Olimpia Milano post Panathinaikos | Ai piedi di Kyle Hines. Mai così centrale come con Messina

Olimpia Milano post Panathinaikos che racconta di una paura finale, ma anche di un successo che certifica il secondo playoff in due anni

Olimpia Milano post Panathinaikos che racconta di una paura finale senza grandi giustificazioni, ma anche di un successo che certifica il secondo playoff in due anni. Se poi EuroLeague, dopo aver comunicato una cosa, ne farà un’altra modificando la formulazione delle classifiche post Russia, ce ne faremo una ragione.

La partita

Nel complesso godibile, ma a differenza di quelle precedenti senza la dovuta lucidità di gestione negli atti culminanti. Il pensiero vola al Chacho, che perde concentrazione e pazienza sulla rimessa, quindi si fa soffiare il pallone sotto canestro a 28” dalla sirena, quindi decide di fare tutto da solo sul possesso decisivo.

Parliamo di una gara che a 2.40 dice 64-73, con un avversario dal talento offensivo limitato senza il regista Jovic e il capitano Ioannis Papapetrou.

Ettore Messina, tuttavia, questa volta guarda il bicchiere mezzo pieno. Ovvero l’aver saputo reagire all’aggressività greca dei primi minuti chiudendo con un parziale il primo tempo. Quindi, aver costruito un vantaggio rassicurante (quasi) nel terzo quarto.

E forse, il suo pensiero va soprattutto alla prestazione di Malcolm Delaney. La squadra la conduce a lungo lui, con profitto e leadership. E’ quel che l’anno scorso, di questi tempi, stava mancando. La vera differenza tra il passato e il presente.

Nemanja Nedovic

19 punti, 3/10 da 3 ma anche 4 rimbalzi e 5 assist. Di fatto mette la bomba che riapre la gara e ruba il pallone del pareggio.

Nei due anni a Milano ha avuto sfortuna. Ne ha rimediato gli insulti di parte della tifoseria come se gli acciacchi fossero una sua scelta deliberata, quindi gli strali social per un sorriso in panchina in un successo della passata stagione.

Per noi resterà un’occasione perduta e un giocatore rotondo. Che mostrò i muscoli a Gianmarco Pozzecco. Chissà, magari si è ripetuto ieri sera…

Kyle Hines

Basso. Poco da dire. Basso. Ieri porta il blocco per abbinare il gigantesco Papagiannis al Chacho, quindi prende posizione sotto canestro e risolve il match.

Quando Milano sbaglia, e ieri ha sbagliato tanto, c’è sempre Sir Hines a risolvere tutto. Un filo parallelo con quella gara-5 contro il Bayern, anche quella complicata da uno sciagurato finale.

E’ il valore di un fuoriclasse, che a Milano sta vivendo una seconda giovinezza. Le trattative per il rinnovo sono in corso. Perchè Kyle ha vinto con Ivkovic, Bartzokas e Itoudis. Ma con Messina ha una centralità ancora superiore. Per questo ha scelto l’Olimpia.

12 thoughts on “Olimpia Milano post Panathinaikos | Ai piedi di Kyle Hines. Mai così centrale come con Messina

  1. Mi pare che ieri Messina abbia ruotato tutti i sei lunghi nel primo tempo per poi andare con quelli che hanno giocato meglio nel secondo. Nel primo tempo li ruota tutti e poi vede cosa gli dice la partita. Tra il dover dare condizione a Mitoglou (che abbiamo visto che varianti può darti un attacco) e la buona prova di Ricci, Bentil è scivolato indietro.
    Nei roster così lunghi è normale avere un minutaggio ballerino a seconda dei momenti della stagione.

