Bill Bradley | La storia e i tre insegnamenti del Principe Rubini

L’Olimpia Milano celebra il compleanno di Bill Bradley: la sua storia, e il rapporto nato in quel viaggio in Fiat verso Budapest

L’Olimpia Milano celebra il compleanno di Bill Bradley, l’uomo della prima Coppa dei Campioni del club, nelle Final Four sperimentali del 1966. Classe 1943, due titoli NBA e due ori olimpici, è uno dei più grandi interpreti del gioco.

Olimpia Milano, quella rapida e gloriosa storia

E’ il 1965. Adolfo Bogoncelli, Cesare Rubini e Sandro Gamba, fresco assistente, firmano la loro impresa più grande.

Bill Bradley, classe 1943 di Crystal City, Missouri, aveva lasciato il Liceo con 75 offerte di borsa di studio tra le mani. Ma quel ragazzo aveva una missione, da quando era nato: diventare Presidente degli Stati Uniti.

Scelse Princeton, che borse di studio per lo sport non ne offriva, e dopo la Laurea, pur con in mano una seconda scelta assoluta dei New York Knicks, disse no all’Nba: «Vado due anni a Oxford, a rifinire i miei studi».

In quei giorni, il telefono di Cesare Rubini suonò. Era Jim McGregor, l’uomo che lo aveva fatto innamorare del contropiede. Gli raccontò la storia di Bill Bradley, un giocatore che pochi mesi prima era stato il migliore in assoluto della stagione regolare di Ncaa, bissando il premio anche alle Final Four, senza dimenticare l’oro olimpico del 1964 a Tokyo.

Rubini e Gamba partono immediatamente alla volta di Budapest su una Fiat 124, dove sono in corso le Universiadi, e l’offerta a Bradley è semplice: «Il martedì viaggio per Milano, mercoledì allenamento, giovedì partita e rientro a Oxford».

Il tutto per la Coppa dei Campioni del 1966, che l’Olimpia conquisterà il primo aprile battendo in finale a Bologna lo Slavia Praga di Zidek e Zednicek. Un matrimonio rapido e vincente, con Bradley che rinuncerà al basket nel secondo anno di Oxford per poi conquistare due titoli Nba con i Knicks negli anni ’70.

Abbastanza, per ricordare i tre insegnamenti fondamentali del «principe»: «1) Essere consapevole di ogni cosa attorno senza essere emotivamente influenzato dal momento o distratto da quanto accade. 2) Che non è finita fino a quando non è davvero finita e la necessità di avere una vista a lungo termine. Un esempio classico è la Coppa Europa in cui il risultato finale dipendeva dalla somma di due partite, non solo una. 3) Che puoi essere un buon competitore, un guerriero come direste voi, e al tempo stesso una buona persona”».

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Next Post

Buongiorno Olimpia | Ma a Roma, il basket, interessa davvero?

Buongiorno Olimpia, la rubrica quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà ogni mattina al risveglio in questa fase estiva
Virtus Roma vs Olimpia Milano

Subscribe US Now

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: