Olimpia Milano, la cronaca del viaggio verso Kaunas

Il racconto della due giorni di Olimpia Milano verso la sfida di questa sera con lo Zalgiris Kaunas. Le incertezze, e ora il lavoro alla Zalgirio

fonte: olimpiamilano.com

La cosiddetta “food room” permette ai giocatori dell’Olimpia di consumare direttamente in sede il pranzo post-allenamento con l’attenzione necessaria. 

Uno a uno si presentano al buffet prima di partire per Kaunas. Riso con i gamberetti, polpo, pollo, verdure costituiscono il menù del giorno. Da lì tutti in auto verso Malpensa: il rientro avverrà a notte fonda. Le auto personali all’aeroporto consentono di evitare il ritorno al Mediolanum Forum.

L’allarme coronavirus si nota solo perché il traffico per un giovedì pomeriggio appare molto meno intenso del solito e l’aeroporto si presenta poco affollato. L’Olimpia vola verso Kaunas in charter, come ha fatto in quasi tutte le trasferte di EuroLeague.

Le condizioni di viaggio sono diventate un tema delicato di ogni stagione europea, al pari degli infortuni e dei recuperi. A questo proposito, sono tornati disponibili sia Nemanja Nedovic che Riccardo Moraschini. Assenti forzati, Arturas Gudaitis e Christian Burns: a Kaunas sono arrivati 13 giocatori. Kaunas, in condizioni tradizionali, sarebbe una delle trasferte più insidiose dell’anno, perché l’aeroporto locale è poco servito, per cui bisognerebbe atterrare a Vilnius e anche lì generalmente si arriva solo attraverso uno scalo supplementare.

Un volo di due ore e mezzo diventerebbe lunghissimo. Si tratta di una partita anomala: l’Olimpia non va in campo da quasi una settimana, uno stop che per un club di EuroLeague è del tutto inusuale, poi arriverà un doppio turno di EuroLeague ma senza gara di campionato in mezzo. Tutto è molto diverso dal solito.

Kaunas è una delle capitali della pallacanestro, la Lituania considera il basket una specie di religione. Nessun altro paese europeo da questo punto di vista è paragonabile alla Lituania. Lo Zalgiris ha annunciato il tutto esaurito tre settimane fa per la sfida con l’Olimpia.

Negli ultimi giorni si è diffuso un po’ di panico come in altri paesi europei per l’arrivo di una squadra dall’Italia. Le autorità locali hanno chiesto allo Zalgiris di rinviare la gara o giocarla a porte chiuse. Lo Zalgiris è andato avanti per la sua strada anche se in generale è arrivato il messaggio ai tifosi milanesi di non presentarsi a Kaunas. Alcuni ci saranno lo stesso stasera alla Zalgirio Arena nell’isolotto che la ospita lungo il fiume Nemunas che percorre Kaunas.

Ti accorgi subito quanto conti il basket nel momento in cui arrivi in aeroporto. Kaunas è il luogo, l’unico, dove i media attendono la squadra avversaria all’uscita dal terminal. Taccuini e telecamere vengono subito sfoderati insieme ai flash delle macchine fotografiche.

Di solito l’attenzione si concentra sui giocatori lituani, ma questa volta – complice la gastroenterite di Arturas Gudaitis – non ce ne sono. L’attenzione però è identica: non si capisce onestamente se è dovuta più alla partita o alla psicosi del coronavirus che ha accentuato l’interesse attorno all’evento, visto che tutte le domande per Coach Messina vertono su questo argomento. Inevitabile alla fine la battuta: “Se ci troveremo in difficoltà proveremo a tossire e magari si spaventeranno”.

L’Olimpia si è allenata alle 12.30 sul campo di gara. Un caso di coronavirus è stato registrato a nord di Kaunas, ma tutto funziona come al solito a Kaunas.

Ci sono i cacciatori di autografi che ci sono sempre stati e l’arena si prepara a ospitare un concerto sabato sera, anche se per quello sono previsti non più di 5.000 spettatori, un terzo di quelli che assistono alle gare di EuroLeague dello Zalgiris. Sergio Rodriguez e Michael Roll spendono qualche minuto con KC Rivers. Poi l’allenamento comincia con il ripasso del piano difensivo, poi riscaldamento, tiri, il ripasso del piano offensivo.

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