Olimpia Milano post Sassari | Mancano lucidità e un fischio. Delaney capro espiatorio

Olimpia Milano post Sassari che parla di una bella reazione gettata alle ortiche da un finale senza lucidità

Olimpia Milano post Sassari che parla di una bella reazione gettata alle ortiche da un finale senza lucidità. Anche se c’era un netto tecnico di Diop sulla rimessa milanese del 90-90.

La partita

Simile a quella con l’Efes, con tutte le differenze di talento del caso. La Dinamo, merito suo, viaggia a lungo sopra ritmo. Producendo una buona circolazione di palla, sfruttando una difesa “permissiva” milanese, e raccogliendo anche qualche canestro fortunato.

L’Olimpia barcolla, quando cade a -15, ma non molla. E parlarne nell’intervallo fa bene, anzi benissimo. La reazione è rapida, visto che il disavanzo in 5’ scende sotto la doppia cifra, e il terzo quarto dice 30-19. 

Momento chiave: a 4.59 Shields mette la tripla dell’85-87. Qui arriva la persa di Delaney, di Hines e dello stesso Shields. Tre possessi in fila quando i biancorossi mettono la testa avanti. Letale.

Tre palle perse in tre possessi in fila per chi ne ha avute 7 in tutto il match. Attenzione. Questo è un tema che ritorna. Pensate alle gare con il Panathinaikos, con il Real, e anche con Brescia. A quei finali.

Manca lucidità nei possessi chiave, manca il giocatore sicuro cui affidarsi in quei momenti. In questo momento Malcolm Delaney e Sergio Rodriguez devono alzare il rendimento, perché non riescono ad essere quel tipo di giocatore. Lo hanno fatto in passato.

Il finale

Analizziamolo. Rimessa di Hines che si ritrova davanti le lunghe leve di Diop. Il centro di Bucchi è aggressivo, un po’ troppo visto che resta a lungo con il piede sulla riga laterale. 

Come sottolinea Mario Castelli di Discovery+, è fallo tecnico, non ravvisato dall’arbitro Nicolini.

Quindi riceve Hall, palla fuori per Delaney, che resta accoppiato con David Logan, non il miglior difensore su piazza. Il Foe si isola, resta fermo a lungo, poi non trova alcun vantaggio e sparacchia senza speranze. 

Rimbalzo a Robinson. Milano resta alcuni istanti a guardare in transizione difensiva, Bendzius sfila lasciando attardato Hall che non sa più se accorciare o attendere, il play di Bucchi va verso Ricci e arriva in posizione di appoggio. 

E’ mancata tanta lucidità, ancora, anche e soprattutto qui.

Malcolm Delaney

Lo abbiamo scritto ieri: ha ereditato da Mike James e Alessandro Gentile il testimone del “capro espiatorio” di ogni peccato. Come i suoi predecessori, ha precise responsabilità, ma anche esagerate accuse.

Ieri ha trovato i 7 punti in fila della speranza nel terzo quarto e il canestro del 90-90. Poi ha sbagliato la scelta, e l’ha sbagliata nettamente. Se non si ha il passo per battere Logan, 40 primavere, non si può neanche lontanamente pensare di pretendere l’ultimo isolamento. 

9 thoughts on “Olimpia Milano post Sassari | Mancano lucidità e un fischio. Delaney capro espiatorio

  1. Siamo in un momento di chiara difficoltà, come lo è anche il Real per esempio, come lo sono altre squadre. ma se quello che conta è essere al meglio per i playoff (è dallo scorso anno che la si mena con questa storia), allora ben venga l’attuale momento di appannamento per poter poi avere un miglioramente più avanti. Le parole di Poz ieri post-partita sono significative in tal senso, “tra poco avremo i playoff e ci stiamo preparando al meglio”, e tanto mi basta.

    Quello che mi preoccupa, semmai, sono le assenze che purtroppo si stanno assommando: a Mito si aggiunge infatti quasi sicuramente Datome … speriamo di aver terminato qui…

  2. D’accordo sull’appannamento, ma il problema grosso sono le assenze e gli infortuni. Mitouglu tradisce, Nick un mistero, Datome che si fa male subito e sembra qualcosa di preoccupante. Dovevano essere tre tasselli importanti sul finale di stagione, e due su tre hanno innalzato la fisicità della squadra.

    La sconfitta di Sassari non importa, c’è solo da sperare che Nick e Gigi si riprendano.

    Per Nick sparo un’eresia ma l’unica cosa su cui lo staff ha sempre taciuto per privacy è la positività da covid. In caso d’infortunio di solito c’è un comunicato ufficiale, tipo quello che leggeremo a proposito di Datome entro un paio di giorni.

