Gianni Petrucci su Datome e Belinelli: Non dico peggio per loro

Alessandro Maggi 3

Gianni Petrucci è tornato anche sulla convocazione di Danilo Gallinari e sui “no” di Gigi Datome e Marco Belinelli

Gianni Petrucci, presidente FIP, protagonista su il Messaggero. Il numero uno del basket italiano è tornato anche sulla convocazione di Danilo Gallinari e sui “no” di Gigi Datome e Marco Belinelli.

SU DANILO GALLINARI

«Mi ha sempre scritto: “ci vediamo a Tokyo”. Ma io poi mi chiedo: perché dire che sacrifica l’estate per la Nazionale? Perché questa cosa non si dice mai per i calciatori che vanno in Nazionale?».

SU DATOME E BELINELLI

«Non dico peggio per loro, perché quando ci sono stati si sono sempre comportati bene».

3 thoughts on “Gianni Petrucci su Datome e Belinelli: Non dico peggio per loro

  1. PETRUCCI,uomo di mille stagioni per tutte le stagioni, per tutte le poltrone di mille poltrone dovrebbe finalmente: stare zitto,salutare ed andare in pensione.

    Una cosa dispiace : se la nazionale facesse (come tutti ci auguriamo) delle grandi Olimpiadi, questo personaggio godrebbe, senza averne alcun merito, della luce riflessa di tali successi

    1. Perfettamente daccordo.
      quest’uomo è arrivato a farmi “odiare” la “mia” nazionale. Spero se ne vada presto.Temo non sarà così..

  2. Datome era reduce da una stagione di 91 partite, accusava una borsite ai tempi delle FF di Eurolega che ne hanno fortemente limitato il minutaggio sia nelle FF che nel finale dei playoff di campionato. Per conto mio, Datome che ha detto che doveva riprendersi dall’infortunio dopo una stagione da record mondiale (91 partite) era in injury list quindi era pienamente giustificato per il Preolimpico. Belinelli era reduce da una stagione complicata. Arrivato in Italia a metà stagione dall’NBA, tra l’altro con polemiche all’interno della Virtus che hanno portato al momentaneo esonero di Djordevic, ha dovuto riadattarsi al gioco europeo e amalgamarsi con la Virtus, peraltro con ottimi risultati (scudetto) per cui non è fuori dal mondo che declinasse la convocazione dopo un trasferimento intercontinenalte e un finale di stagione spossante. Oltre a ciò va detto che, in passato, Datome e Belinelli non si sono mai tirati indietro per vestire la maglia della Nazionale, per cui si sono sacrificati un sacco di volte, a differenza ad esempio di Hackett che è scappato e si è tirato fuori. Petrucci, camaleontico personaggio delle cariche politiche, in questo caso ha toppato brutalmente, da un lato salendo col Bostik sul trenino di Sacchetti che stava per silurare com’è universalmente noto, dall’altro dando addosso a Belinelli e Datome dicendo che non sono campioni, mentre andando a verificare i palmares dei due fantastici giocatori a me risulta il contrario. Petrucci dovrebbe dare le dimissioni ma non lo farà perché è un furbacchione e soprattutto è una figura patetica e non un uomo con un minimo di dignità.

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