Olimpia Milano post Trieste, ovvero la convalescenza prosegue in casa biancorossa. Avversario non semplice, di difficile lettura dopo il movimento di mercato in settimana, vittoria ben amministrata nella ripresa.
Il dato positivo sono i 24 punti concessi nella ripresa, la brutta i 65 segnati, nessuno negli ultimi due minuti di gioco. Squadra serena senza la palla in mano, ma sull’altro lato del campo si sono viste le solite insicurezze.
Uno Shabazz Napier, in quel finale in campo con Devon Hall, può essere cura, non antidoto. Il percorso è lungo e irto di pericoli, perché intanto in EuroLeague non si può più sbagliare (nel vero senso della parola) e il campionato pone il primo reale esame tra qualche giorno a Torino.
Intanto Ettore Messina si congratula con Pippo Ricci, ruota nove giocatori, boccia ancora Naz Mitrou-Long e chiede 59’ alla coppia Napier-Hall. Tanti, per quanto figli di un processo proteso alla terza stella.
Quindi, una dichiarazione del coach biancorosso: «Per tutte le squadre di EuroLeague è sempre più come avviene nella NBA: devi essere in grado di adattarti ad andare in campo senza tante ripetizioni. Qualcuno non ci riesce e si vede. Non può che essere così».

Tanti i minuti della coppia Napier/Hall, ma con un Mitrou Long in chiara difficoltà (e Baldasso semrpe out per infortunio) è stato inevitabile. La partita era da vincere, ed il prossimo impegno è venerdì quindi c’è tutto il tempo per recuperare.
Piuttosto mi è sembrato di vedere alcuni segnali di ripresa da parte di Datome, bene così.
Con un play in grado di costruire gioco, e con il rientro di Shields, capace anche di creare vantaggi da transizioni e contropiedi con superiorità numeriche, vedo bene l’ integrazione di Cabarrot, che tolto di dosso il ruolo da 3 and D non adatto alle sue caratteristiche, ed evitando di metterlo in un angolo ad aspettare gli scarichi, potrebbe essere un’ arma letale con le sue doti atletiche in grado di cercare e trovare vantaggi diretti.
Detto ciò, inabissatosi l’ obiettivo EL, sicuramente non è ancora tempo di bilanci, e quindi fanno bene tutti gli esperimenti, ma è anche vero che bisognerebbe buttare le fondamenta per la prossima EL, capire chi e cosa fa bene per tentare di centrare l’ obbiettivo massimo, mettendo in discussione qualsiasi certezza che probabilmente certezza non è, visto i risultati di questi discussi o indiscussi tre anni Messiniani post-covid…