La lettura di Massimo Pisa su la Repubblica Milano dopo il trionfo di Olimpia Milano in Supercoppa. Ecco alcuni passagi.
I vincenti. Quelli che sanno come si fa, quando i canestri non ti piovono più in mano, ma devi andare a sudarteli, nella giungla. Ne aveva già uno, l’Armani, l’anno scorso: il Chacho Rodriguez che dimentica tutte le fatiche di una finale in salita quando cancella l’ultimo assalto della Virtus, tornata alle calcagna e con lo sparo del meno 1 appena sprecato da Teodosic
Vincenti come Gigi Datome, che aveva cancellato il riaccosto precedente, due piazzati di gran classe con la Segafredo ancora arrampicata a meno 4 (60-64), senza tremare, e non lo aveva fatto nemmeno dalla linea del tiro libero.
E poi Kyle Hines, vincente totale, manuale vivente di difesa a tutto campo, di cattiveria e lucidità sotto canestro e sui due lati del campo, il cemento difensivo di un’Armani molto più messiniana di quella dell’anno scorso.
La personalità mostrata sotto le ricche canotte è la promessa migliore per il futuro prossimo.
È il verbo di Ettore. Sacrificarsi, passarsi la palla, prendersi le responsabilità. Così si vince.