  2. Melli 18 minuti, forse preservato? (nel caso sarei d’accordo, intendiamoci, il finale s’avvicina).
    Ricci 17 minuti, molto meritati, ma anche un bel gesto di fiducia.
    Daniels 22 minuti? Meno male che l’ha rimesso dentro dopo un inizio sfiduciato e inutile, ma Daniels è davvero uno da 22 minuti? Ho molti dubbi.
    Ma allora questi tre messi insieme non sono segnali, deboli, ma forse percettibili, che anche dalla panchina il match è stato considerato a basso rischio, quindi preso un po’ alla leggera?

    E, continuando, Delaney e Hall, i migliori difensori esterni, 32 minuti l’uno.
    Poi ti stupisci se dopo aver concesso 19, 17 e 15 nei tre quarti, ne cediamo 24 nell’ultimo e più importante quarto?
    Qualche appannamento da fatica, e Nedovic risorge. Una coincidenza?

    Molto d’accordo con te sulla centralità di Delaney, ritrovata direi, ora che non subisce infortuni, e quasi oscura, nel senso opposto a stellare, a esibita, ma tremendamente determinante.
    A me piace tanto: certo, ha anche lui i suoi capricci, ma quale dei giocatori determinanti non ne ha?…

    Una bella vittoria portata a casa, importante, e il Chacho come al solito ha saputo farci emozionare 😜.
    Anche troppo 😏

    1. A me sembra che Messina stia vedendo in Daniels un uomo dal contributo importantissimo per questa Olimpia quindi sta provando a farlo carburare. Se così fosse, sarei molto contento perché sono perfettamente d’accordo: tiratore da giochi rotti e da piedi per terra ma non da palla in mano, che tanto la palla in mano la tengono altri. Può difendere in maniera competente se vuole ed è sempre un dubbio per la difesa perché non sai quando te ne mette 3 di fila. Però deve giocare e mettersi in ritmo, altrimenti è al contrario praticamente ininfluente.

      Nota a latere: ero un grande fan di Tranquillo (tranne quando divagava troppo) ma questa stagione per me è diventato inascoltabile per un motivo, Delaney. Non ne posso più di sentirgli dire che Delaney fa stupidaggini, che ruba falli, ecc. quando ci sono fior di altri giocatori di cui devi prendere i lati positivi con i negativi ma in qualche modo solo Delaney lo deprime. Quando in realtà Delaney quest’anno è spina dorsale più spesso che no.

      1. Nel commento Tranquillo è abbastanza neutrale e di Delaney sottolinea sia i difetti (che ci sono), ma non manca di fare altrettanto con i pregi ( non ti sarà sfuggito, o, se cosi è stato, ti informo, che in una delle sue ultime telecronache, l’ha paragonato a Premier, il che ovviamente aveva un accezione positiva, riferendosi al temperamento agonistico ed al ruolo decisivo che assume in campo la sua presenza)

      2. Pensa che io mi sono abbonato a Eleven per non sentire Tranquillo… (sempre enfatico, fuori dalle righe, e anche abbastanza maleducato – almeno fuori dal campo dove ho potuto vederlo agire, perché allenava una squadra che si allenava dopo quella di mio figlio, e non mancava mai di dire qualcosa di sgradevole ai nostri allenatori e dirigenti – sentendosi forse una star).

        Sono d’accordo, Delaney può essere irritante, soprattutto per gli arbitri, ma può essere anche un giocatore decisivo, e quest’anno lo è spesso. Spero che arrivi in forma ai momenti importanti della stagione.

        Su Daniels continuo a essere perplesso; ma per esempio ieri Messina e staff mi hanno dimostrato che potrei sbagliarmi: rimettendolo in campo e tirandogli fuori 8 punti importanti, per velocità d’esecuzione, quando nel primo giro in campo era stato orrendo.
        Diciamo questo, per cercare di essere obiettivi: è uno che può fare 8/10 punti in tre movimenti, soprattutto se la squadra riesce a farlo giocare dove sa, altrimenti fa fatica a liberarsi.
        Ora: ieri non giocava contro una difesa particolarmente agguerrita, quindi dai e dai ha trovato il modo di mettere i suoi tiri. Quando invece gioca contro gente che difende sul serio, Olympiacos per esempio, come sarà nei po, beh a me pare che faccia fatica già solo a ricevere.
        E Daniels che non riceve o non mette i tiri che dovrebbe a mio parere è abbastanza negativo, o per essere gentili, piuttosto inutile.
        A questo punto della stagione, mi sento di aggiungere, non possiamo più dire che stiamo aspettando che entri in forma dopo essere stato fermo per un anno.