  3. Credo che fino al 19 aprile sia difficile capire se questa è solo una fase di stanca della stagione, o invece è qualcosa di più serio.
    Credo che la vicenda Mitoglou un minimo abbia influito sul morale della squadra.
    Sul morale di certo, e in più adesso manca un cambio di Melli. Anzi, IL CAMBIO di Melli. Fisicamente un disastro per la squadra. Messina voleva vincere, certo, ed è andato a Sassari con i migliori. Di stranieri ne poteva schierare 6, tra scelte tecniche e mediche ha portato i 6 che gli davano maggiori garanzie. Ma è anche un dato di fatto che in settimana l’Olimpia abbia giocato due volte in Eurolega, e che oggi si sia ritrovata senza i due migliori italiani. Non esisterà mai la controprova, ma con Melli e Datome io credo che le cose sarebbero potute andare diversamente.
    Poi bisogna anche sottolineare i meriti di Sassari, quando trovano una giornata di tiro come ieri pomeriggio (19 canestri da 3 punti tirando con percentuali incredibili sopra il 50%) diventano difficili da fermare.

    1. A fine primo tempo, Sassari, ha tirato con il 75% da tre, ( lunare ) canestro di Bilan, compreso. Comunque, nonostante l’ assenza di Rodriguez, Datome e Melli, la partita era stata rimessa in piedi….

    2. Più che il cambio di Melli, manca Melli, che è insostituibile, magari non ha % realizzative da favola, ma sui rimbalzi e in difesa e nella gestione della gara è il collante, è dappertutto, è normale che quando non c’è lui la squadra sia meno tranquilla. Se poi togli Mitoglou, un 207 bravissimo il cui doping è stato un colpo al cuore per il sottoscritto, figuriamoci per il coach e i compagni di squadra, ecco che la partita con Sassari era a serio rischio sconfitta. A questo punto, con l’Olimpia sull’orlo del precipizio, togli Datome per fare un passo avanti, aggiungi Miro Bilan dal mercato di guerra, poi prendi Logan che ha 40 anni ti spara 8 triple e i ragazzi sardi che segnano in modi marziani, vedi il tiro del suddetto Bilan alla cazzo dall’angolino, che 99 volte su 100 va fuori, e si capisce come non sia giornata. Epperò, nonostante 19 triple subite, alla fine della fiera eravamo lì a giocarcerla punto a punto, e su 10 ripetizioni della gara, Sassari ne avrebbe vinte un paio, perché 19 triple le fai una volta.

  4. Milano non lo chiederà perché è squadra di signori ma la “svista” arbitrale sul 90 pari meriterebbe un ricorso per ri-disputare l’incontro.

  5. La forza di Milano è la squadra, almeno lo è stato sino ad ora benché, in realtà, ciò dipenda più dall’idea messiniana e dal valore individuale dei singoli giocatori piuttosto che da una chimica pazzesca (per così dire naturale sul piano tecnico e spontanea sul piano umano). In sintesi: organizzazione, che rende maggiori utili in difesa dove non è richiesto talento.

  6. Iniziamo col dire che nessuno ha puntato la pistola alle tempie del Pobo: Malcom Delaney resta per me il più grosso mistero messiniano proprio perché rappresenta uno dei giocatori principali dell’organigramma che ha disegnato l’anno scorso e su cui continua ad insistere benché molto spesso debba rifugiarsi nei momenti chiave e nei finali al solito Rodriguez, imprescindibile. La struttura milanese ha queste architravi: Rodriguez, Hall, Shields, Melli, Hines. Questo è il quintetto serio e migliore. Delaney resta invece il solito terno al lotto, su cui possono confidare gli avversari. Ciò posto, senza Mitoglu e Datome, la scelta più probabile cadrà su Bentil tra gli stranieri e su Ricci, Alviti, Baldasso e Biligha tra gli italiani; in alternativa a Delaney c’è Grant mentre in alternativa a Bentil c’è l’altro mistero messiniano ovvero Tarcewski.
    Sul momento di forma non mi fascerei la testa. l’anno scorso ci fu un calo simile tra la coppa italia e l’inizio della serie con il Bayern.
    E’ più preoccupante la potenziale perdita di Datome in ottica campionato. Dopo aver perso Moraschini, perdere anche Datome vorrebbe dire puntare e sperare definitivamente su Alviti. Giocatore che può fare bene ma che al momento non può sostituire il valoro di Gigi.

  7. Abbiamo perso una partita che potevamo vincere ci sono 1000 giustificazioni. MIR non mi sembra il caso di istruire un processo. Siamo dove volevamo essere il problema sono le assenze dell’ultima ora . Gravi pesanti ma rimediabili.suvvia

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