Olimpia Milano, è una Maledetta Primavera. Vince Treviso, poco importa, ma si fermano Daniels e Biligha

Alessandro Maggi

80-74 il finale, la classifica non cambia: Milano è già seconda

Come rendere dannoso anche il futile. La maledetta primavera dell’Olimpia Milano miete ancora vittime, e mentre Treviso tiene accesa la sua speranza playoff in una gara che interessa solo a lei, la squadra di Ettore Messina vede uscire zoppicanti dal campo Troy Daniels e Paul Biligha.

Toccato il fondo in gara-2 con l’Efes, i biancorossi continuano a scavare, nella speranza che l’acciacco non lasci ancora una volta spazio all’infortunio vero e proprio: sul campo, Treviso scappa con un parziale di 13-0 tra terzo e quarto quarto.

80-74 il finale, la classifica non cambia: Milano è già seconda.

La partita

Ettore Messina rinuncia da copione a Shields e Hines, dentro Trey Kell dopo quasi tre mesi per una gara a ritmo basso, con ampia rotazione a 11 uomini.

Padroni di casa che partono 5-0, sparatoria tra Giordano Bortolani e Gigi Datome a seguire, quindi il sorpasso biancorosso con Ricci e Hall in chiusura di prima frazione.

Impennata prima di un botta e risposta più balbettante, perchè Treviso in fondo ha vissuto un 2022 orribile, ed è senza Sokolowski e Imbrò. Tocca allora a Chillo, 5/5 da 3 a metà terzo quarto, mentre Milano è 3/10 da 3 ma con un Kaleb Tarczewski che conferma le ottime sensazioni di questo finale di stagione. 

Nel disagio costante di questa deprimente primavera, ci si mette la caviglia di Troy Daniels a rendere il cielo così nero dal far sognare un nuovo lockdown.

La guardia USA lascia il campo zoppicante dopo una lotta a rimbalzo quando Treviso scappa a +5, Jerian Grant si sente Duncan MacLeod (per i più giovani, il motto era “ne resterà solo uno”) colpendo in contropiede e offrendo a Tommy Baldasso la tripla del 50-52 prima del controsorpasso di Bortolani sulla sirena del terzo quarto.

E’ l’inizio di un parziale di 13-0 che manda Treviso sul 66-55 decidendo la partita mentre anche Paul Biligha lascia il campo zoppicante lasciando Ettore Messina senza parole.

Hall lo rompe a 6.39, ma quando Bortolani segna fuori equilibrio frontalmente (70-58) dopo una bestiata di Jones sotto canestro allora il concetto è chiaro, netto e ribadito (13/28 da 3 nel frangente): meglio tornare a casa, ed evitare di perdere altri pezzi per strada (anche se Alviti perde palla sul -6 a 100’’ dalla sirena).

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