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Sandro De Pol: Olimpia Milano? Poco dagli italiani e scelte sbagliate

Sandro De Pol anticipa Trieste vs Olimpia Milano di domani per Il Piccolo: Trieste è la mia vita, Milano la piazza in cui mi sono consacrato

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Sandro De Pol anticipa Trieste vs Olimpia Milano di domani per Il Piccolo. Ecco alcuni passaggi dell’ex giocatore dei due club, oggi opinionista.

Per battere l’Armani Milano non basta una partita normale, devi essere capace di giocare in maniera quasi perfetta. Un po’ quello che, domenica scorsa, ha fatto Brescia: aldilà degli errori di un’Armani decisamente sottotono, la formazione di Esposito ha saputo fare le cose giuste nei momenti decisivi

Trieste è la mia vita, ci sono nato e cestisticamente cresciuto. Qui ho cominciato la mia carriera e sono tornato una volta smesso di giocare. Milano, invece, rappresenta una sorta di consacrazione, la città in cui ho vinto per la prima volta e in cui ho raccolto i primi frutti di tanti anni di sacrifici

Trieste ha reagito cambiando molto e adesso ha bisogno di tempo per dare ai nuovi arrivati la possibilità di raggiungere una buona condizione fisica e l’intesa con i compagni. Milano ha sbagliato alcune scelte, vedi Mack e White e ha avuto meno di quanto si aspettasse dagli italiani, ma di fondo, complici gli infortuni, non è mai riuscita a schierare la formazione che Messina aveva in testa

Non dimentichiamoci che tra venti giorni ci sono le final eight di coppa Italia e per una società ambiziosa come Milano vincerle vorrebbe dire mettere un trofeo in bacheca regalando tranquillità all’ambiente e fiducia alla squadra

Ecco alcuni passaggi della vita di Alessandro De Pol da museoldelbasket-milano.it

Nato a Trieste il 15 luglio 1972, Sandro De Pol è stato uno dei giocatori più rappresentativi del basket italiano negli anni ’90 e nella prima decade del nuovo millennio, collezionando apprezzamenti e successi sia con i club (2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa Korac) che con la maglia Azzurra (campione d’Europa 1999 a Parigi)

Dal 1991/92 sia la Stefanel Trieste che Sandro De Pol conquistarono un posto fisso nell’elite della pallacanestro italiana. Con Bodiroga, Fucka, Pilutti, Cantarello e successivamnete con Nando Gentile, nel 1993/94 la Stefanel entrò nel gotha del basket italiano: terzo posto nel ranking in stagione regolare, quarto posto alle Final Four di Coppa Italia a Casalecchio di Reno, una finale di Coppa Korac persa nel doppio confronto con il Paok Salonicco e una semifinale playoff lasciata sul campo di Pesaro nel supplementare di Gara-3.

Quando il proprietario Bepi Stefanel, optò per il trasloco a Milano, per Sandro De Pol si aprirono le pagine dei libri di storia che, dai tempi di Bogoncelli e Rubini, avevano creato il connubio tra Trieste e le Scarpette Rosse.

Dopo un primo anno di transizione, con il raggiungimento di un’altra finale di Korac (persa questa volta contro l’Alba Berlino) e della semifinale scudetto in cui il fattore-campo diede ragione alla Virtus Bologna, De Pol e la sua “classe” iniziarono a raccogliere i frutti: il 13 marzo 1996 per un solo punto svanì l’ennesima Coppa Korac contro l’Efes Pilsen, ma dieci giorni dopo sul parquet del Forum di Assago, l’Olimpia si riscattò, sollevando la Coppa Italia, grazie al successo 90-72 sulla Mash Verona.

Nei tre anni milanesi, il suo contributo fu di 794 punti in 102 partite di campionato, con 414 rimbalzi e 161 palle recuperate. Anche con i Roosters il biennio vive un crescendo di risultati ed emozioni. Oltre alla sua crescita statistica (con un totale di 895 punti, 455 rimbalzi e 2359 minuti in 71 partite alla corte di coach Recalcati) funziona il connubio con Pozzecco alla regia, e Andrea Meneghin…dappertutto.

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Alessandro Maggi

alekmaggi@gmail.com Giornalista Professionista, direttore responsabile presso Be.Pi Sport, collaboratore presso Sportando, cronista per Il Giorno
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