        Diciamo che lascio (😇) che decida lo staff, che sicuramente lo vede e lo valuta ogni giorno, a differenza mia, e molto meglio di me 😉

      3. @fab, assolutamente, ma io ho sempre la sensazione che il commento positivo arrivi per giustificare quello negativo. Che peraltro non mi disturba di principio: se un giocatore sbaglia va benissimo criticarlo. Però appena Delaney fa un errore parte la tiritera su “Ecco qui il solito Delaney”, come se fosse l’unico a non poter sbagliare una scelta (o a cercare furbescamente un fallo). Non ho bisogno che un commentatore parli bene dei giocatori, voglio semplicemente non sentire la solita narrativa precotta. Delaney fa infuriare pure me ma quello è un discorso diverso dal lavoro giornalistico.

        @palmasco “E Daniels che non riceve o non mette i tiri che dovrebbe a mio parere è abbastanza negativo, o per essere gentili, piuttosto inutile”: questo è esattamente il punto su cui secondo me stanno lavorando. A Daniels secondo me non può essere chiesto di ricevere 4 palloni e metterne 3, non ci sta. Deve poter giocare e sbagliare. Per farlo deve difendere e deve essere un’opzione offensiva. Può esserlo? Boh, però credo stiano lavorando lì. Non sono neanche sicuro sia questione di aspettarne la forma quanto di capire quando, e se, scatta la scintilla che lo fa integrare perfettamente. Quello che dico io è che se succede, Daniels può essere più importante, pound for pound, di Punter. Se no, è purtroppo davvero inutile a livello europeo.

      4. Credo che a questo punto della stagione, il paragone tra Daniels e Punter non regge più. La bilancia pende nettamente per Punter, al contrario Daniels, dopo 6 mesi, è ancora troppo incostante e non sempre è presente nell’alchimia di gioco, e con il rientro di Shields, il suo spazio si ridurrà notevolmente.

      5. Tecnicamente parlando, a questo punto della stagione Punter stava iniziando a calare significativamente (ricorderai che passammo dal “speriamo di riuscire a tenerlo” a non parlare neanche più di mercato). Non che non abbia fatto una grande stagione ovviamente ma tanto per capirsi non gioca più in Eurolega e non perché è andato in NBA. Dubito Daniels potrà diventare quel tipo di giocatore ma dico che SE fa il percorso giusto, potrebbe avere un contributo di quel tipo.

      6. Non gioca più in EL per una questione di soldi, non perché non è un giocatore da EL. L’anno scorso, di questi tempi, stava calando un po’ come tutta la squadra.

  3. Daniels finora ha dimostrato poco, però questo poco che, al meglio, sostanzialmente consiste nel mettere tanti punti in pochi minuti, è una caratteristica interessante, perchè, in una partita, si incendia e può mettere più canestri in fila, come bene abbiamo tutti visto. Sta al coach sfruttare con profitto questa peculiarità che è utile(diverse volte lo è stato) all’interno di un singolo match: definitly Daniels è un tiratore di striscia e nulla ha a che vedere con Punter, certamente giocatore più completo al cospetto di uno specialista, quello che per esempio nei Pistons di Isiah Thomas era “the microwave” Vinnie Johnson

    1. @Palmasco
      “Pensa che io mi sono abbonato a Eleven per non sentire Tranquillo”
      Hai lasciato Flavio e hai trovato Cosimino….
      Mah non saprei proprio. Anzi lo so.

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