Vincenzo Di Schiavi: Il rischio è di un monologo Olimpia Milano in LBA

Alessandro Maggi 11

Vincenzo Di Schiavi de La Gazzetta dello Sport firma un editoriale dal titolo: «Le rivali dell’Olimpia? Al momento non esistono»

Vincenzo Di Schiavi de La Gazzetta dello Sport firma un editoriale dal titolo: «Le rivali dell’Olimpia? Al momento non esistono». Ecco alcuni passaggi.

L’idea di potenza che Milano trasmette non deriva solo da quello che fa, ma anche da quello che non fanno gli altri. 

Per chimica, impatto, istinto killer, consapevolezza e qualità del gioco, la banda Messina viaggia a velocità decuplicata rispetto a Virtus Bologna e Venezia che, al di là delle sconfitte con Cremona e Pesaro (succede), devono ancora salire al livello della favorita per lo scudetto

Nella stagione dei ragionamenti effimeri, il rischio di un monologo monta però settimana dopo settimana. Alle rivali l’onere di smentirci. E di tenere vivo l’interesse generale.

11 thoughts on “Vincenzo Di Schiavi: Il rischio è di un monologo Olimpia Milano in LBA

  1. Con un un’allenatore illuminato e un presidente che fatto tesoro degli errori, quest’anno non ne ha sbagliato una, non poteva essere che così. Sta, come giustamente detto, agli altri dimostrare di poter competere

  2. L’impressione generale, ieri pomeriggio contro Trieste, è che i nostri giocatori si divertano, oltre a dominare, con occasioni e opportunità per tutti, passandosi bene la palla, e trovando soddisfazione a difendere bene – anche quando la partita era ormai decisa.
    Oltre che giocatori sono anche uomini, quindi secondo me ci sta che verso la fine del primo tempo, sopra di 21, abbiano mollato un po’, giocato meno concentrati, senza più metterla per lunghi minuti, anche se le conclusioni erano da facili a facilissime.
    Infine sono riusciti a concentrarsi di nuovo, e a rimettere le cose al posto giusto, anche considerando che a Trieste mancavano troppi giocatori e troppo importanti, come ha sottolineato Messina alla fine, con grande senso sportivo.

    La concentrazione, dunque.
    È il rovescio luccicante della capacità di soffrire, che Milano ha sempre mostrato finora, come se per fortuna l’alchimia generale, il senso di appartenenza alla squadra, e la fiducia che viene dai risultati, consentano ai singoli giocatori di accedere a piacere alla concentrazione necessaria, quando necessaria.
    E quando giocano così, il numero piuttosto significativo di palle perse imposte all’avversario, dice di che cosa sia capace l’Olimpia Armani.

    Si divertono, giocano leggeri, giocano bene.
    A me pare che quest’impressione molto forte che ho avuto ieri, cancelli la fatica mentale, lo stress delle sfide, il peso delle partite ravvicinate.
    Perché diciamolo chiaro e forte: non sono i 17 minuti a Datome, i 15 a Hines, i 16 a Rodriguez che possono impastare le gambe e il fisico di atleti di questo livello.
    Se poi in campo si divertono pure, direi che viene allontanato lo spauracchio vero, quello del calo mentale – ma a vederli ieri non mi sembra proprio il caso.
    Dunque basta con questa storia del risparmio energetico: è Spanoulis allora? Con questi ragionamenti dovrebbe essere a fare l’umarell ai cantieri già da qualche anno…
    (e non ho citato i vari Kobe, Lebron, Vince Carter, Tim Duncan ecc – in quanto sospetti di essere fisicamente dei fenomeni extra).

    Moretti secondo me sta imparando qualcosa di fondamentale: che non è in grado di stare in campo a questi livelli, nemmeno in LBA – (come del resto non lo è Mussini, che ha creduto di fare lo stesso suo percorso).
    Bene così: è un ragazzo tosto, intelligente e motivato, è importante che capisca esattamente su cosa deve lavorare, e lo farà.
    Diciamo chiaro anche questo: questi ragazzi così forti ma immaturi, imparano soprattutto in palestra, in allenamento coi compagni, non sul campo dove li vorrebbe la passione, ma dove mancano le qualità, per il momento.
    (Doncic e i ragazzi del Real sono un caso a parte, unico e non ripetibile. Moretti diventerà).

    Adesso Olympiacos e Real: c’è da tremare, da avere paura.
    Di vedersi scoppiare tra le mani una bolla di felicità sportiva che pareva solida finalmente.

    Fate una gran partita, e il risultato non conterà!

  3. Ho visto sia la partita della Virtus che quella della Reyer e la differenza di livello è impressionante.
    Fanno fatica da inizio stagione e ieri hanno perso
    Di contro penso che per gli avversari sia disarmante la sicurezza con cui gioca l’Olimpia.
    Chi ha giocato ed ha provato quella sensazione, quando tu giochi al 110% e vedi che gli altri in ciabatte se ne vanno quando vogliono , tutto diventa difficile e le palle perse sono la dimostrazione lampante di questa superiorità almeno in Italia.
    Su Moretti il punto è che non gli viene chiesto di segnare da tre, ma di difendere e stare sull’avversario ed al momento questo non gli riesce (imbarazzante come tutti gli vadano via).
    Impari da Cinciarini (un vecchio decrepito !!!!) che entra e ruba palla e segna.
    Con Messina funziona così: i minuti non te li regalo ma li devi conquistare quindi ieri 10 minuti di Moretti sono stati fino troppi.
    Comunque imparera’ e crescerà non mi sembra un Doncic ma può diventare un buon giocatore.

