Le parole di Ettore Messina e lo sfogo di Repesa nel 2016: due rette parallele o storie diverse?

Alessandro Maggi 7

Le dure parole di Ettore Messina dopo il ko con Trento: proviamo a tracciare un parallelo con un altro episodio del 2016, protagonista Repesa

Le dure parole di Ettore Messina dopo il ko con Trento sono state tema portante anche della puntata di lunedì sera di Radio RealOlimpia. Un ascoltatore ha provato a tracciare un parallelo con un altro episodio del 2016, protagonista Jasmin Repesa. A Torino.

Il parere di Radio RealOlimpia

Le dure parole di Ettore Messina paragonabili allo sfogo di Jasmin Repesa nel 2016? E’ un parallelo tracciato da un ascoltatore di Radio RealOlimpia nella puntata del 19 dicembre.

Questa la risposta di Fabio Cavagnera: «Erano momenti diversi. Allora fu davvero sorprendente, non tanto perchè dopo una vittoria, ma perchè la squadra stava andando tutto sommato bene. Fu uno sfogo che nessuno davvero si aspettava. E fu abbastanza pesante nella parte finale, quando disse che i giocatori avrebbero dovuto chiedersi come mai fossero stati lasciati a Milano dalle squadre di primissima fascia in Europa. Fu molto pesante».

«Anche questa è stata pesante, ma va letta nel “messinese”. Il riferimento è alla singola partita, visto che fino a ieri aveva sempre difeso la squadra nonostante la striscia negativa. Uno sfogo, anche questo, che non mi aspettavo, ma l’altro era impossibile da immaginare. Non era una squadra che avesse le caratteristiche per vincere 60-58».

Repesa e Messina a confronto

Allora l’Olimpia Milano conobbe dieci ko in fila in EuroLeague, oggi si è appena chiusa una serie da nove. Quella nacque a Belgrado, questa è terminata nella capitale serba.

Ma torniamo ai fatti, e analizziamo rapidamente i due “sfoghi”. Partiamo da Jasmin Repesa.

Questa una prima trascrizione: «Ho allenato in Italia per 11 anni e le mie squadre si sono sempre distinte per la difesa, la mia impronta. Questa no, qui manca l’orgoglio, non c’è personalità. Ho il massimo rispetto per Torino, che ha talento e soprattutto in casa è molto pericolosa, ma se avessimo difeso non avrebbe superato i 70 punti. Dovevo intervenire prima, già contro l’Olympiakos e il Real Madrid avevo visto cose che non mi erano piaciute. Di quest’ultimo periodo salvo solo i primi 18’ della trasferta a Bamberg. E basta».

«Non faccio nomi, giudicate voi. Da domani (oggi, ndr) faremo allenamenti doppi e se non piegheranno le gambe andranno fuori. Poi penserò ad altri provvedimenti. Sono in tanti a rischiare. È una vergogna!».

«Giocare a Milano è un grande privilegio, i loro ingaggi sono importanti, se non stanno bene qui possono trovarsi già domani un’altra squadra, anche se non credo che abbiamo delle richieste. Nel mercato estivo molte squadre europee avevano scelto prima di noi, ma nessuna li aveva scelti».

«Il risultato è l’unica cosa che salvo, per il resto mi sento ferito come persona e straferito come allenatore. La mia filosofia di vita è completamente diversa, non mi riconosco in questa squadra».

Così invece Ettore Messina a Trento.

E anche qui, ecco la trascrizione: «Trento ha meritato, al di là del punteggio, nettamente di vincere. Noi siamo venuti a giocare e non possiamo pensare di vincere a Trento, giocando un quarto o poco più. Siamo stati poco umili e molto poco professionali. Questo mi dispiace enormemente e ci lavoreremo».

«Ad inizio partita ci siamo sparati 17 tiri da 3 e 12 da due, senza pazienza. Tutto quello che, invece, Trento ha fatto bene. Abbiamo perso 9 palloni, che hanno aperto il loro contropiede e portato a dei punti. Difficile trovare una spiegazione ed una giustificazione. È un pezzo che giochiamo due partite alla settimana. Se non sei capace di giocare anche la domenica, dopo aver giocato due partite, devi fare qualche altra cosa. Molto semplice».

Conclusioni

Nel 2019 Jasmin Repesa tornò su quel giorno: «Quattro trofei non si dimenticano. E’ ovvio che nella seconda stagione mi aspettassi di più io, come il club. Tutti datano la fine del mio rapporto dopo lo sfogo nel post-gara di Torino (partita vinta, ndr). Pochi giorni prima si era perso al Pireo una gara già vinta (Milano mai avanti, credibile che il riferimento sia al ko di Bamberg all’overtime, ndr). Volli richiamare la squadra ad una maggiore attenzione nell’atteggiamento difensivo».

