicolò – allibiti a fine partita, increduli per l’ennesima, inaspettata, brutta sconfitta.
Qualcuno addirittura si amputò un dito (L. Dalla), altri assistettero curiosi al dramma collettivo di un corpo straziato, trascinato sotto le mura di Pistoia dal carro di una vittoria inaspettata.
Io mi sedetti. Aggiustai il cappuccio contro il vento contrario.
Erano le 7 della tarde.
🙄
Coglie in fallo anche la grammatica italiana, direi.
Povero, era stanco. Io lo capisco.
Tra acquisti sbagliati, soldi buttati, risultati mancati, coro di critiche, dubbi che avanzano su di lui, lo stress dev’essere tremendo, viaggi e legnate, qualche vittoria solo quando gioca come suggerisce chi lo critica, e poi lo zuccherino che Armani gli fa trovare ogni mattina accanto al the, che sa di sempre meno dolce.
Beh … se metti in piazza i 35 titoli vinti allora e a maggior ragione, come diceva Velasco ” chi vince festeggia chi perde spiega” … che qui di sconfitte ce ne sono già di troppe … sesti in campionato e già a non poter sbagliare una partita in EL … suvvia ci spieghi … che due scudetti in LBA li ha vinti pure De Raffaele con Venezia e con un budget immagino nemmeno comparabile a quello che ha Messina … certo lui ha vinto la EL .. ma 20 anni addietro … forse da allora il basket è cambiato .. è cambiato il modo di relazionarsi con i giocatori ..
Pistoia basket, con tutto il rispetto, avrà un decimo del budget di Milano. Tanto di cappello per essere venuta a Milano a togliere la sedia a Messina, che si è trovato a lanciare improperi col culo per terra.
Il problema non è perdere con Pistoia in LBA, ma l’assetto mentale con cui affrontare lo Zalgiris in Eurolega, dove bisogna vincere per stabilizzare la classifica.
I 32 punti di Lò a Belgrado non cancellano la necessità di un play quanto prima, basta che poi vengano utilizzati in campo e non fatti languire in panchina.
E speriamo nel rientro di Billy Baron.
Quando vinceremo il trentunesimo titolo nessuno più si ricorderà di questa sconfitta (liberamente tratto da “Ciccio”)
C’è chi ha ricostruito la sequenza dei TO: uno a 8:04 del terzo, uno a 3:23 del quarto, l’ultimo a 0:16 del quarto…..
Chi ha sbagliato?
Dovrebbe chiedere lui scusa al giornalista, pubblicamente….Ma non lo farà mai.
Quello che urta non è tanto l’errore, ma l’arroganza costante di un perdente!
Non ci si può stupire adesso degli atteggiamenti di Messina, che fanno della arroganza e presupponenza(certo avallati da 35 tituli) la propria (sua di lui) “cifra” stilistico caratteriale
Dei 35 tituli, quelli che contano cominciano a fare la muffa, perché l’ultima Eurolega Messina l’ha vinta nel 2008. Sono passati 15 anni. Da allora il basket si è evoluto. Messina si è evoluto meno, anzi si è involuto, in panchina ricorda Clint Eastwood, l’attore dalle due sole espressioni, col cappello o senza. Messina non è propositivo, è sempre incazzato, come fa un giovane a crescere o un professionista a giocare sapendo che il Coach è sempre contro di lui, pronto a panchinarli al minimo errore.
Quanti errori ha commesso ieri il tennista Arnaldi prima di vincere il singolo e avvicinare l’Italia alla Coppa Davis. Ci fosse stato Messina in panchina, coi suoi improperi, al posto dell’empatico Volandri che mi ricorda Pozzecco, ora la coppa Davis sarebbe sull’aereo per l’Australia.
Non a caso Messina ha citato Mou e non Carlo Ancelotti, uno che si adegua ai tempi e dopo aver vinto la Decima Champions col Real, è tornato in Spagna, ne ha vinta un’altra due anni fa e i madridisti vorrebbero tenerselo invece di lasciarlo andare in Brasile alla guida della nazionale carioca.
Messina e Mou (che ha vinto l’ultima sua Champions nel 2010) sono due vecchi incazzati col mondo che pensano che tutto sia loro dovuto e quando qualcosa va storto è sempre colpa degli altri.
In Olimpia ci vorrebbe aria fresca, un Pozzecco primo allenatore, che invece (ma per fortuna per lui) ora si gode il nuovo bellissimo palazzetto dell’Asvel.
Apostrofarlo come ti pare ma non come perdente, please.
Bisogna capirlo, ormai è in bambola da tempo, a furia di scoppole. Che poi è nella sua natura essere arrogante e presuntuoso, per cui di cosa ci sorprendiamo se il personaggio si è sempre mostrato così?
Tutto questo livore contro giornalisti che fanno domande scomode (pochi), tifosi (schifosi) che criticano dimostrano la mancanza di serenità del pastore…forse ritiene anche lui di aver toppato e che dei 35 titoli passati non frega nulla?
Passi perdere una partita anche in maniera così assurda. Passi pure di sbagliare una stagione (ma a Milano sarebbe già la seconda), però per favore non faccia l’arrogante con i giornalisti che gli salvano la faccia, non insulti i tifosi, non getti la colpa addosso a giocatori che ha scelto lui. Basta, piuttosto non vada in conferenza, dica solo due cose di circostanza e fine. Non sia così ostinatamente fisso nel ruolo del poliziotto cattivo a metà tra il Sergente di Full Metal Jacket e l’Automobilista di Gioele Dix: diventa stucchevole e non più credibile. Per qualche anno ha convinto la proprietà di poter fare il dirigente e l’allenatore, ora i nodi vengono al pettine, non ci si improvvisa general manager di un’azienda. Magari lo rinnoveranno per non perdere l’allenatore ma siamo davvero di fronte a un re nudo.
L’unica domanda da fare era: “Willis-Moore 58 punti in 2. Come mai in 40 minuti non è stato capace di trovare una, e dico una, contromisura x fermarli?”. Ma ormai l’abbiamo capito, le palle x fare domande scomode non le hanno..
Esatto, invece si attaccano al numero dei time-out 😂😂
E’ quando vedo queste cose che mi fa incavolare la storiella del #insieme.
Questo modo di prendere a calci nel sedere un professionista che cerca di fare il suo mestiere, perseverando in quel clima di gelido terrore che zittisce ogni richiesta di commento, ancor prima che di spiegazione.
E i colleghi zitti zitti, il capino abbassato sul telefonino: in fondo perché rischiare l’accredito gratuito al Forum o la lavata di capo il martedì in redazione? Zitti e allineati. In fondo cos’è se non l’altra di faccia di #insieme?
C’è solo un’entità che può liberarci da questa pessima persona (non ho detto allenatore): il Forum.
Lo ha fatto in tanti altri casi. Non lo ha fatto finora per troppo rispetto.
Ma il rispetto e la pazienza non sono infiniti.
La solita reazione spiacevole, che in altri ambiti non sarebbe ammessa. Uno dei motivi per cui in NBA non aveva un futuro da head coach, indipendentemente dai 35 titoli. Troppe pressioni di gestione del personale, troppa pressione di gestione oculata dei media, pena il licenziamento immediato. Ha trovato il suo ambiente e il suo ruolo in cui può’ fare quello che vuole. Che dire, non si può’ dire che abbia sbagliato per se stesso. Caro’ parziale, queste reazioni e trattamenti in sala stampa, qualsiasi sia la domanda, anche la più’ stupida, mi irritano per assenza di professionalità. Ma forse ho la testa di un altro mondo. Chiaramente tutto e’ permesso e bisogna adattarsi.