L’Olimpia e l’Eurolega: tra piano A, piano B, una chiara linea tecnica ed una domanda che lo è altrettanto.

Tempo di bilanci e, immediatamente, di mercato. Che poi sappiamo tutti essere vivo da inizio anno, soprattutto per quelle squadre, in ottica europea, che non possono permettersi i colpi a luglio sulla base di offerte a sei zeri e non  necessariamente con un 1 davanti.

L’Olimpia europea arriva da un poco lusinghiero 18-42 nelle ultime due stagioni di Eurolega, le prime con il nuovo formato: un ultimo posto ed un penultimo che ne fanno la peggiore del lotto, senza se e senza ma. C’è tanto, molto da correggere in questo senso, perché competere non vuol dire solo provare saltuariamente a lottare, ma vincere almeno quelle 13-14 gare che possano dare un senso alla classifica per quasi tutti i sei mesi di stagione regolare. E competere non può nemmeno voler dire annoverare almeno 5 sconfitte in gare tirate nel punteggio dove gli errori sono stati madornali, piuttosto che un totale di…

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