«Iniziò un periodo molto difficile. Fummo bersagliati dagli infortuni: Dragic, Macvan, Sanders, Simon, saltarono tante partite. Poi ci fu il caso Gentile. Un massacro».

La gara con Torino si giocò il 6 novembre. Il giorno successivo, Livio Proli parlò così alla Gazzetta dello Sport: «Lo comprendo. Il coach si aspetta un altro tipo di approccio e intensità difensiva perché è ciò che predica quotidianamente. Il nostro gruppo però è formato da giocatori validi e seri. Sono certo che si impegneranno per raggiungere gli standard richiesti a cominciare dal doppio allenamento di oggi. Non ci sono processi in atto o strascichi negativi da cavalcare. Lo sfogo è stato fatto anche alla squadra guardandola in faccia un richiamo duro in cui si chiede un cambio di passo. Concetti assolutamente condivisibili».

L’Olimpia visse le quattro gare seguenti a Torino, cadendo solo nel finale con Venezia. Il disastro in Europa iniziò 11 giorni dopo. Prima, il 15 a Vitoria, scoppiò il caso Gentile. Un calcio ad un cestino a fine primo tempo, il 5 dicembre l’addio al biancorosso.

Ovviamente, in casa Olimpia Milano tutti sperano che le parole di Ettore Messina sortiscano effetti totalmente differenti.

7 thoughts on “Le parole di Ettore Messina e lo sfogo di Repesa nel 2016: due rette parallele o storie diverse?

    1. i giocatori non si devono adattare, l’allenatore deve creare il gioco in base al materiale che ha, hines e davies vanno serviti in movimento come faceva il chacho e non a difesa schierata, ragionando come sopra si buttano via annate.

      1. Orlandoilrosso, penso che debba essere una via di mezzo, tra le esigenze dell’allenatore e i ruoli dei giocatori. Perché se Hall si è costruito una carriera in un certo modo e Baron è un cecchino certificato e li fai giocare da playmaker e il loro rendimento nel ruolo in cui si sono affermarti va a picco e da play sono penosi e nello stesso tempo avresti un playmaker (Baldasso) e lo tieni in panchina, se sei Messina ed hai l’intelligenza cestistica di Messina che nessuno contesta dato il palmares, qualche domanda te la fai.

        E Melli tiratore da tre che li sbaglia tutti che c’azzecca? Melli non è mai stato un tiratore dall’arco, Qualche tiro obbligato se lo prende e qualcuno ne realizza, ma ecco che se a Baron e Hall (che nel tiro da tre hanno buone %) fai fare il playmaker ecco che a trovarsi l’assist si trova Melli che puntualmente la sbaglia, e la sbaglia perché oltre a fare il tiratore dall’arco gli tocca anche difendere e prendere i rimbalzi perché Davies non è un centro ma un’ala grande, mitica ma un’ala grande che i rimbalzi non li prende.

        Scusa la tirata ma Messina, di cui sono accanito sostenitore dal suo arrivo e non vorrei mai che se ne andasse perché mi sentirei perduto, non può pensare di avere l’onnipotenza di cancellare i ruoli, di giocare senza play e senza centri, perché purtroppo i risultati si vedono. Hai Baldasso play, che qualche assist lo fa e qualche tripla la mette e ha dimostrato faccia tosta sia in squadra che in nazionale? Capperi, allora schieralo e se non ti va bene vendilo. Ma è sempre l’unico play che abbiamo. Può essere che giocando sempre cresca e metta in ritmo sia Hall che Baron.

        Questo per dire che ok il Coach decide ma se snatura tutti i giocatori solo perché lui è Messina e gli altri non sono un cazzo (Cit. marchese del grillo) c’è caso che suddetti giocatori, pur mettendoci tutta la reverenza e il rispetto verso Messina (molti sono arrivati in Olimpia proprio per essere allenati da lui) e tutta la buona volontà, producano trenta quando nel loro ruolo produrrebbero 100.

    2. Cosa è, la barzelletta dell’anno o il culmine del delirio dell’allenatore padrone? Ti ricordo che sono i giocatori che scendono in campo ed è per vedere loro che il pubblico paga il biglietto o l’abbonamento.

  1. Anche allora caterve di infortuni.Come qs anno e l’anno scorso….Denominatore comune lo stesso preparatore fisico….

  2. Pangos e Shields hanno subito infortuni traumatici, non credo sia colpa del preparatore.

Comments are closed.

Next Post

Renato Villalta: Ettore Messina negli anni è cambiato, in meglio

Renato Villalta, ex leader e presidente della Virtus Bologna, è stato ospite di Jack Bonora a Sport Club. Ecco alcune sue dichiarazioni
Renato Villalta Messina Ricci

Iscriviti