La Visione del Guazz | Olimpia, i playoff di Eurolega sono lì…

guazzoni 12

A Milano mancano solo due successi per raggiungere la quota playoff a otto gare dal termine. Sei mesi fa ci avremmo tutti messo la firma

Terzi da soli, tre partite di vantaggio sulle none, 8 giornate dalla fine. Sei mesi fa ci avrei messo la firma. E con me, credo, molti altri. I playoff sono davvero lì, ad un passo. Solo da raccoglierli. Stra-meritati. Per l’impegno che il gruppo ci ha messo. Per la costanza del signor Armani e di tutta la sua società. Mancano due vittorie. Ma ne arriveranno di più. Perché questa squadra, stanchezza a parte, c’è sempre, sempre sul pezzo. E dopo 50 e rotte partite non è una cosa da poco.

Gigi Datome, 4/5 da tre

Contro il Khimki (non esiste un aggettivo per spiegare quanto fanno vomitare), Milano ha fatto quello che doveva fare. Ha gestito la gara con essenzialità. E’ rimasta in amministrazione controllata di energie. Ha dato la spallata quando ha potuto. Mi è piaciuta? No. Ha approcciato la gara con sufficienza (il time-out di Messina dopo 100” mi ha ricordato quello cn Reggio Emilia in Coppa Italia). E ha alzato le braccia troppo presto. Ma ha vinto. E questo, a questo punto della stagione, è di vitale importanza perché con una W o una L rischia di cambiare molto il quadro dei playoff. Se proprio proprio dovessi scegliere cercherei di incrociare il Bayern: i Trinchieri-Boys mi sembrano la squadra più in difficoltà, con le turche che tornano su forte, lo Zenit che ha Gazprom dietro, il Real Madrid che è sempre il Real Madrid (anche se ha perso ancora una volta Llull).

Olimpia Milano Khimki
Shields con Evans

Ma non guardiamo troppo in là e restiamo al Khimki. Mi ha colpito il Messina-pensiero su Evans: “Ho sbagliato a buttarlo in campo troppo presto, la squadra non ha saputo aiutarlo e ha perso ritmo”. Eppure sul +22 mi sembrava una mossa davvero naturale. E’ indietro fisicamente? Certo. E’ “acerbo” nel sistema? Certo. Ma la frase ripetuta volutamente due volte – a Eurosport e poi secca in conferenza, fregandomi la domanda – mi è sembrata proprio un modo per difenderlo da eventuali critiche. Inserirlo non sarà facile: il doppio turno di settimana prossima è tosto e ribuattarlo nella mischia sarà un bel problema. Fortuna dovrebbe recuperare Brooks, forse anche lo zainetto di LeDay: per l’ultima rumba servirà il mattoncino di tutti. Il playoff sono lì. Solo da raccogliere.

Vlado Micov 100
Vlado Micov 100

Ps. Che Vlado Micov abbia festeggiato le 100 in Eurolega nel derby del VodkaRedBull mi esalta. Io la RedBull l’ho anche portata: 335 ml bevuti, 335 ml nello zaino… Mi aspettavo una loro boccia di Moskovskaya Osobaya per dare un senso alla loro stagione da ipomobilità ed invece Khimki molto deludente…

12 thoughts on “La Visione del Guazz | Olimpia, i playoff di Eurolega sono lì…

  1. Khimki poco competitivo ma noi pessimi! Lo dico senza giri di parole, svogliati, dovevamo fare il compitino e vincere, lo abbiamo fatto, ma l’approccio mentale a queste gare così non mi piace. Chiaro che il terzo posto è un traguardo ottimo ma per mantenerlo occorrerà altra grinta, altra energia e determinazione. Su Evans dissento da Messina, è stato provato sul +20 ed era logico farlo, nessuno si aspettava una prova maiuscola, troppo poco il tempo per sperare in un inserimento armonico. Lo aspettiamo con pazienza e speriamo posa essere utile alla causa. L’unica cosa che mi ha colpito è la magrezza del giocatore, ma quanto pesa? così ad occhio se arriva ai 100 KG è grasso che cola……

    1. Secondo me a 100 non mi arriva proprio… In Nba era più definito fisicamente, probabilmente ha “scelto” di sgonfiarsi per non pesare troppo sulle ginocchia…

  2. Delaney, Punter, Shields, LeDay, Hines, Micov, Datome, Rodriguez, e, in misura minore Roll: sono questi i giocatori delle rotazioni di Messina, la struttura portante per creare vantaggi nel punteggio, fluidità nel gioco, difesa arcigna.
    Sono la formazione di partenza – non necessariamente il quintetto base statistico – la formazione di partenza e il booster quando c’è da chiuderla o da riprenderla.

