La Visione del Guazz – Ho sempre creduto in Maodo Lo

Alessandro Maggi 12

Sarò rapido. Ho sempre creduto in Maodo Lo. Mio giocatore preferito da sempre. Dai, partita irreale. Se fa bene, io sono solo contento

Sarò rapido. Ho sempre creduto in Maodo Lo. Mio giocatore preferito da sempre. Dai, partita irreale. Se fa bene, io sono solo contento.

Perché se fa bene – e non lercio come accaduto troppo spesso fino a qua -, Milano risolve un bel problema nel ruolo. Poi resta la facilità di segnare quando vieni marcato da Teodosic, Dos Santos, Nedovic, Napier, etc.

E infatti la cosa che mi fa più piacere è che ha sbagliato molto meno dietro contro eccellenti attaccanti, pur restando un difensore modesto. 10/14 da campo, 6/7 da tre sono statistiche una tantum.

Ma una tantum qui e una tantum lì Milano ha comodamente espugnato Belgrado. Mai facile, mai banale.

12 thoughts on “La Visione del Guazz – Ho sempre creduto in Maodo Lo

  1. Maodo Lò da favola, ieri avrebbe segnato pure tirando spalle a canestro. Mentre Voigtmann fa sempre la finta ma non tira più.

    Serve comunque un play, 1) perché la squadra ha vinto con un difficilmente ripetibile 60% dall’arco o giù di lì, grazie anche all’incapacità della Stella Rossa di contestare i tiri. 2) la squadra ha faticato quando c’era da creare gioco. E Lò, che va complimentato per ieri, tornerà probabilmente alla sua media statistica, così è necessario trovare un play che faccia girare la squadra assieme al tedesco e a Flaccadori.

    Comunque tanta roba, l’Olimpia di ieri sera in quel catino infernale. Vedere il divino Teo perdere le staffe non ha prezzo.

  2. Indubbiamente una serata fantastica per Lo. Positivo che i giocatori fossero in fiducia (anche se con qualche eccezione) e comunque giocare a Belgrado non è semplice. Buona difesa nel secondo tempo della squadra .
    Percentuale da 3 irreale che ha coperto qualche palla persa di troppo e un gioco non fluido (11 assist per 93 punti ne sono la prova). Contento per la vittoria ma bisogna ancora fare tanta strada….

  3. Tatticamente abbiamo puntato e colpito a ripetizione sulla loro incapacità di marcare gli esterni sul pick&roll centrale: Maudo Lo ha potuto esibirsi nel suo passetto e tiro da 3, ma ha pasteggiato anche Bortolani, che esattamente sullo stesso schema, ha potuto tirare e segnare comodamente da solo.
    Capacità di lettura dalla panchina nostra, ma di questo non abbiamo mai dubitato.

    La prova straordinaria di Maudo Lo, la facilità conseguente con la quale ha aperto il gioco anche per i compagni, dimostrano che se questa squadra avesse un perno in regia, potrebbe mostrare la propria qualità molto meglio di quanto non faccia oggi.

    Stupisce quindi ancora di più come mai da due anni a questa parte non si sia pensato a procurarlo. Perché mi sento di escludere che non ci si sia riuscito.
    È stato proprio un errore concettuale, di pensiero prima che di realizzazione.
    L’errore davvero dilettantesco di aver pensato a Mitrou Long lo dimostra sopra ogni altra cosa.

    Così abbiamo asfaltato la Stella Rossa, più che aver espugnato il loro campo.
    Tolto Mirotic da 3, tolto dal campo, ma non dalla mente di Messina, che continua a rimettercelo appena può, ostinato come un orologio fermo che ha ragione due volte al giorno – una sola se espresso in digitale con le cifre p.m., come ormai si fa nel basket moderno – tolto Mirotic da 3, marcato Nedovic fino a farlo innervosire, il mago Teodosic non ha più potuto vedere il buco della nostra difesa dove infilare la sua bacchetta magica, e per loro in attacco è stata la notte.

    Melli monumentale, Shields decisivo, alla maniera sua, di classe impareggiabile – e per questo spesso non capito da troppi dei sostenitori di Milano (per chiamarli tifosi avrei bisogno di vedere un minimo di competenza, di amore per il gioco).
    Da una difesa solida e volitiva, agevolata anche da una manovra avversaria troppo individualista.

    Ogni altra volta che ci capiterà di perdere in stagione, ci ricorderemo della notte celeste di Maudo Lo, e torneremo a chiederci: perché c’è un cilindro, dove ci sarebbe dovuto essere un pistone?

    Adesso però conta soltanto continuare a vincere, comunque sia!

  4. Lo ieri era immancabile… Speriamo continuino così sia lui che la squadra… Qualche palla persa di troppo, ma una gran partita… Un innesto comunque al roster servirebbe… Forza Olimpia..

  5. Intanto dal settimo al quindicesimo posto ci sono nove squadre con una vittoria di differenza.
    Alla faccia di chi ci dava per spacciati.

    Poi aspettiamo Baron e vediamo se è quello di prima. Con lui in campo, ci sarà un ricorso inferiore al quintettone.

    Poi ci serve un play (con calma) che attivi i lunghi e muova la squadra quando la transizione è difficile.

    Però il time-out di ieri con i giocatore Melli in testa prendevano la parola è stato ancora più importante della vittoria.

    Quindi merito dei giocatori…e di Messina? No Messina è uno stupido incapace di cambiare…non è così?

  6. La prova irreale di Lo (ma anche gli altri esterni segnavano ogni volta che alzavano la mano) ha coperto, per una sera, le nostre ormai abituali carenze di gioco.
    Lì abbiamo tenuti in vita per più di metà partita semplicemente a causa delle palle perse, alcune delle quali degne delle serie minori.
    Il benedetto giorno in cui avremo un play, faremo il salto di qualità.

    1. Che manchi un play di qualità è indubbio come lo è anche il fatto che che un salto di qualità lo abbiamo fatto e non solo per le percentuali al tiro.

      L’ultima partita in casa la stella rossa prima di Milano ha battuto il fener di 30 punti tenendoli a 56 punti.

  7. Comunque al di là dell’exploit di Lo e delle percentuali da 3, quello che mi piace sottolineare è il fatto di aver tenuto la stella rossa a quota 71, la reazione quando c’è stato il mini-parziale loro, ed infine l’atteggiamento dell’ ultimo quarto

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