Sergio Scariolo sull’aria rancida: Allora ci si stracciò le vesti, i fatti pare mi abbiano dato ragione

Alessandro Maggi

Sergio Scariolo, dopo la conquista della Supercoppa con la Segafredo Virtus Bologna, analizza il momento su La Stampa

Sergio Scariolo, dopo la conquista della Supercoppa con la Segafredo Virtus Bologna, analizza il momento su La Stampa con la firma di Matteo De Santis. E si parla anche di Olimpia Milano.

SULL’ARIA RANCIDA

«Mi sembra che i fatti mi abbiano dato abbondantemente ragione: ricordo che un sistema connivente si stracciò le vesti per quelle mie dichiarazioni. Adesso non ho ancora respirato niente, sono in fase di studio assoluto».

SULLA RIVALITA’ MILANO-BOLOGNA

«In Spagna la rivalità tra Real Madrid e Barcellona è stata un traino incredibile per lo sport: una gara continua verso l’alto. Se uno è sveglio, a prescindere dal discorso economico, può trarre molti spunti per la crescita del movimento. Prendere il tempo solo sull’eventuale seconda delle due, però, sarebbe un errore: vedo anche altre squadre attrezzate».

MESSINA-SCARIOLO COME BIANCHINI-PETERSON?

«Situazioni e persone diverse. Con un vissuto differente. Mi auguro che la nostra presunta rivalità possa solo obbligare l’uno a essere più bravo dell’altro. La dialettica Bianchini-Peterson fu una grande ancora di salvezza quando c’era povertà di idee. Adesso, con la capacità generale di informazione che c’è, non mi sembra che ci sia bisogno di nostre particolari trovate comunicative».

Nota

Il 9 marzo 2012, a Palla a Spicchi su Radio 24, Sergio Scariolo si espresse così: «Si respira un’aria un po’ rancida, di lobby, di situazioni ormai incancrenite, di poteri intoccabili. Un sistema molto ingessato nel quale chi aveva la possibilità e la responsabilità di non far cadere il basket in basso e nel degrado attuale non lo ha fatto pensando più a coltivare i propri interessi. Ho provato sulla mia pelle cose di cui tutti mi avevano parlato. Colpa di Meneghin? Assolutamente no. E’ qualcosa che riguarda le società e il mondo arbitrale. Non ci si è resi conto che il degrado andava fermato».

Don Sergio era alla prima stagione in Olimpia Milano dopo gli anni in Spagna.

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