La dialettica sui giornali per le società cestistiche nazionali resta una tentazione irresistibile. Ben distante dai fatti.
Dopo l’ultima, serena Assemblea di LBA ne abbiamo lette di tutti i colori. Dal CTS demonizzato dalla FIP ai «a tre giorni dal via del campionato vedremo» di Luca Baraldi, con tanto di vertice con Gianni Petrucci nei giorni successivi.
Insomma, con il 35% si rischiava di non partire. Dicevano. Sui giornali. Peccato che il CTS, il Demone, dal 30 settembre abbia dato il via libera al 50% senza aver trovato lo sviluppo del Governo, che secondo certa stampa stava lì ad attendere solo il via libera per riaprire tutto.
La verità è una e una sola. E qualcuno lo aveva anche detto. Il CTS fornisce pareri non vincolanti, chi decide se riaprire, o non riaprire, è il Governo. In piena autonomia. Solo che il Governo ha altro cui pensare, dalle elezioni locali alla riforma del catasto.
Lo sport è in fondo all’agenda del Governo, non tanto del CTS. E’ un’osservazione la nostra, non un giudizio. E la LBA questo lo ha sempre saputo, tranquilli, nessuno è rimasto spiazzato. Altrimenti non arriveremmo alla terza giornata con il 35% di affluenza.
Intanto, l’ultimo aggiornamento. Domani il Consiglio dei Ministri dovrebbe prendere in esame la questione affluenze. Si potrebbe arrivare al 50% nel fine settimana del 16-17 ottobre.