    (Scusate la lunghezza in arrivo, perfino per i miei standard 🙃).

    Ovvio che Messina usi le sue perle consapevole di quanto siano esposte all’usura, o all’infortunio accidentale, quindi le tolga dal campo quando può, quando lo consentono il punteggio e l’andamento della partita, oltre ai limiti imposti dal piano partita, quello dei minutaggi.

    È stato in queste condizioni, un sereno +20 nel secondo tempo che ha lanciato Evans, come ci si aspettava che facesse.
    Ha ragione lui quando afferma che probabilmente non gli ha fatto un favore: il nuovo arrivato camminava stralunato, stralunando la squadra – “discombobulated” è la parola esatta che ha usato nell’intervista a bordo campo di fine partita.

    Quando gli allenatori stressano il concetto di fluidità del gioco e aderenza al piano partita, a volte sembra che esagerino in cesellature barocche, perché il tifoso medio è convinto che conti solo il punteggio, anche se si gioca malissimo.
    Il punteggio ovviamente è centrale, ma ha le gambe corte: se si gioca male presto si rivelerà anche nel punteggio, senza più attenuanti.

    Così mentre Evans camminava discombobulated per il campo, non sapendo ancora davvero che fare, prendendo due tirelli inutili, di cui il secondo è sembrato un po’ fuori della sua portata, il punteggio di vantaggio calava e la macchina dei veterani, abituata a trovarsi su certi punti di querencia, si discombobulava anche lei, giocando male, poco efficiente e senza segnare per lunghi periodi.
    Orribile da vedere.
    Dico per un allenatore – qualcuno del pubblico potrebbe essersi emozionato per una supposta, possibile, volata finale, che ovviamente non c’era e non è mai stata in causa.
    Ma il commentatore inglese di ES internazionale, che ho seguito causa Sconochini sul canale italiano, spingeva il suo pubblico in quella direzione, quella del possibile colpaccio Khimki, o comunque del gran finale.

    Certe cose un allenatore non può vederle.
    Ecco perché, secondo me, Messina s’è accusato di un errore di precipitazione nel mandare in campo Evans, e per proteggerlo – forse anche dall’occhio della squadra, che ne sappiamo noi…
    Gli sarebbe piaciuto usare di più anche gli altri, come nelle dichiarazioni prepartita, ma le perle svogliate – giustamente per me – e il Khimki che senza Shved s’è dimostrato molto più squadra (…), non gliel’hanno permesso.

    1. Guazz, non mi sembra molto educato ed ortodosso giornalisticamente scrivere “i russi quanto fanno vomitare”. Ma è il modo di esprimere un concetto? Se lo è per te, è sbagliato e anche brutto da leggere. Che gaffe

      1. posto che si sapra’ “difendere” da solo, provo a darti io una risposta:
        guazz su questo blob non scrive da giornalista,ma da tifoso, quindi scrive quello che tutti noi abbiamo pensato, il khimki quest’anno fa vomitare…
        Altrimenti non scriverebbe nemmeno di quanti vodka red bull ha bevuto….
        continua così guazz….

        p.s. il khimki di quest’anno fa vomitare

      2. Allora mi ripeto: se anche si pensa quella cosa da tifoso non è necessario scriverlo in quel modo, c’è sempre tempo e modo per mediare il pensiero e tradurlo senza essere volgari (tu compreso caro beps)

      3. Accetto tranquillamente il rimprovero: ma francamente mi nausea una squadra che falsa così tanto una competizione così importante, che non paga gli stipendi dei giocatori, che li tiene “in ostaggio” non lasciandoli andare in altre squadre di Eurolega… Quindi non so come altro esprimere il concetto…

  3. Comunque i russi del Khimki, anche se non saranno squalificati, hanno inciso poco sulla classifica avendone vinto solo due e gli unici a dolersene saranno i nostri concorrenti dello Zenit che contro di loro sono incorsi in una sconfitta che potrebbe risultare molto grave; pace , meglio a loro che a noi

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