Olimpia Milano post Brescia | Rimonta e percentuali figlie del gioco

Olimpia Milano post Brescia che parte in primo luogo da un giudizio estetico: il colpo d’occhio è stato superiore alla qualità del gioco

Olimpia Milano post Brescia che parte in primo luogo da un giudizio estetico: il colpo d’occhio, tra campo da gioco (il Cesare Rubini court) e canotte, è stato superiore alla qualità del gioco. E questa non vuole essere assolutamente una critica, anzi.

Il finale di gara

Da 47-58 a 58-58 in meno di 3’. Nel momento più negativo la squadra di Ettore Messina si è ricompattata, e la produzione offensiva è stata in primo luogo figlia di gioco, scelte e circolazione di palla. 

Hanno partecipato tutti, non solo Voigtmann, Melli e Pangos, ma anche Baron e Tonut, abili nell’avviare i giochi e trovare sempre il compagno più libero, con pazienza.

Da qui, dal gioco e dal talento, nasce quel 6/9 da 3 (ma ad un certo punto è 6/7 sul 7/18 complessivo) che gira la partita.

Kevin Pangos

15’ in campo con 9 punti, 2/3 da 3 e 4 assist. Ettore Messina ne centellina le forze poi lo lascia tanto in campo nel finale, anche perchè dopo Naz Mitrou-Long la squadra perde Tommaso Baldasso nei primi minuti di gioco.

La regia non può ovviamente passare solo per Devon Hall, che da guardia innalza decisamente il suo rendimento e la sua iniziativa, ma KP si nutre delle emozioni e delle rivalità della partita, lanciando una serie di messaggi vocali a Troy Caupain.

E’ in quei minuti che si intravede l’Olimpia che sarà: sfrontata, aggressiva, capace di produrre tanto in pochi minuti, travolgendo l’avversario come un uragano. 

Il valore del successo

«Grazie dalla squadra e da tutti quelli che fanno parte dell’Olimpia, avremmo voluto festeggiare in un altro modo oggi. Non siamo ancora pronti, ma l’impegno ed il carattere non mancheranno mai per tutta la stagione» il messaggio di Ettore Messina nel pregara aveva preparato il pubblico.

Sino al -11 di fine terzo quarto si vede una squadra simile a quella di Supercoppa, pesante, poco ispirata, terrificante al tiro. Conta Eurobasket, gli infortuni, forse una preparazione pianificata diversamente rispetto ai due anni.

Poi escono «impegno e carattere», e l’orgoglio di chi non vuole essere preso a pallate davanti al suo pubblico. Una squadra ad immagine e somiglianza di Ettore Messina, che ha in Nicolò Melli la sua massima espressione in campo. 

Un bel segnale.

12 thoughts on “Olimpia Milano post Brescia | Rimonta e percentuali figlie del gioco

  1. Penso che ci vorrà del tempo prima di poter esprimere un giudizio completo sulla squadra … nuovi arrivi… assenze .. infortuni .. preparazioni diverse .. ma quanto visto ieri contro una squadra in salute fa ben sperare … non dimentichiamoci che ieri aggiungendo un play ai 4 assenti mettevi in piedi un quintetto mica male … e che avere o non avere Shields fa la differenza sui due lati del campo ..

  2. Penso almeno un paio di mesi siano da attendere prima di poter capire realmente cosa sia questa Olimpia.
    Ed io sono pronto ad attendere, con pazienza.
    La voglia di vincere la partita di ieri, però, è un gran bel segnale.
    Giovedì in Francia sarebbe sulla carta una partita “da vincere”, in realtà mi aspetto una probabile sconfitta perchè appunto siamo a cantiere appena iniziato.

  3. Anche a me la partita di ieri è sembrata un gran bel segnale: di una squadra che in LBA può reggere il campo anche senza due delle sue stelle, contro una squadra che penso sarà nella parte alta della classifica finale.
    Quando invece alla fine di stelle ne è mancata una sola – perché Pangos del primo tempo era soltanto un caso di omonimia – Milano è diventata travolgente.

    La squadra è solida ed efficace, anche quando gioca male ed è pasticciona, come nel primo tempo, segno appunto che l’impianto è buono.
    Il finale emozionante è figlio soltanto di ulteriori pasticci, che di certo non si vedranno più, perché ci sta che a inizio campionato sopra di 6 a 16 secondi dalla fine, avessero considerato chiusa la partita e si siano rilassati – incluso Messina per sua stessa onestissima ammissione in sala stampa, con l’errore di non aver chiamato il time out per avanzare la palla.

    (A proposito la sala stampa in streaming sul sito dell’Olimpia di quest’anno, è una novità, come pare a me, o c’è sempre stata e io non me n’ero mai accorto? Qualcuno lo sa?).