  4. Ho visto le partite della Virtus e della Reyer è al momento la fatica che fanno è tanta ed infatti ieri hanno perso a differenza dell’Olimpia che gioca con una semplicità e sicurezza disarmante.
    Sarà un caso? non credo. E’ il frutto del lavoro in palestra , della capacità ed intelligenza dei giocatori e degli schemi voluti da Messina (forse fare l’assistente di Popovich gli è servito).
    Chi ha giocato in un qualsiasi campionato Fip ed ha provato la sensazione di giocare al 110%, e nonostante questo gli altri in ciabatte ti battono, sanno cosa vuol dire la frustazione , e poi le forzature e le palle perse.
    Questo è quello che si sta verificando almeno in Italia.
    Si, la sensazione attuale mi fa pensare alla Mens Sana o quando ero giovane al Simmenthal dove l’unica partita importante era quella con l’Ignis.
    Moretti deve capire, ma è intelligente e lo sa, che gli viene chiesto non di segnare da tre, ma di difendere sul diretto avversario (imbarazzante come gli vadano via tutti).
    Prenda lezioni dal Capitano che entra ruba il pallone e segna.
    La filosofia di Messina non ti regala niente, i minuti devi conquistarli e lasciatemi dire che ieri, per come è stato in campo, 10 minuti sono fin troppi. Comunque si farà anche se non mi sembra un nuovo Doncic

  5. Tante osservazioni puntuali, due su tutte da sottolineare:
    – Fino a quando giocano in modo così facile, la fatica è l’ultimo dei problemi. La palla gira e anche quando sudano in difesa trovano evidentemente energie dalle palle perse.
    – C’è un motivo se Moretti non gioca di più e quel motivo si è visto ieri quando è stato co-protagonista del riavvicinamento di Trieste. C’è però anche un motivo se Moretti è a Milano: si è visto ieri quando, scarico di pressione e con la squadra comodamente avanti, è rientrato e ha fatto benissimo. Andrà in campo quando l’allenatore riterrà sarà il momento, non prima, come è ovvio che sia.

  6. Dissento da quello che è stato commentato su Moretti. Deve giocare di più anche se fa errori difensivi, dovuti più alla fisicità ancora de costruire e all’esperienza. In attacco ha in mano educatissima e che si cominci a sfruttare i suoi punti forti e lavorare sui quelli deboli.
    Non sono d’accordo sul fatto che la palestra è più importante della partita. Luoghi comuni che ripetendo tutti gli allenatori dal U13 al NBA quando qualcuno non gioca. Giocare in partita e’ fondamentale. Un tiro in partita non è un tiro in allenamento.
    Se Moretti va avanti così mi dispiace ma l’agente e lui hanno sbagliato squadra.

  7. Caro Doc63 la tua posizione è chiara ed ha sicuramente una sua logica (più giochi in partita più impari) ma credo che non sia applicabile con Messina. Il coach userà lo stesso approccio che ha utilizzato con Moraschini e Della Valle: con uno ha funzionato con l’altro no: il primo era funzionale al progetto il secondo no. Vedremo di che pasta è fatto Moretti

  8. Doc63, bisogna però partire dal presupposto che Moretti gioca per la squadra, non viceversa. Se difende male ma tira abbastanza bene diventa un giocatore come quelli che non vedono il campo proprio per questo motivo. Io credo possa farsi e anche relativamente velocemente, ma pensare che i 10 minuti di ieri non siano abbastanza per un giocatore che gioca al posto di Rodriguez mi sembra esagerato. È evidente che Messina vuole farlo diventare parte del progetto e non vuole bruciarlo, che è il motivo per cui non lo lascia dentro molto quando anche per i suoi limiti difensivi la squadra imbarca acqua.

  9. iellini, io non paragonerei il trattamento di Della Valle a quello che riceverà Moretti. Della Valle non era un giovane da formare per altissimi livelli, Della Valle è/era un giocatore da cui un allenatore si aspetta produzione. Moraschini idem. Secondo me da Moretti Messina non si aspetta produzione offensiva, secondo me si aspetta che entri nei meccanismi tattici e mentali. Se lo farà, e non vedo perché non dovrebbe, la sua produzione diventerà meno importante in ottica di impiego.

  10. Aspettiamo qualche mese e vediamo come risponderà Moretti agli stimoli del coach e dei compagni. Ricordiamoci che è un ragazzo giovane e che come sempre in questi casi colpe e meriti vanno divisi con chi lo ha cercato con tanta forza la scorsa estate. Anche Abass e Fontecchio ebbero grosse difficoltà, soprattutto il secondo, adesso però si impongono anche a livello internazionale. Forse erano solo arrivati troppo presto a Milano.

  11. Io non vedo alcuna colpa di nessuno, mica è scontato che un ragazzo arrivi all’Olimpia e salti davanti a grandi giocatori. Dico solo che è normale, da quello che si è visto finora, che Moretti veda il campo per un minutaggio contenuto.

Comments are closed.

Next Post

Marco Belinelli e Danilo Gallinari sul loro futuro: Giocheremo per il titolo

Marco Belinelli e Danilo Gallinari parlano del loro futuro per quella che sarà per loro una free-agency decisiva
Marco Belinelli e Danilo Gallinari

Iscriviti