Ettore Messina: Il riposo è parte stessa dell’allenamento. L’ho imparato a mio spese

Alessandro Maggi

Ettore Messina è il grande protagonista di «Coaches corner» per EuroLeague. Ecco alcune sue dichiarazioni sul metodo di allenamento

Ettore Messina è il grande protagonista di «Coaches corner» per EuroLeague. Ecco alcune sue dichiarazioni.

SUI PRIMI METODI DI ALLENAMENTO

«Da giovane allenatore, negli anni ’70 e ’80, seguivamo soprattutto la scuola slava. Siamo tutti cresciuti con l’assunto che l’allenamento dovesse essere duro, impegnativo, più della gara stessa. Due allenamenti al giorno erano cosa comune».

SULLO SVILUPPO

«Con il tempo si è iniziato a comprendere il valore del riposo, e del recupero, come parte dell’allenamento stesso. Se tutti credevamo che il duro lavoro fosse sfidante per il giocatore stesso ad essere migliore, poi abbiamo compreso che a volte è come frustrare un cavallo morto. Stavamo solo rischiando più infortuni».

SUGLI INFORTUNI

«Avere fuori uno dei sei, sette giocatori di riferimento è un grosso problema. Una volta saltare due settimane significava restare fermi per quattro partite, forse, ora se ne potrebbero perdere otto».

SUL LAVORO DEL LUNEDI’

«La regola solitamente è una: se giochi meno di 15’ la domenica, ti alleni il lunedì. Se hai giocato più di 15’, fai solo recupero e ripresa leggera. Ovviamente, c’è la riunione tattica con sessione video».

SUL VIAGGIARE IL POMERIGGIO PRIMA DELLA GARA

«Credo che la mente possa essere più rilassata se fai allenamento al pomeriggio per voi riposarti in aereo e arrivare in albergo per cena».

SUL TEMPO LIBERO

«Passiamo così tanto insieme che credo sia utile avere un giorno libero da dedicare alla propria famiglia, senza stare con i compagni di squadra. Troppe gare. Troppi allenamenti. Troppi recuperi. A volte come coach devo fare un passo indietro. L’ho imparato a mie spese. A volte devi fare marcia indietro e concedere tempo libero per la mente dei giocatori».

SUL CONCETTO DI RIPOSO

«L’obiettivo è limitare le situazioni in cui il giocatore debba scendere in campo molto stanco. Sia chiaro, a questo livello un giocatore è abituato a superare sé stesso, ad andare oltre i suoi limiti, non sarai mai fresco nel pieno di una stagione. Ma se c’è la possibilità di aumentare la qualità del gioco, giusto valutare con attenzione a recupero e prevenzione. Sono tutti investimenti che ti torneranno indietro».

SUL LAVORO

«Sono piccoli dettagli a fare la differenza. A partire da un proprietario che ti permette di avere una struttura di allenamento privata, un fisioterapista in più, una macchina d’allenamento particolare, un assistente in più… tutti vantaggi rispetto a chi non può averli».

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