    Criticità?
    Al momento ne vedo una sola e sta tutta in un numero: Baron zero tiri da 3.
    Avevo già segnalato che sarebbe potuto essere un problema, ora mi pare confermato. Forse non era Baron ad avere le mani fredde, e aver sbagliato tanti tiri da 3 in super coppa, ma è proprio questo impianto di squadra che non riesce a sfruttare gli specialisti di quel tiro, di cui continua a dotarsi.
    Baron per fortuna sa fare anche tante altre cose, quindi la criticità del suo impiego si nota meno, ma 27 minuti in campo senza un tiro da 3 per lo specialista, sono un difetto dell’impianto, secondo me – e mettono sotto una luce più corretta, secondo me, le sue scarse percentuali del momento in quel tipo di tiro.

    Baldasso purtroppo s’è fatto male, quindi anche Baron ha dovuto inventarsi portatore di palla, insieme e in alternanza con Hall.
    Baldasso s’era fatto male e la scelta era obbligata, ma io non ho visto molta differenza rispetto a quelli che sono stati i quintetti normali finora, ovviamente sempre senza Pangos. Cioè giochiamo così anche quando c’è Mitrou.
    Insomma mi pare che l’esperimento e l’esperienza di play making condiviso, fluido e non convenzionale, continui con una serie di guardie.
    E non potrebbe essere altrimenti.
    E che sia una scelta obbligata a questo punto, perché è evidente da quello che si vede in campo che anche Messina non considera Mitrou un vero play, anche se in conferenza stampa continua a chiamarlo tale.
    (Quando c’è Pangos nessuno si avvicina nemmeno a portar palla, neanche Hall!…).

    Del resto nel quarto quarto, con Pangos in campo, abbiamo visto chiaramente cosa sia un vero play, e cosa succede quando la squadra può giocare con lui in campo.
    Non serve dire altro.
    Mitrou sarà una fortissima guardia, che ci compenserà del sacrificio che dobbiamo fare per impiegare Hall da play.
    Perché ieri contro Brescia il valore di Hall da guardia s’è visto con splendente chiarezza, direi.

    Mentre il campo circondato dalla fascia rossa è bellissimo, per rispondere alla tua sollecitazione, la maglia lo è molto meno per me – anche se capisco che dovevano farla rigorosamente a tinta unita per lasciare campeggiare gli sponsor che si prendono tutta la possibile fantasia di un’elaborazione della divisa come sarebbe possibile in casa Armani, e dico Armani, appunto.
    Del resto i buoni giocatori se si vogliono bisogna pagarli, e agli sponsor quindi bisogna dare, appunto, visibilità.
    Niente da dire, anche se la divisa non mi piace.

  4. Squadra ancora imballata per più motivi. Serve tempo ed il tempo c’è. Del resto sarebbe preoccupante essere già in forma e pimpanti ora.
    Ricordiamoci sempre Efes negli ultimi 2 anni: dei morti all’inizio della stagione per vincere 2 anni di fila l’Eurolega.

    Faccio un commento su Hall: giocatore fondamentale che ha dato e darà sempre di più e sempre in silenzio.

    Temo invece che quest’anno Alviti non vedrà mai il campo e anche Ricci avrà molte difficoltà ad avere un minutaggio sensato. Certo serviranno per gli allenamenti.

    Resto scettico su Tonut; il ragazzo si impegna ma il controbuto reale è modesto e l’abbiamo visto anche in nazionale quando sono presenti “quelli buoni”. Purtoppo dovrebbe giocare 3 ma non è un tiratore.
    Spero riesca a ricavarsi spazio e che sappia prendersi responsabilità.

    Le mie considerazioni mi accorgo portano in una direzione, ma spero non sia così: tolto Melli il contributo degli italiani sarà modesto.

  5. La vittoria di ieri serve tantissimo solamente per la fiducia che comunque trasmette a tutto il gruppo squadra. Si è tirato davvero male da 3, come in Supercoppa alla quale si era arrivati stanchi e rattoppati dopo il torneo amichevole di Atene. Nel quarto quarto si è giocato da Olimpia anche in attacco e si è visto quante potenzialità ci siano quest’ anno. Con squadre dal livello mediocre come Brescia si può anche vivacchiare, ma in EL, dove il livello non è quello della LBA, certi parziali come il terzo di ieri, rischi seriamente di compromettere la gara.

    1. Contro Brescia l’Olimpia ha tirato col 38,9% da 3.
      Una statistica non molto lontana dal 41,3% complessivo della scorsa stagione.
      Non si può dire quindi che abbia tirato male.

      1. La percentuale da 3 è stata “aggiustata” nel quarto periodo con le tre triple consecutive, altrimenti non sarebbe stata neanche sopra il 30.

  6. Infatti di solito le triple del quarto periodo non contano ai fini statistici.
    Tutti sanno che le triple del quarto periodo non servono per vincere ma solo per “aggiustare” le medie.

    1. @Iellini: non arrivare a conclusioni scontate! 🙂
      Il quarto periodo non conta mai. Anzi….

  7. Brescia, se continua così, avrà modo di dire la sua nei play off nazionali. Gioca un buon basket 🏀 e deve solo nel reparto lunghi acquisire un po’ di mestiere, essere meno ingenua, crescere, contro non avrà sempre Devis.

  8. Nel basket da sempre in lba come in eurolega i parziali si prendono e si danno. Funziona così. Aris Salonicco docet

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